IL SUMMER HA DATO A LUCCA PIÙ DI QUANTO ABBIA RICEVUTO. QUINDI LUCCA CONSEGNI LE CHIAVI E NON DISTURBI
Il Lucca Summer Festival 2026 è terminato, ma il concerto più interessante è cominciato dopo l’ultima nota.
Sul palco della comunicazione sono saliti Mimmo D’Alessandro e Mario Pardini.
Il primo ha annunciato 83mila presenze, oltre 400 persone impiegate, un importante indotto economico e, soprattutto, ha dichiarato:
«Il Summer ha dato a Lucca più di quanto abbia ricevuto».
Il secondo ha risposto che farà «tutto il possibile perché resti a Lucca», distinguendo le critiche “costruttive” da quelle “pretestuose”, categoria nella quale ha inserito chi propone di spostare i concerti lontano dal centro storico e dalle Mura.
In pochi minuti è stato completato il nuovo ordinamento istituzionale cittadino:
D’Alessandro concede il Festival.
Pardini concede la città.
I lucchesi possono concedersi qualche domanda, purché sia già approvata.
IL BENEFATTORE E LA CITTÀ RICONOSCENTE. Partiamo da una cosa seria: il Summer Festival è un evento importante.
Porta pubblico, turismo, lavoro, visibilità e grandi artisti. Le 83mila presenze dichiarate e gli oltre 400 lavoratori rivendicati dall’organizzazione non sono numeri da liquidare con una battuta.
Ma neppure numeri che conferiscono la cittadinanza onoraria a Luigi XIV.
Dire che il Festival avrebbe dato a Lucca più di quanto abbia ricevuto è un’affermazione suggestiva. Per verificarla servirebbe però un bilancio completo, non un atto di fede.
Quanto ha dato esattamente?
Quanto ha ricevuto dall’utilizzo di Piazza Napoleone, degli spalti delle Mura, di Palazzo Ducale e dell’immagine internazionale di Lucca?
Quali costi organizzativi, logistici e di servizio sono sostenuti direttamente o indirettamente dagli enti pubblici?
Quanto dell’indotto resta nel territorio e come viene distribuito?
Quanti dei 400 rapporti di lavoro riguardano persone del territorio, per quale durata e con quali mansioni?
Quali sono invece i ricavi diretti dell’organizzazione?
“Indotto molto importante” è una bella espressione, ma non è ancora un’unità di misura.
Potremmo chiamarla mimmetro: strumento scientifico che misura i benefici annunciati e rende invisibili le condizioni concesse.
Il Festival ha certamente dato molto a Lucca.
Ma ha anche ricevuto qualcosa di difficilmente replicabile altrove: una delle città storiche più belle d’Italia trasformata in scenografia, un marchio ormai riconosciuto, luoghi monumentali, servizi, collaborazione istituzionale e una disponibilità politica che negli anni ha attraversato maggioranze di ogni colore.
Non è beneficenza.
È uno scambio economico e istituzionale che può essere vantaggioso per entrambi. Proprio per questo deve essere equilibrato, misurabile e trasparente.
83MILA PRESENZE NON SONO UN ATTO DI PROPRIETÀ
Il punto non è stabilire se il Festival debba restare.
Può restare, crescere e continuare a portare grandi artisti.
Il punto è capire a quali condizioni.
Perché 83mila presenze non cancellano i problemi di accessibilità, le occupazioni prolungate degli spazi, le esigenze dei residenti e le difficoltà denunciate da alcuni commercianti.
Il successo non elimina il diritto al confronto.
Altrimenti dovremmo concludere che, superata una certa quantità di biglietti venduti, entri automaticamente in vigore l’immunità diplomatica.
Ottantamila spettatori: confronto facoltativo.
Centomila: parcheggio libero sulle Mura.
Centocinquantamila: il promoter può nominare direttamente l’assessore alla cultura.
