Martini (PD): "Ma quali politiche per le famiglie?

Martini (PD): "Ma quali politiche per le famiglie? Nel bilancio nessuna risposta ai bisogni quotidiani. Dietro la narrazione trionfalistica, un bilancio che fa cassa sui cittadini e ipoteca il futuro di Lucca”

"Il comunicato trionfalistico sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio si scontra con la fredda realtà dei numeri: invece di ridurre la pressione fiscale, sostenere concretamente le famiglie e riorganizzare i servizi, l'amministrazione sceglie di finanziare operazioni di facciata aumentando le multe, le entrate tributarie, prosciugando i risparmi della città e allungando inesorabilmente le scadenze dei debiti. E viene da chiedersi: dove sono le politiche per le famiglie? Nel bilancio non si ritrovano misure capaci di rispondere alle esigenze quotidiane di chi vive, lavora e cresce i propri figli a Lucca”.

A dirlo è la consigliera comunale del Partito Democratico Chiara Martini.

"Le variazioni al bilancio di previsione 2026-2028 dimostrano la volontà di utilizzare le risorse della comunità per far quadrare i conti, ricorrendo a prevedere entrate maggiori per effetto della pressione fiscale e sanzionatoria. Si prevede un incremento di 1 milione di euro della voce sanzioni del Codice della Strada: così la Polizia Locale rischia di diventare, di fatto, uno strumento di riscossione. Ma non basta. Aumenta anche la voce IRPEF (+700 mila euro) e l'IMU (+300 mila euro), ai quali si aggiunge la voce del canone per l'occupazione di suolo pubblico (+477 mila euro), un vero salasso per il tessuto commerciale lucchese. Silenzio, invece, sui passi carrabili, dopo un'operazione fallita che ha creato non poche difficoltà ai cittadini. Si prevede inoltre una maggiore entrata alla voce asili nido, che certamente non può essere spiegata con un aumento delle nascite. Ci auguriamo allora che corrisponda a un incremento dei posti disponibili e che non si ricorra successivamente ad aumentare le tariffe per far quadrare i conti. Per fortuna c'è la Regione Toscana che, con il bando Nidi Gratis, continua a sostenere concretamente le famiglie”.

"Fa sorridere, inoltre, che l'equilibrio della spesa venga ricercato affidandosi a oltre 730 mila euro derivanti da lasciti testamentari. Forse sono più sicuri di quelli che dovrebbero arrivare dalla riscossione, visto che il Fondo crediti di dubbia esigibilità aumenta di quasi 700 mila euro, superando i 10 milioni di euro”.

"Quando la priorità diventa l'immagine, è inevitabile che anche il bilancio rifletta questa impostazione. La spesa per attività culturali ed eventi cresce di oltre 1,27 milioni di euro, di cui quasi 600 mila euro per Vivi Lucca e oltre 300 mila euro destinati al Teatro del Giglio e ad ATG. La cultura è un investimento e nessuno mette in discussione il valore degli eventi per una città come Lucca. Il punto, però, è un altro: esiste un equilibrio tra queste spese e i bisogni reali delle persone? Si continuano a destinare risorse ingenti a manifestazioni dal costo molto elevato e dalle ricadute sul territorio che meritano una seria valutazione in termini di qualità, partecipazione e benefici diffusi, mentre molte associazioni culturali, sociali e di volontariato lucchesi, che operano tutto l'anno nei quartieri e nelle frazioni, vedono progressivamente ridursi i contributi comunali o incontrano crescenti difficoltà ad accedere alle risorse. Si ha l'impressione che il Comune preferisca concentrare i finanziamenti su pochi grandi contenitori, anziché sostenere quel tessuto associativo che rappresenta la vera ricchezza della città e che costruisce cultura, inclusione e socialità ogni giorno. A questo si aggiunge l'aumento di 172 mila euro destinato allo staff del sindaco, una scelta che appare ancora più difficile da comprendere”.

"Preoccupa anche il modo in cui viene affrontato il tema della TARI. Oggi si interviene con contributi e risorse straordinarie, attingendo all'avanzo di amministrazione – che non appartiene alla giunta, ma è patrimonio di tutta la comunità – per alleggerire il peso della tariffa. Ma questa non è una soluzione strutturale. È lecito chiedersi cosa accadrà nel 2027 e nel 2028: si continuerà a coprire il costo del servizio utilizzando i risparmi del Comune oppure verrà presentato il conto ai cittadini? Sul ciclo dei rifiuti servono scelte di lungo periodo, basate su efficienza, sostenibilità e contenimento dei costi, non interventi una tantum utili soltanto a rinviare il problema”.

"L'aspetto più allarmante della delibera riguarda però la gestione dell'indebitamento e del patrimonio comunale, che dimostra una visione di cortissimo respiro. Nell'aria si respira già la campagna elettorale: vengono applicati al bilancio oltre 17 milioni di euro di avanzo di amministrazione. Non è un problema utilizzare l'avanzo, anzi: negli enti pubblici dovrebbe essere il più possibile limitato grazie a una programmazione trasparente. Qui, invece, si sottostimano alcune entrate in fase di previsione e, sei mesi dopo, si modificano gli equilibri di bilancio utilizzando quelle risorse per finanziare le spese ritenute più convenienti. Sarebbe stato più corretto e trasparente prevederle fin dall'inizio dell'anno e indirizzarle subito verso le vere priorità dei cittadini”.

"Anche la rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti viene presentata come un successo perché riduce le rate nel 2026 e nel 2027, ma si omette di dire che dal 2028 quelle stesse rate aumenteranno: si liberano risorse oggi scaricando il peso sulle amministrazioni future. A peggiorare il quadro si aggiunge la scelta di accendere un nuovo mutuo da 3,5 milioni di euro per l'acquisto dell'immobile di Campo di Marte destinato alla nuova RSA, un intervento già previsto che avrebbe potuto essere finanziato con l'avanzo disponibile e che invece viene rinviato nel tempo per liberare risorse destinate ad altre spese, comprese iniziative di carattere prevalentemente promozionale. Ancora una volta, prevale la ricerca del consenso immediato su una visione finanziaria solida e orientata al futuro della città."

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