Alessandro Tambellini, il sindaco che manca a Lucca

C’è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui Lucca aveva una guida che sapeva unire rigore e visione, concretezza e cultura. Quel tempo porta un nome preciso: Alessandro Tambellini. Oggi, guardando il panorama politico cittadino, quel nome torna a circolare non per nostalgia sterile, ma per una constatazione semplice e quasi dolorosa: senza di lui ci sentiamo più soli. Tambellini non ha mai avuto bisogno di slogan urlati o promesse iperboliche. Governava come si governa quando si conosce la materia, quando si studiano i problemi prima di parlare, quando si decide sapendo che ogni scelta ha un peso. Era ed è un professore all’antica, nel senso più nobile del termine: uno che insegna con l’esempio, che ascolta, che ragiona, che non confonde la politica con il teatro. Il suo passato da sindaco parla ancora oggi. Parla nei conti tenuti in ordine, nelle scelte meditate, nella capacità di dire dei no quando serviva e dei sì quando erano sostenibili. Parla soprattutto in quella sensazione diffusa, tra molti lucchesi, che con lui la città fosse guidata da una mano ferma e competente. Non perfetta, perché la perfezione non esiste, ma onesta, preparata, credibile. A Lucca oggi si sente forte il bisogno di tornare alla politica del fare, quella vera, fatta di sopralluoghi, di studio dei dossier, di presenza reale sul territorio. E in tanti lo dicono apertamente: Tambellini è l’uomo giusto per tornare. Se Lucca non lo permette più, perché la politica a volte è miope, allora perché non pensare a un ruolo ancora più ampio? Un governatore che conosce i comuni, i bilanci, le persone. Oppure un sindaco di una città vicina che abbia bisogno di essere rimessa in carreggiata. O, perché no, tornare a Lucca per un sopralluogo, rimettere insieme energie, fondare un partito civico serio, concreto, lucchese fino in fondo. L’idea di un progetto civico guidato da Tambellini non suona come un’operazione di potere, ma come un atto di responsabilità. Un punto di riferimento per chi non si riconosce più nelle bandiere tradizionali e vorrebbe solo amministratori competenti, sobri, intelligenti. Un uomo capace di parlare poco e lavorare molto, qualità ormai rarissima. Lucca è una città esigente, colta, severa. Non perdona l’improvvisazione e riconosce il valore quando lo incontra. Per questo Alessandro Tambellini resta, per molti, una figura degna di Lucca. Un uomo unico, intelligente, serio. Uno che non ha mai avuto bisogno di farsi grande, perché lo era già nel modo in cui governava. E forse è proprio per questo che oggi, più che mai, lo rimpiangiamo.
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