I 45 pellegrini di Amore e Vita sul “Cammino Portoghese”

I 45 pellegrini di Amore e Vita sul “Cammino Portoghese” tra preghiera, fatica e condivisione

Molto si è sentito e si sente parlare del Cammino di Santiago o, come sarebbe meglio dire, dei "Cammini di Santiago" (quello francese, quello portoghese, quello del nord, quello primitivo, ecc.). Per di più, numerosi sono coloro che hanno un parente, un amico o un conoscente che ne ha percorso uno o almeno una parte, un tratto, rimanendo poi in qualche modo colpiti e segnati, conservando un indelebile e bel ricordo.

Saranno state queste cose, o forse sarà stata semplicemente la voglia di trascorrere qualche giorno insieme ad amici per ripetere un'esperienza già vissuta negli anni precedenti (il Gruppo "Amore e Vita" il prossimo anno raggiungerà il traguardo del venticinquesimo pellegrinaggio), che ha portato 45 persone a partecipare al pellegrinaggio a Fatima e Santiago, percorrendo un tratto del "Cammino Portoghese", organizzato da don Franco Bernelli, da sempre Padre spirituale di Amore e Vita.

Partiti da Milano Malpensa alla volta di Lisbona, dopo una breve visita della città, il gruppo ha raggiunto Fatima, dove il giorno successivo ha avuto modo di vivere l'atmosfera di devozione, preghiera e raccoglimento che circonda questo Santuario, tanto caro a San Giovanni Paolo II, ideatore e fondatore insieme a patron Ivano Fanini del messaggio di "Amore e Vita", a causa dell'attentato subito il 13 maggio 1981, proprio nella ricorrenza della Madonna di Fatima. L'anno successivo il Papa si recò a Fatima per ringraziare la Madonna e, in quell'occasione, consegnò al rettore del Santuario il proiettile che lo aveva colpito, ora ben visibile sulla corona posta sul capo della statua della Madonna.

Il mattino è stato dedicato alla celebrazione della Santa Messa nella Cappellina delle Apparizioni, alla visita del museo e della basilica che conserva le spoglie dei tre veggenti e al cammino verso il paese dei tre pastorelli, con la celebrazione della Via Crucis.

Nel pomeriggio ci siamo recati al Monastero di Santa Maria da Vitória, a Batalha, poi alla città di Nazaré e infine al Monastero di Alcobaça, uno dei primi edifici portoghesi legati all'Ordine Cistercense. Alla sera abbiamo partecipato alla recita del Rosario e alla processione aux flambeaux: sei persone del nostro gruppo hanno avuto l'onore e la gioia di portare in processione la statua della Madonna.

Successivamente il gruppo ha intrapreso il primo tratto del suo cammino, partendo da Santarém alla volta di Reguengo de Alviela, per poi rientrare nel pomeriggio a Fatima. Di qui si è ripartiti per raggiungere Alvaiázere-Vendas e proseguire nell'entroterra fino a Rebacal, attraverso un percorso collinare immerso nelle campagne.

Dopo di che si è raggiunta la città di Porto per una visita del centro storico. Il giorno seguente, partendo da Viana do Castelo, si è arrivati a Caminha lungo un percorso che ha offerto ambienti e panorami mozzafiato, attraversando boschi, campagne e spiagge bagnate da un oceano sempre imponente, di un azzurro intenso, talvolta cupo sotto il sole splendente.

Durante il cammino – il gruppo, alla cui guida don Franco manteneva un'andatura costante – è rimasto abbastanza unito grazie all'attenta e preziosa vigilanza di Gianpiero Merlo, che ha sempre svolto con discrezione l'indispensabile compito di retrovia. Vi sono stati momenti di preghiera itinerante comunitaria con la recita del Rosario e la celebrazione della Santa Messa in riva all'oceano, nei pressi della cappella dedicata a Sant'isidoro. Ogni giorno, durante il cammino, si alternavano momenti di silenzio e riflessione personale ad altri fatti di belle chiacchierate sulla propria vita e sui propri trascorsi, condivisi a tu per tu con il compagno di cammino di quel determinato tratto. Scambi ed esperienze certamente belli e arricchenti.

Poi, partendo da Armenteira, dopo una visita al locale Monastero di Santa Maria, il gruppo ha percorso il famoso sentiero chiamato "Rua de Água e Pedra", un bellissimo itinerario al fresco della vegetazione e lungo il torrente disseminato di antichi mulini, alla volta della meta di Santiago de Compostela che, una volta raggiunta – soprattutto quando si è arrivati nella piazza antistante l'imponente cattedrale, insieme ad una marea e ad un flusso indefinito di altri pellegrini di ogni razza e provenienza – ha riempito il cuore di gioia e letizia.

Infine, l'ultimo giorno è stato dedicato alla visita della Cattedrale e della cittadina di Santiago. Particolarmente bella, sentita e partecipata è stata la "Messa del Pellegrino", celebrata dall'arcivescovo metropolita e concelebrata da don Franco. Al termine della liturgia abbiamo assistito al rito del botafumeiro: un enorme turibolo (alto 1,60 metri e pesante oltre 50 chilogrammi) che viene fatto oscillare tra le navate della cattedrale per incensare i fedeli presenti.

Nel pomeriggio ci siamo recati a Finisterre, meta dei pellegrini che, dopo essere giunti a Santiago, decidono di prolungare il pellegrinaggio per circa un altro centinaio di chilometri. La tradizione vuole che i pellegrini qui compiano un bagno nell'oceano in segno di purificazione, brucino un indumento indossato durante il cammino e raccolgono una delle conchiglie, simbolo del Cammino, che trovano sulla spiaggia a testimonianza dell'avvenuto pellegrinaggio.

La bella e simpatica comitiva, con animo lieto e portando nel cuore certamente un ricordo particolare di questa arricchente esperienza vissuta, è quindi rientrata in Italia, già elaborando una nuova meta e un nuovo percorso per il prossimo anno.

Mario Barra

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