Il nuovo ponte sul Serchio potrebbe presto tingersi di storia e d'audacia.E dei colori di tutti i Paesi europei che, assieme alle teste coronate dell'epoca, seppero celebrare l'aeronauta lucchese Vincenzo Lunardi.
ll più famoso "nel mondo dei lumi", quale lucido inventore e precursore del volo in pallone ad idrogeno: primo umano a volare su Londra.E' noto come dal lontano 1984 mi occupi di divulgarne la memoria attraverso eventi aeronautici, libri, voli rievocativi, convegni e con la fondazione del "Vincenzo Lunardi Balloon Club".Primo club di volo in mongolfiera la cui scritta, non a caso, anche oggi figura assieme a quella del Comune di Lucca sulla targa posta (ahimè solo nel 2011) sulla casa dell'eroe in via Michele Rosi.Lunardi nonostante le sue eroiche gesta fu lasciato morire povero ed in totale solitudine a Lisbona: una documentata e storica colpa a cui oggi Lucca dovrebbe porre rimedio con la giusta intitolazione della preziosa struttura. Confesso poi che ripropongo la sua candidatura perché sono personalmente legato alla rocambolesca vita di un uomo che, come me, di prudenza lucchese doveva averne ben poca, avendone per decenni ripercorso la vita con un docu-film, un libro e con l"ideazione del "Memorial Lunardi: il primo trofeo internazionale di aerostati che, per altrettanti scopi divulgativi, portai nel 2005 all'aeroporto di Capannori e nelle Ville lucchesi (oggi trasformatosi in una generica Festa dell'Aria.)Con questa mia testimonianza spero che il ricordo di Lunardi possa finalmente tornare a splendere sulle arcate di un Ponte che mi sembra "guardi più al cielo che all'acqua."Intitolargli il Ponte non significherebbe solo celebrare il passato, ma riconoscere il coraggio di chi ha saputo volare oltre "le proprie Mura" ispirando le future generazioni a sognare in grande.
Massimo Raffanti