Il 2026 è un
anno speciale per Confindustria Toscana Nord: ricorrono infatti i 10
anni dalla sua costituzione, scaturita dalla fusione delle precedenti
storiche confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato. Anche
di questo, oltre che di dati economici del 2025, si è parlato nelle
ormai tradizionali conferenze stampa di inizio anno che l'associazione
ha tenuto oggi a Lucca, Pistoia, Prato e Pietrasanta.
"Per noi questo è un anniversario importante - dichiara la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Sono trascorsi 10
anni dall'avvio di quella che allora vivemmo come una scommessa. Si
trattava di costituire una nuova associazione partendo da tre realtà
vicine ma diverse, tutte profondamente radicate e di forte identità. Un
processo, quello che arriva fino a
oggi, che è stato ben governato prima della fusione, durante i primi
cruciali tempi e poi a seguire. Oggi sentiamo di poter celebrare con soddisfazione questa
ricorrenza e vogliamo farlo nello stesso modo con cui operiamo: con
concretezza e attenzione ai nostri territori, guardando alle imprese in
primo luogo ma non solo a queste, perché per noi sono fondamentali anche le comunità in cui le imprese operano. Il programma di eventi e iniziative del decennale è volutamente ancora incompleto: il nostro auspicio è che possa adattarsi in maniera flessibile anche a stimoli che potranno determinarsi nel corso dell'anno."
Oggi
è stato presentato il logo che, richiamando il numero 10 e
accompagnando il messaggio "Tre territori per un sistema che cresce",
caratterizzerà l'associazione per tutto quest'anno. Del programma delle
celebrazioni del decennale sono state anticipate alcune pietre miliari:
il bando per tesi di laurea sull'economia delle tre province che verrà reso pubblico il 16 febbraio; i
risultati di uno studio sull'economia del territorio che l'associazione
sta già conducendo con un partner prestigioso come Prometeia;
iniziative ed eventi, alcuni dei quali in collaborazione con
Confindustria nazionale, su temi cruciali per l'industria come
l'innovazione, l'energia, l'ambiente, la sicurezza, il commercio
internazionale, le relazioni industriali.
Le
conferenze stampa di oggi sono state anche l'occasione per fare il
punto sui dati della produzione industriale nel 2025, sulla base delle
rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. L'area
Lucca-Pistoia-Prato chiude il 2025 con un ultimo trimestre che torna in
territorio negativo, -0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo
il recupero realizzato a luglio-settembre (+1%
sugli stessi mesi del 2024, unico trimestre positivo nell'anno dopo i
due trimestri iniziali a -1,3% e -1,8%). Il dato finale dell'intero 2025
è -0,8% rispetto all'anno precedente, non lontano dal dato italiano che - a livello di stima, non essendo ancora disponibile il risultato del mese di dicembre dell'industria nazionale - si colloca a quota -0,4%. A
determinare il segno meno dell'area Confindustria Toscana Nord sono
soprattutto la moda, con un -2,3% che scaturisce comunque da prestazioni
molto diverse dei vari comparti (dal +0,9% dell'abbigliamento, al -1,7%
del tessile fino a -6,6% del calzaturiero); la carta-cartotecnica con
-1,2%; la nautica con -1%. Pressoché
stabile, con -0,1%, la metalmeccanica, all'interno della quale il
comparto metallurgia e prodotti in metallo, a quota +1,4%, ha la
prestazione migliore. Positivi gli alimentari (+3,5%), le lavorazioni di
materiali non metalliferi, che includono materiali da costruzione,
vetro e lapideo (+2,4%; ma il lapideo da solo è a quota -0,8%),
e la chimica-plastica (+0,8%). Per quanto riguarda l'export, i dati
provinciali ISTAT del 4° trimestre non sono ancora disponibili; i
primi 9 mesi hanno comunque segnato per i settori manifatturieri delle
tre province -1,2% (dato espresso in valori, come da fonte ISTAT, e non in volumi).
"Sono
dati complessivamente prevedibili, che raccontano la storia di
un'industria manifatturiera che sta reggendo con forza alle insidie di
un momento difficile - osserva la presidente Romagnoli -. Con
forza ma anche con fatica, stretta com'è fra ostacoli di livello
internazionale come il ristagno dei consumi, una situazione valutaria
non favorevole all'export, la vicenda dei dazi USA che non ha ancora
manifestato pienamente i suoi effetti, lo spiraglio dell'accordo
Mercosur che fatica a concretizzarsi, e dall'altro alle prese con i mali
cronici nazionali e locali, dai costi energetici alla pressione
fiscale, dalle carenze infrastrutturali ai problemi del mercato del
lavoro. In alcuni settori c'è un ricorso massiccio agli ammortizzatori
sociali, segnale della determinazione delle imprese a conservare le
proprie risorse umane pur nella difficoltà del momento; ma anche
l'occupazione mostra un certo rallentamento. Occupazione di qualità,
quella del manifatturiero, sia per stabilità che per tutele e livelli
retributivi: un motivo in più, essenziale, a favore di una politica
industriale troppo spesso carente."
Con l'occasione sono stati forniti anche dati relativi al settore edile,
la cui fonte sono le Casse Edili provinciali che li attestano al
momento fino al novembre 2025. All'epoca le imprese iscritte erano
1.929, il 4,8% in meno rispetto al novembre 2024. Il totale degli operai
iscritti era invece di 8.838, in incremento di +0,5% rispetto allo
stesso periodo dal 2024; in aumento, a quota +2,8%, anche le ore
lavorate (che nell'intero 2024 erano già cresciute del 6,3%).
