Lo stipendio medio in Italia più basso rispetto a quello degli altri Paesi europei

Che in Italia lo stipendio medio sia più basso rispetto a quello degli altri Paesi europei è una situazione ormai assodata da diversi anni, che sembra persistere anche in un anno particolare quale sembra essere il 2025. Anno, come sappiamo, contrassegnato dalle tensioni relative alla guerra Russia-Ucraina, dal conflitto israelo-palestinese e dall’intenzione dell’amministrazione Trump di elevare i dazi a difesa dell’economia americana. In questo panorama, non proprio roseo, a quanto ammonta oggi lo stipendio medio netto in Italia? Quanto guadagna un operaio in media? Ma negli ultimi vent’anni il tema non è solo “quanto si guadagna”, ma quanto vale davvero quello stipendio. In Europa, il reddito reale delle famiglie è cresciuto nel lungo periodo, ma l’Italia, così come la Grecia, è tra le eccezioni ossia tra i Paesi in cui cresce meno. Partendo da recenti dati di Jobpricing, cerchiamo di delineare qual è il livello delle retribuzioni medie in Italia e cosa oggi si può fare per integrare lo stipendio aumentando il potere d’acquisto dei dipendenti anche attraverso gli strumenti welfare. Secondo l’ultima edizione del marzo 2025, l’Italia si colloca al 22° posto su 34 Paesi OCSE per salari medi annui (lo scorso anno era al 21°) con una RAL (Retribuzione Annua Lorda) media di 31.856 euro e una RGA (Retribuzione Globale Annua) di 32.402 euro. Ricordiamo che la RGA è data dall’importo della retribuzione lorda individuale mensile per dodici mensilità, cui si aggiunge il rateo della tredicesima e l’eventuale quattordicesima. Lo stipendio medio mensile lordo, per una persona che percepisce 13 mensilità, è quindi di 2450 euro. La variazione della RAL dal 2023 al 2024, come si evince dal report, è stata del 3,3%, mentre le RGA mostrano una crescita leggermente inferiore, pari al 3,1%. Dal 2015 al 2024 la RAL è variata dell’11%. L’aumento salariale è stato principalmente guidato dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), che hanno favorito soprattutto i redditi più bassi, con gli operai che hanno registrato un incremento della RAL del 4,6%, negli ultimi 3 anni, legato agli aumenti dei minimi contrattuali (come per il CCNL Industria Metalmeccanica). I dati sulle retribuzioni, lo ricordiamo, raccontano una dinamica, per così dire, “nominale” mentre per capire l’impatto sul quotidiano serve guardare anche al reddito reale cioè a quello che una persona può acquistare in questo determinato momento. Andiamo quindi a vedere una fotografia più puntuale mettendo a confronto quanto percepiscono dirigenti, quadri, impiegati e operai. Stipendio medio dei dirigenti Sempre stando ai dati di Jobpricing, la RAL media di un dirigente è di 106.606 euro. In dettaglio, un dirigente che percepisce solo la tredicesima ha uno stipendio medio lordo mensile di 8200 euro che, come netto, equivale a 4593 euro. Mentre, qualora il suo contratto preveda anche la quattordicesima, il lordo mensile è di 7615 euro con un netto mensile di 4265 euro. Stipendio medio di una posizione quadro Quanto a una posizione quadro, la RAL media, secondo il report, è di 56.746 euro. Se si va poi a vedere il dettaglio mensile, lo stipendio medio lordo è di 4365 euro con netto di 2710 euro per chi ha solo la tredicesima mensilità, diventa di 4053 euro lorde con 2517 euro notte in media ogni mese quando si ha anche la quattordicesima. Stipendio medio di un impiegato in Italia I compensi vanno a diminuire quando si tratta di impiegati e operai. Nel primo caso, la RAL media di un impiegato è di 33.350 euro con uno stipendio lordo mensile di 2566 euro e un netto di 1863 qualora si percepisca solo la tredicesima, stipendio che arriva a 2383 euro lorde mensile con 1730 euro nette mensili qualora ci sia ancora la quattordicesima. Stipendio medio di un operaio in Italia E quanto guadagna in media un operaio in Italia? Iniziamo con la RAL. Sempre secondo il report di Jobpricing, la retribuzione annua lorda media di un operaio ammonta a 27.266 euro. Il lordo mensile di un operaio