TEATRO DEL GIGLIO, LE OPPOSIZIONI ABBANDONANO L’AULA DEL CONSIGLIO:
“ATTO CHE PRESENTA FORTI CRITICITÀ PER COPRIRE LE PERDITE, IL TEATRO È
ALLO SBANDO E CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI LAZZARINI E DELL’ASSESSORA
PISANO, DI FATTO GIÀ COMMISSARIATI DAL CONSULENTE FAZZI”
“Abbiamo
abbandonato l’aula al momento del voto perché l’atto finanziario
presentato dall’amministrazione comunale per il teatro presenta forti
criticità: neppure una bocciofila, ormai, può restare in piedi senza
presentare il bilancio preventivo. E per un anno e mezzo il Giglio è
stato gestito senza alcun documento programmatorio. Questa anomalia è
nata solo per provare a nascondere, in maniera maldestra, una grossa
perdita economica: oscurata dietro il paravento di un artificio
contabile, tra l’altro tutto da verificare. Il fatto vero è che il
teatro ha oggi una gestione dilettantesca e allo sbando: e per questo
chiediamo le dimissioni dell’amministratore unico Lazzarini e
dell’assessora Pisano, tra l‘altro già di fatto commissariati dal nuovo
consulente Luciano Fazzi che in concreto ci pare a tutti gli effetti
oggi il vero capo del Giglio”.
Così i consiglieri dei gruppi del
centrosinistra (PD, Lucca Futura, Sinistra con Lucca-Sinistra civica
ecologista, Lucca è un grande noi, Lucca civica-VOLT-Lucca è popolare,
LibDem) intervengono sul bilancio consuntivo 2025 dell’Azienda Speciale
Teatro del Giglio.
“Ci fa piacere che durante la discussione in
aula, l’assessora Pisano abbia riconosciuto l’anomalia del documento
finanziario, presentato dopo che per un anno e mezzo non era stato
avanzato alcun preventivo - attaccano i consiglieri - Dai documenti
emerge una perdita operativa superiore a 300mila euro e un risultato
negativo prima delle imposte. L’utile finale di poco più di 7mila euro è
determinato in misura decisiva dall’iscrizione di oltre 316mila euro di
imposte anticipate. È quindi difficile presentare questo dato come il
segnale di una gestione solida e in equilibrio. E al di là dell’esiguo
utile finale dichiarato, ciò che emerge dai numeri è una situazione che
merita ben altra attenzione. I ricavi da spettacoli diminuiscono in
maniera significativa rispetto all’anno precedente, passando da oltre
2,1 milioni di euro a poco più di 1,6 milioni, mentre aumentano i costi
di struttura. Sono dati che raccontano un teatro che fatica e una
gestione che non riesce a invertire questa tendenza”.
“A rendere
ancora più grave il quadro è l’assenza del bilancio economico di
previsione 2025, un atto fondamentale previsto dallo statuto
dell’azienda speciale e che avrebbe dovuto consentire al Consiglio
comunale di conoscere preventivamente obiettivi, strategie, risorse e
risultati attesi della gestione - proseguono i consiglieri - Una
mancanza gravissima sul piano politico e amministrativo, perché priva il
Consiglio del principale strumento di indirizzo e controllo e rende
impossibile una valutazione completa e trasparente dell’operato
dell’amministratore unico Lazzarini e dell’assessora Pisano”.
“L’amministratore
unico Giorgio Angelo Lazzarini e l’assessora Pisano sono chiamati a
rispondere delle scelte compiute e dei risultati ottenuti: chiediamo da
parte loro un sussulto di dignità e domandiamo le loro dimissioni -
incalzano i consiglieri - In particolare da Lazzarini, in questi anni
abbiamo assistito troppo spesso a interventi pubblici e prese di
posizione su questioni che nulla hanno a che vedere con la missione e
con le responsabilità di chi guida il Teatro del Giglio. Una delle
principali istituzioni culturali della città merita un impegno costante e
concentrato sulla crescita del pubblico, sulla qualità della
programmazione, sulla sostenibilità economica e sul rafforzamento del
ruolo culturale del Teatro. I numeri contenuti nel bilancio dimostrano
che queste avrebbero dovuto essere le priorità assolute”.
“Esiste
poi una responsabilità politica che chiama direttamente in causa il
sindaco Mario Pardini, che ha voluto Lazzarini alla guida del Teatro del
Giglio. La governance del Teatro è una sua scelta. I risultati che oggi
discutiamo sono anche il risultato di quelle scelte. Per questo il
sindaco non può limitarsi a difendere l’esistente o a fare finta che
tutto proceda regolarmente. Cosa ha da dire Pardini sulla mancata
approvazione del bilancio previsionale 2025? Cosa ha da dire sui ritardi
nella discussione e nel deposito dei documenti contabili? Cosa ha da
dire su un consuntivo che evidenzia una perdita operativa significativa e
che raggiunge il risultato positivo finale grazie alle imposte
anticipate? Cosa ha da dire sull’assenza di una visione culturale e
gestionale di medio e lungo periodo per una delle più importanti
istituzioni cittadine?”.