Considerando la dinamica nei trimestri 2025 le ore lavorate sono
aumentate in maniera pressoché costante ma a un ritmo più contenuto
rispetto all'ultima parte del 2024.
"Il
dato con cui si chiude il 2025 per la produzione dell'industria
lucchese rappresenta un sostanziale pareggio - commenta il
vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti -.
Si registra infatti +0,1% rispetto a un 2024 che a sua volta aveva
segnato +1,4% sull'anno precedente. Nessuno sviluppo significativo, in
definitiva, ma nemmeno nessun arretramento, il che costituisce in questi
tempi complicati un risultato di tutto rispetto per il nostro sistema
industriale. Riguardo ai vari settori, è l'alimentare che con +5,3%
riprende particolare slancio dopo un 2024 pressoché in parità con l'anno
precedente. Nettamente positive anche la chimica-plastica (+3,4%), che
ci ha abituato in questi anni a prestazioni eccellenti, e la metallurgia-prodotti in metallo (+3%). Ma è molto significativo anche il +1,1% della produzione di macchine, per lo più destinate al cartario: un dato che scaturisce da risultati progressivamente più positivi nel corso dell'anno e
che rappresenta, in prospettiva, un segnale incoraggiante anche per il
settore cui le macchine sono destinate. Il cartario, appunto, che a
Lucca chiude il 2025 con una lieve contrazione della produzione
(-1,3%); il settore risente, in Italia e in Europa, delle dinamiche di
rallentamento dei consumi, ma continua a investire per qualificare la
produzione e ottimizzare le proprie prestazioni anche dal punto di vista
energetico. Aspetto, questo, che non cessa di essere un vero e proprio
tallone d'Achille per la nostra competitività. Negativi, limitatamente,
il lapideo (-0,8%) e la nautica (-1%, che arriva dopo anni di
prestazioni ottime)."
"Il dato positivo della produzione industriale a Pistoia dell'ultimo trimestre
(+2,1%
r
ispetto allo stesso periodo del 2024) non
è
sufficiente per riportare
almeno in pareggio il valore dell'anno che, complessivamente, nel 2025 registra -1,1%
- aggiunge il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Massimo Capecchi -. Come sempre, l'andamento è
nettamente difforme fra
i diversi settori: positivo il dato d
ei materiali
da costruzione,
della chimica
-plastica e della metalmeccanica, che registrano il medesimo
r
isultato (+1,8%)
; positivi
anche gli alimentari (+2%)
, l'abbigliamento
(+1,6%) e, seppur di poco, la carta (+0,4%); perdono terreno, anche in
maniera considerevole, il tessile (-5,8%), il cuoio
-calzature (-9,3%)
, il mobile (-4,4%) e altri manifatturieri (-6%). I
d
ati non
p
ossono certo dirsi soddisfacenti
, tanto più se si considera che chi cresce
h
a incrementi tutto sommato
d
i modesta entità,
viceversa chi perde lascia sul terreno numeri importanti
. A essere colpiti di più sono
proprio alcuni dei s
ettori fortemente
caratteristici della produzione pistoiese. Anche stavolta dobbiamo
quindi ripetere l'appello a sostenere l'industria locale con uno sforzo
in tutte le forme e da parte di tutti gli attori possibili
.
Occorre difendere tutto il comparto industriale, combattere la
deindustrializzazione e sostenere in particolare quei settori che si
trovano a perdere terreno in conseguenza di un quadro economico mondiale
che li penalizza."
"La
produzione industriale pratese chiude il 2025 con una contrazione
relativamente modesta - conclude la presidente di Confindustria Toscana
Nord Fabia Romagnoli -. Ma occorre avere sempre ben presente che
se l'anno ha fatto segnare un arretramento non particolarmente severo,
fermatosi a quota -1,8%, questo ha come termine di confronto un 2024 che
si chiuse a sua volta a -7,4%. Siamo insomma ancora ben lontani da
poterci dire fuori dal guado in cui si trovano i settori maggiormente
presenti a Prato, il tessile, che anche l'anno scorso ha perso l'1,6%
sul 2024, e la metalmeccanica, per lo più meccanotessile, che ha segnato
-10,7%. Tuttavia l'andamento nel corso del 2025 si mostra in
progressivo lento miglioramento: nell'ultimo trimestre il tessile ha sfiorato il pareggio e la metalmeccanica ha segnato
un -7,7% che è il risultato meno pesante dell'anno. Forse una conferma
di quanto sostiene il presidente di Confindustria Moda Sburlati, secondo
cui il sistema moda nazionale ha ormai raggiunto un plateau, condizione
nella quale si potrà rimanere fermi o che potrà costituire il punto per
una nuova ripresa. Meno decifrabile, probabilmente per le sue
peculiarità locali, l'andamento dell'abbigliamento pratese, che chiude
il 2025 in pareggio sul 2024 ma flettendo leggermente nell'ultimo
trimestre dopo i due precedenti nettamente positivi. La situazione di
Prato rimane complessivamente difficile, con un ricorso massiccio alla
cassa integrazione per salvaguardare il patrimonio di competenze
essenziale per garantire alle imprese la possibilità di intercettare i
segnali dell'auspicata ripresa."