Morì investito da auto lasciando il Pronto Soccorso : ASL condannata
Lucca 14 Giugno 2026
Paziente lascia il pronto soccorso e viene travolto da uno scooter: la Corte d'Appello condanna l'Asl al risarcimento. La Corte d'Appello di Firenze ha ribaltato la decisione emessa in primo grado e ha riconosciuto la responsabilità dell'azienda sanitaria nella morte di Mario Amelio Coli, pensionato di 71 anni, deceduto dopo essere uscito dal pronto soccorso dell'ospedale San Luca di Lucca in stato confusionale. I giudici hanno stabilito che l'Asl dovrà risarcire i familiari della vittima con una somma superiore a 630 mila euro, comprensiva delle spese legali, in solido con il Fondo di garanzia per le vittime della strada.
La vicenda risale al 2 febbraio 2016. Coli, ex muratore residente a Segromigno in Piano, nel comune di Capannori, arrivò al pronto soccorso alle 18.40 e fu classificato con un codice giallo, una priorità che prevedeva una visita entro circa un'ora. Quando però il personale lo chiamò, alle 21.52, l'uomo non era più presente all'interno della struttura sanitaria.
Poco dopo aver lasciato l'ospedale, intorno alle 23, il settantunenne stava percorrendo a piedi via Romana quando venne investito da uno scooter che procedeva nella sua stessa direzione. Il conducente si fermò inizialmente dopo l'urto, ma si allontanò senza prestare soccorso e non è mai stato identificato. Trasferito d'urgenza all'ospedale di Cisanello, a Pisa, Coli morì il 22 febbraio 2016 dopo venti giorni di ricovero.
Secondo la Corte d'Appello, l'azienda sanitaria non adottò le misure di controllo necessarie per un paziente che, fin dal suo ingresso, presentava un evidente stato confusionale. Nella sentenza viene evidenziato che i protocolli interni prevedevano una sorveglianza continua proprio per persone non pienamente in grado di provvedere a sé stesse.
I giudici hanno inoltre ritenuto che una visita eseguita nei tempi previsti dal codice di priorità, oppure una vigilanza costante, avrebbero con elevata probabilità impedito l'allontanamento del paziente e, di conseguenza, la tragica sequenza di eventi che ne seguì. Un altro elemento ritenuto decisivo riguarda i tempi delle ricerche: l'assenza dell'uomo fu rilevata alle 21.52, ma le verifiche all'interno dell'ospedale iniziarono soltanto alle 22.41, un intervallo che, secondo la Corte, potrebbe aver ridotto le possibilità di rintracciarlo quando si trovava ancora nelle vicinanze del nosocomio.
La nuova decisione modifica radicalmente il verdetto emesso dal Tribunale di Lucca e attribuisce un ruolo determinante alle omissioni contestate all'Asl. Ai risarcimenti già riconosciuti nel 2024 dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, pari a circa 600 mila euro, si aggiunge ora la nuova condanna. Complessivamente, le somme riconosciute ai figli e ai nipoti di Mario Amelio Coli superano 1,2 milioni di euro.
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