in Italia è di 2097 euro con un netto di 1608 euro qualora si percepisca solo la tredicesima mensilità, di 1948 euro lorde con 1493 euro nette qualora ci sia anche la quattordicesima. Quanto è il minimo salariale in Italia? L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa a non aver stabilito un salario minimo. Un tema più volte oggetto di dibattito, ma che nel nostro Paese non ha ancora visto un punto d’arrivo. Salario minimo che, peraltro, non è riconosciuto, tra i Paesi europei, oltre che dal nostro, anche da Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia. In Italia si è parlato di un salario minimo di 9 euro l’ora che porterebbe, se la proposta venisse approvata, ad avere un minimo salariale in linea con, per esempio, la Francia, che riconosce un minimo di 10,03 l’ora e della Germania con 9,19 euro. La retribuzione media oraria e giornaliera in Italia Per quanto riguarda lo stipendio medio orario, ci rifacciamo al report Istat dal titolo “Occupazione, retribuzioni e costo del lavoro dei dipendenti privati” che si basa su dati del 2022 e si riferisce al settore privato, eccezion fatta per l’agricoltura. In Italia lo stipendio medio orario nel settore privato è di 11,75 euro. La posizione meglio pagata ha una retribuzione oraria di 21,98 euro mentre quella pagata peggio è di 8.42 euro. Reddito reale e potere d’acquisto: cosa succede in Italia Il tema non è solo lo stipendio medio, ma negli ultimi 20 anni si parla soprattutto di reddito reale delle famiglie, vale a dire quanto vale davvero il reddito considerato l’aumento dei prezzi. L’Italia, così come la Grecia, peraltro è l’unico Paese ad avere un segno rosso rispetto alla crescita degli sipendio. Come evidenzia il Corriere della Sera, il nostro è uno dei pochi Paesi in cui il reddito reale delle famiglie risulta in calo rispetto a vent’anni fa, con un impatto diretto sul potere d’acquisto. Cosa vuol dire ciò? Che anche quando la retribuzione cresce sulla carta, può non tradursi in una maggiore capacità di spesa nel quotidiano. Se i prezzi corrono più degli stipendi, le spese fisse pesano di più e l’affitto è spesso la voce che mette maggiormente sotto pressione i bilanci familiari. Anche di chi è già proprietario di un appartamento, basti pensare alle spese per far studiare i figli fuori, senza dimenticare chi continua a pagare un mutuo o è in affitto. Retribuzione media lorda in Italia: perché non basta per vivere bene Una RAL così bassa media in Italia – come abbiamo visto poco più di 31.000 euro lorde ossia poco più di 24.000 euro mensili – porta a un’importante riflessione doverosa. Avere un lordo mensile di 2450 euro significa non significa certo guadagnare altrettanto. Dal lordo, lo sappiamo, vanno tolti contributi e tasse che possono portare all’incirca – la cifra varia in base alla regione d’appartenenza, ai familiari a carico, al numero di mensitilità e tanto altro – a un netto di 1800 euro. Partendo da tale netto mensile, bisogna considerare altre spese fisse come in primis quelle legate alla casa. Secondo i dati di Immobiliare.it, nel febbraio 2025 il prezzo medio richiesto per gli immobili residenziali in affitto in Italia era di 13,81 al mese per metro quadro, il che, considerando un bilocale di 60 metri quadrati, si traduce in quasi 830 euro al mese. Valore che cambia se lo stesso bilocale si affitta a Milano dove costa 1320 euro al mese, mentre a Firenze è di 1.066 al mese (ovviamente si tratta di cifre variabili che tengono conto della zona, dello stato dell’immobile e altro). A tutto ciò bisogna aggiungere le spese per le bollette, per i trasporti, per le assicurazioni e ovviamente per il cibo. Oltre a, magari, quelle legate agli svaghi e ai viaggi. Senza fare troppo i conti in tasca, in effetti… nelle tasche di un italiano medio restano poche centinaia di euro, senza considerare emergenze quali possono essere il dentista, spese scolastiche non previste, ulteriori spese mediche, guasto dell’auto, aumento delle spese condominiali e così via. https://www.edenred.it/
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