UNA LUNGA STORIA DAGLI ANNI 70 AL GOVERNO MELONI
LE CONQUISTE E LE SCONFITTE DELLA LOTTA DI CLASSE A PARTIRE DAGLI ANNI 70 E IL COSA FARE .
CON LE LOTTE DEGLI ANNI 70 :
A partire da quel periodo chiamato “IL 68” durato circa 15
anni, con le lotte, dei lavoratori e degli studenti , i governi vennero
obbligati a fare leggi per i diritti di chi lavora con lo statuto dei
lavoratori, il diritto allo studio con la scuola pubblica, le 150 ore
per gli operai che volevano continuare a studiare, il diritto alla
sanità pubblica universale per tutti, i diritti delle lavoratrici madri e
la parità uomo/donna, il diritto alla pensione dignitosa dopo 35 anni
di lavoro con il 70% del salario lordo o con 40 anni di lavoro ed l’80%
del salario lordo (circa il 95% del salario netto percepito in azienda),
il diritto al divorzio ed all’aborto, ed altro...
Con le lotte, nelle fabbriche , si contrattava e si ottenevano:
gli incrementi dei salari, le professionalità, la riduzione
dell'orario di lavoro da 48 a 40 ore settimanali pagate 48,
l'abolizione di ogni lavoro precario , perfino dell'apprendistato
(esisteva solo nelle aziende artigiane), la durata delle ferie che
passavano da una settimana ad in mese l'anno, il pagamento al 100% di
tutti i giorni di malattia fino a 6 mesi l'anno e dopo il 50%, gli
organici necessari in ogni linea di lavoro, la tutela della salute con
la prevenzione e sicurezza cambiando l’organizzazione del lavoro, la
qualità e quantità degli investimenti e le ricadute sull’occupazione, i
carichi , i ritmi di lavoro e le pause necessarie, perfino gli oneri
sociali per costruire asili, mense, scuole.
Negli anni 70, i lavoratori uscivano dal buio degli anni
50/60 , non erano più oggetti, merce che producevano plusvalore, ma
avevano alzato la testa ed erano divenuti soggetti attivi, in grado
anche di gestire le aziende decidendo il come ed il per cosa si lavora …
I Consigli di Fabbrica , promuovevano conferenze di produzione
Per
sviluppare novi prodotti e riconvertire le produzioni inquinanti,
tossiche e di armi, per decidere il quanto, come ed il per cosa era
necessario lavorare ;
Nelle piazze, davanti a cancelli, nelle officine si urlava:
“ed ora ed ora potere a chi lavora” ! Reclamando la gestione politica
di governo del Paese ,
MA COME MAI LE FORZE BORGHESI ECONOMICHE E POLITICHE, DEL CAPITALISMO HANNO RIPRESO IL SOPRAVVENTO ?
La risposta del potere economico, quello politico capitalista
delle
lobby , delle logge P2, di politici al governo che facevano il doppio
gioco, dei servizi segreti dello Stato Italiano e della CIA, non si fece
attendere. Esse a partire dagli inizi degli anni 80, , adoperarono
l’arma delle ristrutturazione aziendali, delle chiusure delle fabbriche
, la dislocazione di aziende... assieme alle stragi di massa di
popolazione inerme iniziata con la strage della Banca dell’Agricoltura a
Milano nel dicembre del 1969 e continuata fino alla fine agli inizi
degli anni 90 quando Berlusconi, imprenditore in odor di mafia e P2,
prese il potere .
Credo però la borghesia , i “poteri forti” , non sarebbero
passati, se i “capi politici e sindacali” , al partire dalla marcia dei
“40 mila” colletti bianchi (in realtà erano 20.000) alla Fiat
nell’ottobre del 1980, non si fossero spaventati arretrando e divenendo
di fatto complici, cedendo poteri, diritti, salari… iniziando così la
politica dello scambio a perdere, andata avanti in ogni rinnovo
contrattuale per molti anni .
DOPO LA SCONFITTA ALLA FIAT INIZIO’ UN’ALTRA STORIA .
