Non
sono di facile interpretazione i dati 2025 dell'export manifatturiero
delle province di Lucca, Pistoia e Prato. A renderne complicata la
lettura è il fatto che la fonte più autorevole - l'ISTAT, su cui il
Centro studi di Confindustria Toscana Nord basa le sue elaborazioni -
per il livello provinciale fornisce i dati non in volumi ma solo in
valori. Dati, quindi, che sono determinati anche da fattori quali le
oscillazioni valutarie e i costi delle materie prime, che non forniscono
indicazioni dirette attendibili sulle reali prestazioni delle imprese
esportatrici in termini di entità di produzione destinata ai mercati
esteri. Un limite interpretativo che è sempre presente, ma
che è particolarmente acuto in momenti segnati da turbolenze, come
accadeva già nel 2025 e come, ancor di più, accade nel momento attuale.
"Pur
con queste importanti cautele, alcune considerazioni sono comunque
possibili - osserva la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Per il complesso delle esportazioni di Lucca-Pistoia-Prato il 2025 torna in territorio negativo, a quota -1,7%,
dopo un 2024 che aveva segnato +2,3%. Un risultato quindi non certo
esaltante ma neppure drammatico se si considerano i forti timori che ci
sono stati, e che si sono oggi ulteriormente acuiti, per le politiche
daziarie statunitensi e per le tensioni internazionali."
Riguardo alle prestazioni di Prato, Romagnoli continua: "Stabilità quasi assoluta per il valore delle esportazioni pratesi nel 2025: +0,2% rispetto
a un 2024 che era stato a sua volta stagnante, a quota -0,5%. Vede di
nuovo il segno positivo, dopo due anni con un netto segno meno, il
tessile (+1,6%) e lo mantiene, sia pure di poco, l'abbigliamento, che
era già positivo nel 2024. Continua invece la serie negativa per la
metalmeccanica, con -6,2%. Rivolgendo lo sguardo al tessile a livello
dell'intero distretto, comprendendo quindi i comuni fiorentini e
pistoiesi che ne fanno parte, il risultato è leggermente inferiore, a
quota -0,9%. Rimane comunque la percezione di un tessile che - pur con
tutte le difficoltà interpretative dovute ai dati in valori - si batte
strenuamente, e con un certo successo, per mantenere la propria
competitività in un contesto molto difficile."
"Dopo
un 2024 nettamente positivo, che aveva segnato +7%, per l'export
manifatturiero lucchese torna nel 2025 il segno negativo, con -3,2% - aggiunge il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti -. Portano il segno meno quasi tutti i settori: alimentari -15,9%, dopo un 2024 che aveva superato +26%; moda -11,9%, coerentemente con le difficoltà del settore; lapideo -9%; macchine -3,9%; carta e cartotecnica -2,8%. Limitatamente negativa, con -1,1%, anche la chimica-plastica-farmaceutica, dopo anni di ottimi risultati. In pareggio solo la nautica, peraltro reduce da prestazioni eccellenti negli scorsi anni, mentre evidenzia un lievissimo segno positivo (+0,1%) la metallurgia. Nel 2025 i settori
lucchesi con vocazione all'export, più o meno spiccata che sia, hanno
risentito quindi in maniera pressoché generalizzata degli effetti della
congiuntura a livello mondiale e in particolare del fatto che i commerci
internazionali hanno subito un rallentamento."
"Per Pistoia - sostiene il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord
Massimo Capecchi - il dato complessivo è leggermente negativo (
-0,2%), ma non troppo allarmante; a
fronte della forte contrazione di alcuni segmenti, altri tengono la barra dritta, anche con buone performance. Mi riferisco al
l
'abbigliamento (+
12,
3%)
, all'alimentare (+10,7%)
e alle calzature (+10,1%). Negativ
i invece il mobile (-
16,
8%)
, il tessile (-8,4%), il cartario (-3,9%), la chimica
-plastica-farmaceutica (-
3,5%),
la
metalmeccanica (-2,9%). Incluso in quest'ultima è anche il
ferrotranviario, il cui dato (-16%) ha comunque una valenza relativa
trattandosi di un settore con un ciclo lungo di lavorazione
che rende i suoi risultati fortemente altalenanti. Come
spesso avviene, la poliedricità della produzione pistoiese ci consente
di conseguire un sostanziale pareggio; il che è un dato fondamentale per
una provincia a fortissima vocazione all'export. Questo fino a oggi:
certo, le preoccupazioni ci sono, e molte, per il futuro. Anche se la
nostra industria ha dato prova di grande resilienza, non possiamo negare
che il quadro che si profila mette tutti in forte apprensione
."