L'Europa scotta, smontiamo il mito del

L'Europa scotta, i pronto soccorso scoppiano: smontiamo il mito del "caldo stagionale" ​Non è la solita estate afosa da consigli del telegiornale su acqua e anguria. L'ondata di calore che sta flagellando l'Europa occidentale – e che ora si sta spostando rapidamente verso il centro e l'est del continente – ha tutti i connotati di un'emergenza sanitaria e infrastrutturale a lungo termine. ​I numeri tolgono ogni dubbio sulla portata del fenomeno: ​100 milioni di europei si sono già trovati a convivere con picchi costantemente sopra i 35°C, superando i 40°C in diverse località. ​380 milioni di persone saranno presto investite da temperature che non scenderanno sotto i 30°C. ​La mappa della crisi: dagli ospedali alle città ​La pressione sul sistema sanitario non è una proiezione futura, sta accadendo adesso. La geografia del collasso tocca quasi ogni Paese: ​Francia: I pronto soccorso registrano un'impennata di ricoveri per disidratazione, colpi di calore gravi e scompensi cardiocircolatori. ​Regno Unito: I servizi d'emergenza hanno registrato il record assoluto di chiamate di tutto l'anno. ​Italia: Il Ministero della Salute moltiplica i "bollini rossi" per le aree urbane, mentre gli ospedali segnalano un afflusso critico di pazienti fragili e anziani. ​Purtroppo, il bilancio delle vittime continua a crescere. Dietro i dati ci sono tragedie immani legate alla distrazione e alla disperata ricerca di refrigerio: dai troppi annegamenti nei fiumi fino al caso del bimbo di appena 18 mesi morto a Marsiglia, lasciato chiuso dentro un'auto rovente sotto il sole. ​Per arginare i rischi, le autorità locali stanno adottando misure che ricordano i periodi di coprifuoco. A Parigi è scattato il divieto di consumo di alcolici la sera per evitare malori all'aperto e alleggerire il lavoro dei soccorritori. In Germania sono saltati grandi eventi pubblici, inclusi alcuni appuntamenti del Pride. A subire i danni maggiori sono però le reti elettriche, i trasporti e chi lavora nei cantieri o nei campi, esposto a temperature insostenibili. ​Il debunking dei dati contro il "Si è sempre moriti di caldo" ​"Ha sempre fatto caldo d'estate, è il ciclo della natura." ​È la frase preferita dei negazionisti climatici. Una mezza verità usata per confezionare una bugia intera. Nessuno scienziato sostiene che le ondate di calore siano un'invenzione del ventunesimo secolo. Il punto focale, tuttavia, ruota attorno a quattro parametri precisi: frequenza, intensità, estensione e durata. ​Gli studi di attribuzione climatica condotti dal World Weather Attribution e da Climate Central dimostrano che un'ondata di calore di questa portata sarebbe stata letteralmente impossibile senza il riscaldamento globale provocato dalle attività umane. ​Rispetto a circa cinquant'anni fa, lo stesso identico fenomeno meteo sarebbe stato fino a 3,5°C più fresco. ​In climatologia, tre gradi e mezzo non sono la differenza che passa tra il mettere o meno una felpa la sera. Sono la linea di demarcazione che separa un sistema sanitario che regge da uno che collassa, un raccolto salvo dalla siccità totale, una giornata estiva da un pericolo mortale. ​I termometri, i satelliti e le stazioni meteo non hanno un'opinione politica. Continuare a bruciare carbone, petrolio e gas accumula gas serra e rende la norma ciò che prima era l'eccezione. La sfida non è superare indenni questa settimana, ma ridisegnare radicalmente le nostre città e le nostre infrastrutture per un pianeta che non è più quello in cui siamo cresciuti. By Infermieri Autonomi Fai Informazione
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