Per oltre 30 anni stampa TV, economisti ben pagati, politici
di destra (anche quelli che si consideravano di sinistra) hanno iniziato
a dire :
i sindacati hanno troppo potere, i lavoratori sono dei
privilegiati, i pensionati rubano il futuro ai giovani andando in
pensione troppo presto, la sanità pubblica è insostenibile costa troppo
allo stato, gli ammortizzatori sociali alimentano il parassitismo dei
disoccupati, lo stato non deve gestire le imprese e le aziende pubbliche
e i beni pubblici vanno privatizzati, ecc…;
Questo continuo lungo martellamento ideologico, effettuato da
un vasto ceto di propagandisti ad iniziare dalla Confindustria,
economisti ben pagati, mass-media, assieme alle forze politiche di
centro-destra e di centro-sinistra, è servito per fare delle “riforme”
che in realtà sono state controriforme , mettendo al centro la validità
del “libero mercato” nella globalizzazione mondiale con la svendita e
privatizzazione di tutte le industrie ed aziende di Stato Strategiche,
fino a costruire un regime fondato sul liberismo , spostando immense
ricchezze dai ceto medio bassi ai ceti più ricchi, con il 10% di
popolazione che detiene il 55% di tutta la ricchezza presente nel nostro
Paese;
In questo contesto , sono anche state fatte controriforme
elettorali come l’Italicum, Porcellum Rosatellum , con il compito di
affossare il sistema elettorale democratico fondato sul proporzionale , a
favore di un sistema maggioritario, con premio di maggioranza ,
(peggiore della legge truffa del 1953) , finendo per riportare i
fascisti di F.d.I. al governo con le destre che all’ultima tornata
elettorale pur ottenendo il 44% di chi ha votato, ottiene il 60% dei
seggi in parlamento e con i candidati nelle liste elettorali scelti da
capi corrente dei diversi partiti negando ogni possibilità di scelta
agli elettori.
Oggi, che la classe operai delle lotte degli anni 70 è stata sconfitta , abbiamo:
Tutti i vari governi (in modo più marcato di centrodestra) ma
anche quelli di centrosinistra succedutisi in questi ultimi quaranta
anni si sono piegati ai voleri del liberismo sfrenato e del Dio mercato,
riducendo i salari reali, allungato gli orari di lavoro e l’età
pensionabile, precarizzato il lavoro, smantellato storici diritti
sociali, eliminato la scala mobile, azzerato il sistema retributivo
delle pensioni e ridotto il valore reale delle stesse, privatizzato gran
parte dell’apparato industriale, accettato l’avvento dell’euro come
moneta unica perdendo completamente ogni forma di sovranità monetaria,
realizzando tutte le politiche di austerità imposte dall'Unione Europea.
Le conseguenze sono state: licenziamenti, aumento della povertà e delle
differenze sociali ( ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più
poveri ), calo dell’occupazione, peggioramento delle condizioni di
lavoro con aumento anche degli infortuni mortali, deterioramento
dell’ambiente e del territorio, Pandemia da covid distruttiva .
Le aziende pubbliche dello stato, i beni pubblici e servizi,
che sono stati svenduti a grandi capitalisti privatizzandole, con grave
danno per i cittadini che devono pagare di più per ottenere servizi
peggiori come nelle ferrovie , luce, gas, acqua, ecc…;
Una sanità che è stata in gran parte privatizzata a favore
delle cliniche private e quello che è rimasto non è funzionale al bene
fondamentale della cura e prevenzione della salute , ma del profitto
tanto che negli ospedali le morti dei pazienti per Covid 19, al 90%
sono dipesi dalle disfunzioni ed insufficienze della sanità pubblica e
privata perché i tagli degli organici medici ed infermieri, la
medicina di prevenzione e cura nei territori negli ultimi 20 anni ha
subito tagli per circa 50 miliardi ed anche la sciagurata Meloni
continua nella stessa e pronto soccorsi sono sempre più “camere Ardenti”
con gli ospedali diventati aziende che devono fare profitti . Da
tempo e si chiamano ASL (Aziende Sanitarie Locali) e non più USL
(Unità Sanitarie Locali) con immense danni sulle fasce più popolari
subordinate;
La maggioranza delle pensioni sono di fame ed i lavoratori
sono costretti ad andare in pensioni ad oltre 67 anni, (ma Meloni ,
Salvini, Taiani, propongono di andarci a 70 anni), contemporaneamente è
aumentato il lavoro precario e la disoccupazione giovanile è al 33%.
