NUOVA COSTRUZIONE IN VIA SAVONAROLA, SPARISCE IL PARCO PUBBLICO: QUESTA AMMINISTRAZIONE E’ RIUSCITA A PEGGIORARE UNA GIà PESSIMA SCHEDA NORMA
Ieri sera il Consiglio Comunale ha approvato la costruzione di un edificio commerciale in via Savonarola, nell’ultimo spazio verde rimasto tra il parcheggio del Bricocenter e il parcheggio dell’Esselunga.
Si tratta di un permesso di costruzione “convenzionato”, disciplinato da una “scheda norma” del Piano Operativo. La ratio delle schede norma era che, in cambio della possibilità edificatoria, il privato avrebbe dovuto cedere qualcosa al Comune, in questo caso avrebbe dovuto dare del verde pubblico attrezzato.
Il Comitato per San Concordio a seguito dell’adozione da parte della precedente Amministrazione, nel 2022, del Piano Operativo, aveva presentato delle Osservazioni alla suddetta scheda norma, obiettando che in una zona umida soggetta ad allagamenti come quella dei Chiariti, già ipercementificata dai centri commerciali e dai parcheggi, sarebbe stato opportuno evitare di impermeabilizzare ulteriormente il suolo con nuove costruzioni, che sarebbe stato invece opportuno preservare il poco verde rimasto, depavimentare ove possibile e realizzare una cortina arborea a protezione dell’inquinamento dell’autostrada e ai fini del raffrescamento dell’isola di calore che, con il cambiamento climatico, si manifesta con sempre maggiore frequenza. Le Osservazioni del Comitato sono state tutte rigettate dalla nuova Amministrazione che nel 2024 ha approvato il Piano operativo. La scheda norma di via Savonaola prevedeva che su un prato di 1400 mq, su cui insistono 7 grandi alberi, 800 mq fossero destinati alla nuova costruzione e 600 mq ceduti al Comune sotto forma di verde pubblico attrezzato. A parte il fatto che un indice di copertura fondiaria del 60% è di per sé straordinariamente alto, il massimo consentito, è scandaloso che il progetto convenzionato approvato ieri sera dal Consiglio comunale sia riuscito addirittura a peggiorare la già pessima scheda norma.
La maggioranza di centrodestra del Consiglio Comunale ha approvato che il verde pubblico da cedere al Comune consista in strisce di terreno attorno la nuova costruzione, di fatto inutilizzabili dalla cittadinanza come verde pubblico, invece che un unico appezzamento di 600 metri quadri all’ombra dei sette grandi alberi esistenti, come era prefigurato, seppur in maniera non vincolante, nella scheda norma. Avrebbe potuto essere realizzato un piccolo parco di frescura che sarebbe stato apprezzato anche dagli avventori dei vicini parcheggi dei centri commerciali. Invece, non solo i ritagli di verde attorno la nuova costruzione non saranno fruibili come verde pubblico dalla cittadinanza, ma la loro realizzazione viene fatta a scomputo degli oneri di urbanizzazione, cioè il Comune non incassa, e la loro cura, mantenimento e pulizia verrà fatta a spese del Comune, escluso i primi tre anni. Invece di verde pubblico attrezzato, avremo pertanto, di fatto, un giardino privato di cui le spese le farà, a vita, il Comune, e quei 7 meravigliosi alberi, ammesso che sette rimangano dopo i lavori, faranno ombra al parcheggio privato del negozio. Il progetto è dello stesso architetto della contestata Piazza Coperta. In questa vicenda il Comune non sembra fare gli interessi della collettività, ma piuttosto pare "giocare alla meno", come quasi sempre, a prescindere dal colore politico, quando mette mano a San Concordio. Se questo è il risultato della prima scheda norma, la più piccola per dimensioni, delle ben 9 previste per il territorio di San Concordio, c’è veramente da essere preoccupati.
24/07/2026 Comitato per San Concordio
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