Due Daspo nel calcio dilettantistico lucchese
Una partita di calcio di categoria minore, quelle che di solito si giocano lontano dai riflettori e con poche decine di persone sugli spalti, si è trasformata in un episodio di violenza che ora ha avuto conseguenze anche sul piano giudiziario e sportivo. La Questura di Lucca ha infatti disposto due provvedimenti di Daspo nei confronti di un dirigente e di un giocatore della squadra “Nuova Popolare Trebesto”, formazione che milita nel campionato di Terza Categoria A.I.C.S.
L’episodio risale al 3 gennaio scorso e si è verificato al termine dell’incontro disputato sul campo sportivo comunale “Bardo” di Sorbano del Giudice. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la tensione sarebbe esplosa dopo il fischio finale della partita tra la Trebesto e la formazione avversaria, la A.S.D. San Vito. In quei momenti concitati sarebbero partite minacce nei confronti del presidente della squadra ospite e la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
Stando agli accertamenti effettuati dai Carabinieri della stazione di Borgo a Mozzano, intervenuti sulla vicenda, un dirigente della Trebesto avrebbe colpito al volto un dirigente della squadra avversaria con due pugni. L’uomo aggredito ha riportato un trauma cranio-facciale ed è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. I medici gli hanno diagnosticato una prognosi di quindici giorni.
La vicenda è stata quindi segnalata all’autorità giudiziaria con il deposito della notizia di reato presso la Procura della Repubblica. Parallelamente i Carabinieri hanno trasmesso gli atti alla Questura di Lucca, che ha avviato l’istruttoria per valutare eventuali misure di prevenzione.
Al termine degli accertamenti il Questore ha deciso di applicare il Daspo sportivo nei confronti dei due protagonisti dell’episodio. Il dirigente colpito dal provvedimento non potrà accedere a manifestazioni sportive legate al calcio su tutto il territorio nazionale per tre anni. Per il giocatore coinvolto, invece, il divieto avrà la durata di un anno.
Si tratta di una misura amministrativa pensata per prevenire nuovi episodi di violenza negli impianti sportivi. Anche se spesso viene associata al tifo organizzato negli stadi delle grandi squadre, il Daspo può essere applicato anche nel calcio dilettantistico e persino nei confronti di dirigenti o giocatori quando il comportamento viene ritenuto pericoloso per l’ordine pubblico.
Un episodio nato su un campo di provincia, dunque, ma che dimostra come anche nel calcio minore la linea contro la violenza resti rigida. Quando lo sport lascia spazio ai pugni, le conseguenze arrivano puntuali.
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