I morti sul lavoro ogni anno sono oltre 1.300 , ai quali si
aggiungono quelli morti per malattie professionali, tutto a causa di
una organizzazione del lavoro aziendale finalizzata alla ricerca del
massimo sfruttamento dell’uomo senza dispositivi di prevenzione alla
fonte e spesse anche senza la tutela D.P.I., nonché senza
investimenti adeguati in merito alla formazione, informazione,
addestramento dei lavoratori e per la mancanza di investimenti
tecnologici sugli impianti al fine di prevenire possibili incidenti;
Il lavoro è stato frantumato, delocalizzato, precarizzato,
flessibilizzato , con gravi ricadute sulla qualità del lavoro, dei
prodotti, e della vita di chi ha un lavoro ed ancora peggio per chi lo
ha perso , nelle aziende assistiamo a lavoratori che fanno svolgano le
stesse mansioni ma con una parte di lavoratori senza tutele e salari di
“merda” diversi ;
I diritti dei lavoratori sono stati distrutti fino alla
cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dando la
possibilità ai datori di lavoro di poter licenziare senza un giusto
motivo (anche se uno fa sciopero o si ammala) o per motivi economici che
l’azienda non è tenuta a giustificare;
I salari sono tra i più bassi in Europa ,spesso non viene
nemmeno più dato un salario ma elemosine agli stagisti e molti
lavoratori sono pagati persino con buoni (voucher) A causa di ciò
siamo in deflazione con il mercato dell’auto in picchiata, con la
maggioranza delle piccole imprese che sono in crisi a causa del calo dei
consumi e di conseguenza della mancanza di commesse.
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), ha evidenziato la realtà pensionistica come segue :
Oggi in Italia il 58% delle pensioni non raggiungono le 1000
euro mensili ed il 32% dei pensionati vive solo con quel reddito. Quindi
2,1 milione di pensionati vive con 616,59 euro mensili perché la Meloni
ha avuto l’indecenza di incrementare le pensioni minime di 3 euro
mensili. Altri 3,8 milioni di pensionati con una cifra sempre tra i 616
ed i 1000 euro mensili. Per cui non hanno nemmeno il cibo e tutto il
necessario per vivere.
In questo contesto , per agevolare le controriforme
economiche e sociali, sono anche state fatte controriforme elettorali
come l’Italicum, Porcellum Rosatellum , con il compito di affossare il
sistema elettorale democratico fondato sul proporzionale , a favore di
un sistema maggioritario, con premio di maggioranza , finendo per
riportare i fascisti di F.d.I. al governo con le destre che all’ultima
tornata elettorale pur ottenendo il 44% di chi ha votato, ottiene il
60% dei seggi in parlamento e con i candidati nelle liste elettorali
scelti da capi corrente dei diversi partiti negando ogni possibilità di
scelta agli elettori.
Oggi che i fascisti sono al potere cosa fanno ?
