IL DOPPIO STANDARD DEL GOVERNO MELONI IN MATERIA DI SICUREZZA

COSA CI INSEGNA LA STRAGE DI CRANS MONTANA. IL DOPPIO STANDARD DEL GOVERNO MELONI IN MATERIA DI SICUREZZA "Quello che è successo a Crans Montana non è una disgrazia. Quello che è successo a Crans Montana è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro e che pensavano di fare soldi facili". Parola di Giorgia Meloni durante la conferenza stampa del 9 gennaio. Siamo d'accordo: 40 morti e oltre 120 feriti di cui molti gravissimi non sono il frutto di una fatalità, ma, come ormai sa tutto il paese, il risultato di una serie di scelte compiute dai due proprietari, attualmente accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio doloso, Jacques e Jessica Moretti. Utilizzo di materiali non ignifughi, uscita di sicurezza non utilizzabile, forse chiusa a chiave per risparmiare sulla security, locale sovraffollato, nessuna licenza per feste da ballo, scale e uscite ridotte al minimo per aumentare al massimo la capienza del locale e soprattutto assenza di controlli da parte delle autorità svizzere (l'ultimo risale al 2020). Oltre all'assistenza dovuta alle famiglie, di fronte alle immagini della padrona del locale che sarebbe stata inquadrata mentre fuggiva con l'incasso, Giorgia Meloni annuncia implacabilità da parte dell'Avvocatura dello Stato. Tutto giusto. Eppure ci chiediamo: solo a noi Crans Montana ricorda qualcosa? Solo a noi le immagini delle giovani vittime rievocano le immagini di altre vittime, ad esempio il volto di Patrizio Spasiano, morto bruciato dall'ammoniaca a soli 19 anni, esattamente un anno fa, durante uno stage pagato 500 euro al mese? Solo a noi vengono in mente i volti di Luana D'Orazio, dei manutentori ferroviari di Brandizzo, di Pietro Zantonini o di Satnam Singh? La stessa implacabilità, la stessa solerzia nell'annunciare interventi normativi da parte di Giorgia Meloni, vorremmo vederla per i 1450 morti sul lavoro del solo 2025. Magari contro gli scarsi controlli che vengono condotti nelle imprese italiane. O contro i contratti precari e i salari da fame, che sono una delle cause della mancanza di sicurezza nei posti di lavoro. O ancora contro la mancanza di adeguate assunzioni nell'Ispettorato del lavoro. O infine contro il decreto Lavoro della Ministra Calderone che nel 2023 ha introdotto la regola per cui un'impresa, pagando una certificazione da un privato, si garantisce una riduzione della frequenza dei controlli ispettivi pubblici. Crans Montana ci insegna cosa può accadere ogni volta che il profitto viene messo davanti alla sicurezza, ma sembra che per il Governo questo insegnamento valga per la Svizzera, ma non valga per il nostro paese. Da https://www.facebook.com https://www.facebook.com/poterealpopolo.org
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