Scritta anticomunista sotto la statua di Don Milani a Vagli.
Rifondazione Comunista: perchè trasformare il ricordo di un grande
protagonista della storia italiana in un momento divisivo?
Come
Circolo della Valle del Serchio del Partito della Rifondazione
Comunista siamo molto stupiti dalla vicenda della iscrizione
anticomunista riportata sotto la statua di Don Lorenzo Milani che sarà
inaugurata nel comune garfagnino tra pochi giorni.
La frase, sulla
cui autenticità vi sono molti dubbi, è stata oggetto di critiche da
parte non solo del giuslavorista Pietro Ichino ma anche del presidente
dell’istituzione Don Milani di Vicchio, comune dove si trova il piccolo
borgo di Barbiana, il quale fa notare invece come il presbitero
fiorentino abbia sempre avuto una particolare attenzione verso alcune
rivendicazioni e proposte dei comunisti e delle comuniste.
Don
Milani ha dedicato la sua vita agli ultimi, ai poveri, agli esclusi,
denunciando un sistema che produceva ingiustizie e privilegi. Ridurre il
suo straordinario insegnamento a una frase di dubbia autenticità
significa impoverirne il pensiero e piegarlo a un'operazione politica e
revisionista.
Don Milani appartiene a chi lotta per una scuola
pubblica e capace di emancipare gli ultimi, non a chi vuole usare la sua
memoria per riaprire antiche guerre ideologiche. La storia non si
riscrive selezionando una citazione utile alla propaganda.
Il modo
migliore per onorare don Milani è ricordare il suo invito a "sortirne
tutti insieme", a combattere le disuguaglianze e a difendere i diritti
di chi non ha voce. Questo è il messaggio che dovrebbe accompagnare la
sua memoria, non una targa destinata a dividere una comunità.
Circolo della Valle del Serchio del Partito della Rifondazione Comunista