- 1) hanno fatto una controriforma della giustizia a favore
dei colletti bianchi corrotti e corruttori con i giudici che non
potranno più prendere all’improvviso ma avvertendo l’indagato 5 giorni
prima e con il pronunciamento di almeno 3 Giudici . Ma vogliono di
più... anche mettere i Giudici sotto il controllo del Governo
attraverso la “separazione delle Carriere”
- hanno abolito il reato di abuso d’Ufficio dando alla Mafia la possibilità di infiltrazioni negli atti amministrativi;
- vengono ai giornalisti vengono vietate la pubblicazione delle intercettazioni ed ai giudici gravemente limitate;
- il reato viene prescritto per decorrenza dei termini dopo
u periodo che varia da 4 a 6anni e chi ha commesso il reato viene
liberato;
- hanno fatto un disegno di legge classista contro il
popolo che protesta, chiamato “sicurezza” dove chi manifesta contro le
grandi opere rischia fino a 20 anni di galera, mentre chi fa resistenza
o picchetti durante gli scioperi rischia fino a 15 anni di galera , chi
protesta con le parole esprimendo il suo dissenso rischia fino a 6anni
di galera, addirittura a chi fa resistenza passiva stando con le mani
alzate rischia fino a 4 anni di galera, e 2 anni a chi fa blocchi
stradali .
2) hanno approvato una legge chiamata autonomia differenziata
, che spacca l’Italia in 20 regioni, con le risorse redistribuite a
favore delle regioni più ricche contro quelle più povere con gravi
danni su Sanità, Scuola, servizi sociali.
3) sono in procinto di fare una legge sul Premierato Forte
eletto dal popolo , togliendo i poteri al Presidente della Repubblica ed
al parlamento , rifacendo di fatto la Ducia Meloni d’Italia .
Oggi, i datori di lavoro condividono sostanzialmente le scelte del governo e vorrebbero ancor di più.
Ma essi sanno anche che il potere di contrattazione
sindacale è stato indebolito soprattutto dalla mancanza dei diritti
causati dal lavoro precario e frantumato, ritornando quasi alla realtà
esistente in Italia prima del 68 e delle lotte degli anni 70 del
secolo scorso... quindi le imprese anziché effettuare investimenti
innovativi “alti” di processo e di prodotto , preferiscono continuare a
ridurre il costo del lavoro , perché sanno che oggi possono dire al
lavoratore: lavora in condizioni di non sicurezza, anche se sei
ammalato, non scioperare, ed accetta i voucher, altrimenti li c’è il
cancello e te ne vai tanto posso sostituirti con una lunga fila di
disoccupati ... ed investono i loro profitti in attività finanziarie
speculative.
- Ma in questo contesto il sindacato cosa fa ? Cosa è diventato ?
Il potere di contrattazione dei sindacati è stato limitato,
gli scioperi sono diventati molto rari... con il rischi di continuare a
fare scioperi generali rituali una volta l’anno come quello di 8 ore
del prossimo 29 novembre .
In realtà i sindacati nella nuova realtà sociale,
riaffermata con forza dal governo delle destre reazionarie, (Meloni,
Salvini, Taiani) anche attraverso il taglio dele pensioni, della sanità,
della scuola, il diniego del salario minimo garantito, la flat tax al
15% ai ricchi autonomi , i 20 condoni fiscal fatti agi evasori,
l’aumento delle spese per le armi, ecc... a mio parere fanno
assistenza e non contrattazione ..., nel senso che gestiscono le
ricadute negative sui lavoratori, delle scelte fatte dalle imprese e
dal governo... e non basta certamente o lo sciopero generale del 29
novembre a cambiare la situazione.
Credo che anche con Landini Segretario CGIL , si era creata
una speranza per molti , ma anche lui non riesce ad uscire dal solito
tran tran .
Di fatto, i sindacati unitariamente, con la CISL ancor più
marcata a destra, sono diventati funzionali alle imprese ed ai governi ,
con i gruppi dirigenti che anziché contrattare gestiscono assieme alla
Confindustria ed ai Governi in termini assistenziali, le ricadute
negative sui lavoratori delle scelte fatte da Confindustria e dai vari
governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni. Spesso cogestendo
con le imprese le scelte le loro scelte tramite gli Enti Bilaterali.
A mio parere oggi la questione centrale è quella del il
rilancio di un progetto di società alternativo a quello fondato sul mero
profitto per cui sarebbe necessario puntare alla definizioni di
alcune questioni centrali.
