La
figlia Dacia Maraini terrà un incontro incentrato sulla figura del
padre
Dalla
Garfagnana a Firenze: lo spettacolo sulla vita di Fosco Maraini al
Goldoni
Il
biopic teatrale “Il Gioco dell’Universo” e una mostra
fotografica per raccontare la vita di un gigante del ‘900
FIRENZE - Da Firenze alla
Garfagnana fino a raggiungere i confini più remoti del mondo,
per tornare infine alle Alpi Apuane a vivere e riposare per
l’eternità.
La storia di Fosco Maraini - il
celebre antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e
poeta fiorentino - rivive oggi, a poco più di 20 anni dalla
scomparsa, grazie ad un ambizioso progetto artistico
interdisciplinare che vuole restituire al pubblico, attraverso la
memoria di una figlia – la scrittrice, poetessa e saggista
Dacia Maraini -, la storia di una delle più importanti
personalità del panorama culturale italiano e internazionale legata
alle nostre terre.
Martedì 17 febbraio il Testo
delle Donne - storico gruppo teatrale di Firenze – realizzerà, in
collaborazione con il Festival dell’Eccellenza al Femminile e il
CAI Garfagnana, l’evento “Fosco Maraini. Il Gioco
dell’Universo – Un padre e una figlia” al Teatro
Goldoni di Firenze. Una serata dedicata a questo gigante
del ‘900 che, come un moderno Ulisse, fu spinto da curiosità
e desiderio di conoscenza ad una ricerca senza fine verso orizzonti
sempre più lontani: nelle isole sperdute del mare del Giappone,
sulle vette delle montagne del Tibet per poi approdare, dopo
aver attraversato tutto il globo terracqueo, nella “selvaggia”
Garfagnana dove ha deciso di vivere e di riposare per sempre.
L’evento si aprirà alle ore 17.30 con la mostra
fotografica “Dal Giappone alla Garfagnana le montagne di
Fosco Maraini”. Alle ore 18.30 si terrà quindi
l’incontro introduttivo “Quello che so di mio padre”
con Dacia Maraini, che farà da preludio allo spettacolo
teatrale – previsto per le ore 20.30 - “Fosco
Maraini. Il Gioco dell’Universo” con progetto, regia ed
immagini di Consuelo Barilari ed interpretato da Manuela
Kustermann, nei panni di Dacia, e Maximilian Nisi, in
quelli di Fosco. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di
Dacia Maraini, edito da La Nave di Teseo, e liberamente
ispirato anche al volume “La 34^ Casa di Fosco
Maraini” di Feliciano Ravera (Banca dell’Identità
e della Memoria della Garfagnana). La drammaturgia è a cura della
critica teatrale studiosa di Dacia Maraini Maria Dolores Pesce.
Linda Kaiser ha consultato gli archivi fotografici di Fosco
Maraini dalla Fondazione Alinari e dal Gabinetto Viesseux
di Firenze che hanno gentilmente concesso l’utilizzo di
oltre 150 foto per creare le video-scenografie dello spettacolo.
“Si tratta di un dialogo serrato – spiega la
regista Consuelo Barilari - tra un padre e una figlia,
abitato dagli elementi dell’Universo, che ci racconta il legame tra
un uomo straordinario e la natura, la terra, l’acqua, l’aria, le
montagne, i continenti, gli amici, le case. Il gioco della bellezza
terrena e del tormento dei sentimenti rivive attraverso il teatro e
la fotografia, nelle parole, nelle immagini, nel ritmo, nel suono,
dove l’altro è intimamente conosciuto e connesso, eppure sempre
misterioso, vicino e lontano, come le cose che più nel profondo
segnano l’esistenza. Lo spettacolo è Teatro della Memoria e
si fonda su elementi materiali e naturali che testimoniano la sua
vita in questa terra, sui racconti degli amici veri, le fotografie di
paesaggi e sentieri, le case, il piccolo cimitero, la natura, dentro
cui sarà possibile cercare i frammenti del suo Universo”.
È
possibile acquistare i biglietti su TicketOne. Il link è il
seguente:
https://www.ticketone.it/artist/teatro-donne/il-gioco-delluniverso-3978420/
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IL
PROGETTO
L’intero progetto nasce nell'estate 2025 sulle
Alpi Apuane, proprio in occasione dell'inizio dei lavori per la Casa
della Memoria alla Pasquigliora – l’ultima dimora di Fosco
Maraini, oggi museo , progetto voluto e sostenuto dalla Regione
Toscana e dal Presidente Eugenio Giani , in collaborazione con
il Sindaco del Comune di Molazzana Andrea Talani, il
Sindaco del Comune di Castelnuovo di Garfagnana Andrea
Tagliasacchi, le Associazioni della Garfagnana e una cordata di
soggetti pubblici e privati interessati.