PARDINI E L’UFFICIO COMUNALE DELLA CRITICA AUTORIZZATA
Mario Pardini sostiene che le critiche costruttive siano preziose.
Ottima notizia.
Subito dopo, però, spiega che alcune sono “pretestuose”, in particolare quelle di chi vorrebbe valutare luoghi differenti.
È nato così il nuovo Sportello unico della critica comunale.
Il funzionamento è semplice:
se proponi un miglioramento che non modifica nulla, la critica è costruttiva;
se chiedi compensazioni, sei divisivo;
se parli dei disagi, non conosci la complessità;
se proponi un’altra collocazione, sei pretestuoso;
se applaudi, hai finalmente compreso il valore della manifestazione.
Pardini afferma che andrà “a testa alta” contro le critiche di chi non conoscerebbe davvero il Festival.
Ma il sindaco non dovrebbe stabilire quali cittadini hanno superato l’esame di conoscenza del Summer.
Dovrebbe rappresentare anche quelli che non hanno il pass VIP.
Una proposta può essere sbagliata, impraticabile o economicamente debole. Ma va confutata con numeri, studi e alternative, non classificata come pretestuosa perché disturba la narrazione ufficiale.
La frase «farò tutto il possibile perché resti a Lucca» suona appassionata.
La frase istituzionalmente corretta dovrebbe però essere:
“Farò tutto il possibile perché resti a Lucca nel rispetto dell’interesse pubblico, dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e del patrimonio monumentale.”
Sono poche parole in più.
Ma cambiano completamente chi governa e chi viene governato.
PRIMA “NESSUN COMPROMESSO”, ADESSO “ASCOLTEREMO TUTTI”
Il 21 luglio D’Alessandro aveva fatto sapere che il Festival non avrebbe lasciato Lucca a condizione che restasse com’è, senza scendere a compromessi con le richieste dei commercianti di Piazza Napoleone. Per il 2027 indicava inoltre il Campo Balilla come unica soluzione in caso di lavori a Palazzo Ducale.
Oggi viene annunciata l’intera manifestazione sugli spalti delle Mura.
Dunque la concertazione lucchese presenta una curiosa scaletta:
il promoter stabilisce ciò su cui non accetterà compromessi;
indica l’unica collocazione possibile;
il sindaco promette che farà tutto il possibile;
successivamente verranno ascoltati i cittadini.
Il tavolo di confronto verrà probabilmente convocato.
Peccato che il menù sembri già ordinato, il conto già compilato e il tavolo collocato al Campo Balilla.
Spostare tutti i concerti sugli spalti potrebbe anche rappresentare una soluzione migliore rispetto alla lunga occupazione di Piazza Napoleone.
Ma allora servono risposte precise:
quanti giorni resterà occupata l’area?
quali saranno le modifiche alla viabilità?
quali misure tuteleranno Mura e spalti?
quali costi ricadranno sugli enti pubblici?
quali garanzie avranno residenti e attività economiche?
quali iniziative gratuite verranno restituite alla città?
quali condizioni economiche saranno previste nel prossimo accordo?
Le dichiarazioni di oggi non lo spiegano.
Ci informano soltanto che D’Alessandro vuole restare, Pardini vuole che resti e chi propone altro rischia di non aver capito “l’anima” della manifestazione.
L’anima c’è.
Il piano operativo arriverà probabilmente in una successiva reincarnazione.
IL SUMMER È BIPARTISAN: CAMBIANO I SINDACI, RESTANO GLI INCHINI
La vicenda presenta anche un magnifico capolavoro di continuità politica.
Nel 2022 D’Alessandro espresse pubblicamente la propria stima per il candidato del centrosinistra Francesco Raspini, spiegando di apprezzarne la disponibilità verso il Festival. Nella stessa occasione definì Pardini un amico, ma criticò la presenza nella sua coalizione di persone ostili alla manifestazione.