ECCO IL PIANO SINDACALE E SOCIALE CHE SAREBBE NECESSARIO OGGI ALL’ITALIA :
Azioni di giustizia sociale per un sistema pensionistico di
progresso ed un amento dell’occupazione basato su un nuovo patto
generazionale;
separazione dell’assistenza ( che non deve più essere a carico dell’INPS ),dalla previdenza;
effettiva abolizione della controriforma Monti-Fornero e
calcolo che rapporti la pensione all’80% delle retribuzioni medie degli
ultimi tre anni;
età pensionabile massima a 60 anni o 35 di contributi,
prevedendo ulteriori abbassamenti per le donne e per i lavori usuranti (
solo così , in particolare nel settore della pubblica amministrazione,
nella sanità , nella scuola ed in altri settori strategici si possono
liberare energie e spazi per garantire nuova e buona occupazione ;
reale recupero ed un forte aumento del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni almeno pari al 30%;
una forte riduzione fiscale pari almeno al 50% delle attuali
trattenute e una rivalutazione semestrale del 100% in rapporto
all’andamento reale del costo della vita ;
estensione della quattordicesima mensilità alle pensioni basse e medio basse almeno fino ai tremila euro lordi;
drastica riduzione degli orari di lavoro a 32 ORE SETTIMANALI a parità di salario;
Ripristino della legge 833 del 78 per un sistema
sanitario pubblico gratuito per la tutela e prevenzione della salute
fisica e psichica universale (di tutte le persone) ;
forme di presalario tale da poter sostenere il costo dei
trasporti, dei libri, della mensa e dell’alloggio per i giovani studenti
universitari o in cerca di occupazione o con occupazione saltuaria o
precaria per un certo numero di anni;
scuole e Università gratis per i giovani i cui redditi familiari siano inferiori a 75.000 euro;
progetti di lavoro a cura degli Enti locali da rendere subito
esecutivi per ridurre drasticamente la disoccupazione di giovani ed
anziani con particolare riferimento alla riqualificazione delle
periferie urbane, al riassetto idrogeologico del territorio, alle
bonifiche ambientali, al riuso collettivo a fini socio-ecologici delle
numerose aree confiscate da decenni a scopi militari e di guerra da
potenze straniere ( basi militari USA e Nato ), ormai senza più alcuna
giustificazione;
convertire in termini ecologici il sistema economico
produttivo... ciò significa modificare profondamente i processi
produttivi, quelli dell'organizzazione del lavoro, quelli dei consumi...
dei modi di vivere... culture... mettendo in discussione interessi,
profitti e poteri consolidati nel tempo..; ma per fare ciò è necessario
che lo Stato diventi anche imprenditore almeno ripubblicizzando le
aziende più importanti che sono state privatizzate;
Credo che per poter avere successo sulle questioni sopra
riportate , stabilendo scelte di politiche economiche
agricole/industriali alternative a quelle fondate sulla centralità del
profitto e ponendo al centro gli interessi collettivi delle Persone...
non basta che qualcuno li proponga ma è necessario (come negli anni 70)
rimettere in discussione gli attuali rapporti di forza e rilanciare
una impostazione conflittuale nelle aziende, nei territori, ed a livello
generale...
Bisogna riprendere in mano il nostro destino. Per questo
occorre di nuovo tornare alla mobilitazione vera, reale, profonda, nei
luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle Università, nelle città e nelle
campagne, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze, inventando nuove
forme di azione, di lotta, di mobilitazione.
Non vedo niente di positivo all’orizzonte, ma non ci sono
scorciatoie o illusioni attendiste ... bisogna che chi è cosciente
della realtà che viviamo lavori per riconquistare i rapporti di forza ed
allora sarà anche possibile anche fare la rivoluzione sociale,
politica, culturale necessaria... altrimenti con i fascisti al governo
tutto non resterà come prima, ma peggio di prima .
Umberto Franchi già Dirigente Sindacale CGIL
5 novembre 2024
Estratto da www.lavocedilucca.it/post/16302/una-lunga-storia-dagli-anni-70-al-governo-meloni.php