Lo
spettacolo è stato presentato in anteprima nell'estate 2025 al
Festival di Radicondoli, al Festival Mont'Alfonso Sotto le
Stelle e, poche settimane fa, al Teatro Nazionale di
Genova, con la presenza di Licia Colò come testimonial
del progetto Fosco Maraini Casa della Memoria. Si tratta di un
biopic con un impianto multimediale che porta in scena
una drammaturgia ad intreccio - con fotografie, scritti, poesie,
racconti, testimonianze - prodotto con il sostegno del Ministero
della Cultura, attraverso fondi FSNV, dal Festival
dell'Eccellenza al Femminile XXI edizione, dal Teatro
Nazionale di Genova e in collaborazione con il Centro
Drammaturgia delle Donne di Firenze.
L’evento servirà anche a parlare
dell’ambizioso progetto di rilancio sulla casa di Fosco Maraini
alla Pasquigliora, ceduta, nel 2021, dalla vedova di Fosco, Mieko
Namiki Maraini, al Comune di Molazzana, con il contributo
dell’Unione Comuni Garfagnana e della Fondazione Cassa di
Risparmio di Lucca. Essa si trasformerà presto in Casa Museo
e "Rifugio culturale" con un progetto promosso dallo
stesso Comune di Molazzana grazie al sostegno della Regione
Toscana e a un progetto museografico sulla sua eredità
culturale, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
di Lucca.
La casa è il centro del Parco
culturale "Le Apuane di Fosco Maraini" – inaugurato
nel 2023 - dove sono stati realizzati sei itinerari
escursionistici didattico-emozionali dal Gruppo Regionale Toscana
del Club Alpino Italiano (C.A.I. Toscana). I sentieri, già
percorribili, sono di diversa lunghezza e difficoltà, ed
accompagnano il visitatore alla scoperta dei luoghi e della figura di
Fosco Maraini. La loro realizzazione è stata possibile grazie ai
fondi europei per lo sviluppo delle aree rurali "Progetto
“Parco culturale le Apuane di Fosco Maraini”, PSR Toscana
2014-2022 Misura 19.2, Bando n.7, Operazione 7.6.2
“Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale”, GAL
Montagnappennino" e il contributo della Fondazione Cassa di
Risparmio di
Lucca.
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NOTA
BIOGRAFICA
Fosco Maraini nacque a Firenze
da Antonio Maraini, scultore, e da Yoi Crosse, scrittrice di origine
polacca. Cresciuto in un ambiente intellettualmente stimolante,
Maraini sviluppò fin da giovane un forte interesse per l'Oriente.
Dopo aver completato gli studi in Scienze naturali e antropologiche
all'Università di Firenze, nel 1934 si imbarcò
sulla nave scuola Amerigo Vespucci come insegnante di inglese,
visitando diverse regioni del Mediterraneo e dell'Oriente.
Maraini è noto per le sue ricerche etnologiche e antropologiche, e per i suoi straordinari libri sul Giappone. Nel 1937 partecipò a una spedizione in Tibet con l'orientalista Giuseppe Tucci, esperienza che influenzò profondamente la sua carriera. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Maraini e la sua famiglia furono internati in un campo di concentramento per la loro opposizione al regime fascista.
Dopo la guerra, continuò a viaggiare e a scrivere, pubblicando numerosi libri che esplorano le culture orientali e le sue esperienze di viaggio. Tra le sue opere più significative ci sono "Dren Giong. Appunti d'un viaggio nell'Hymàlaia" e "Chibetto - Lontano Tibet".
Fosco Maraini è ricordato come una figura poliedrica e un narratore appassionato, capace di immergersi in diverse culture e di trasmettere la sua curiosità e il suo amore per il mondo attraverso la scrittura e la fotografia. La sua eredità culturale continua a influenzare studiosi e viaggiatori.
Maraini morì nel 2004, ed è seppellito in un piccolo cimitero di montagna nel Comune di Molazzana in Garfagnana ad Alpe di Sant’Antonio. La sua vita e le sue opere rimangono un'importante testimonianza della curiosità umana e della ricerca di conoscenza lasciando un'impronta duratura nel panorama culturale italiano e internazionale.