Quattro anni dopo Pardini promette di fare tutto il possibile affinché il Festival rimanga e risponde personalmente a chi ne propone una diversa collocazione.
È la dimostrazione che il Summer Festival supera magnificamente la contrapposizione fra destra e sinistra.
La destra e la sinistra cambiano amministrazione.
Il patron resta al centro.
Nel 2022 l’interlocutore affidabile sembrava Raspini.
Nel 2026 Pardini è diventato il difensore ufficiale dell’anima del Festival.
Il Summer non cambia maggioranza: è la maggioranza che, appena eletta, rinnova l’abbonamento.
“IL NOSTRO GOAL È EMOZIONARE”
D’Alessandro dice che il suo obiettivo è emozionare.
Ed è giusto.
Un promotore deve organizzare spettacoli, vendere biglietti e portare sul palco artisti capaci di emozionare il pubblico.
Ma il Comune ha un altro compito.
Il suo goal dovrebbe essere tutelare l’interesse generale.
D’Alessandro deve difendere il proprio progetto imprenditoriale. Pardini dovrebbe negoziare condizioni favorevoli alla città.
Se entrambi giocano nella stessa porta, non resta nessuno a difendere quella dei cittadini.
La musica produce emozioni.
La pubblica amministrazione dovrebbe produrre atti, criteri, controlli, dati e accordi trasparenti.
Non si governa una città con l’accendino acceso durante il ritornello.
IL PROBLEMA NON È IL FESTIVAL. È LA DEVOZIONE
Contestare queste dichiarazioni non significa volere la fine del Summer Festival.
Significa rifiutare l’idea che il valore della manifestazione autorizzi il promotore a dettare unilateralmente le condizioni e il sindaco a dividere le critiche fra meritevoli e pretestuose.
Un grande Festival non dovrebbe temere le domande.
Un buon promoter dovrebbe rispondere con un progetto.
Un sindaco dovrebbe pretendere equilibrio.
Un giornalista dovrebbe fare domande anche al potente di turno, non limitarsi a descriverne ogni dichiarazione come una nuova tavola della legge.
Invece assistiamo al solito spettacolo:
Mimmo rivendica.
Pardini rassicura Mimmo.
Una parte dell’informazione applaude.
E Lucca viene invitata a non rovinare l’atmosfera.
Il Summer Festival deve restare una risorsa per la città.
Ma una risorsa non può diventare un ultimatum annuale.
Il promoter non è il proprietario morale di Lucca.
Il sindaco non è il direttore del fan club.
Le Mura non sono il giardino privato di un’organizzazione.
E i cittadini non sono comparse da spostare fuori dall’inquadratura quando comincia la conferenza stampa.
La conclusione è molto semplice:
Il Festival può e deve restare a Lucca.
Ma anche Lucca deve restare dei lucchesi.
Perché un concerto senza pubblico non esiste.
Ma una città senza diritto di critica non è più una città.
È un backstage.
E Pardini sembra sempre più intenzionato a consegnarne le chiavi, purché il patron gli lasci almeno il pass istituzionale.
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Fonti e documenti:
https://www.noitv.it/2026/07/summer-dalessandro-allattacco-no-a-compromessi-con-i-commercianti-769553/
https://www.luccaindiretta.it/cultura-e-spettacoli/2026/07/30/il-summer-chiude-con-83mila-presenze-dalessandro-il-prossimo-anno-tutto-sugli-spalti-delle-mura/513845/
https://www.luccaindiretta.it/cultura-e-spettacoli/2026/07/30/summer-festival-pardini-faro-tutto-il-possibile-perche-resti-a-lucca/513858/
https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/non-voto-qui-ma-io-sono-con-chi-sostiene-il-summer-a5202b0d
tratto da Facebbok
Estratto da www.lavocedilucca.it/post/26111/il-summer-ha-dato-a-lucca-pi---di-quanto-abbia-ricevuto..php