Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani esprime il più profondo cordoglio e un sincero sentimento di dolore per la scomparsa di Francesco Guccini.
Con la sua morte, l'Italia perde non solo un gigante della musica e della canzone d'autore, ma un intellettuale libero e uno straordinario poeta civile che ha saputo raccontare e narrare il nostro Paese con una profondità e un'umanità uniche.
L'opera di Francesco Guccini rappresenta un pilastro della cultura italiana contemporanea.
Attraverso la forza dei suoi versi, densi di letteratura, storia e impegno sociale, ha immortalato le trasformazioni dell'Italia, dando voce alle speranze, alle battaglie e alle fragilità di intere generazioni. Le sue canzoni sono state e rimarranno uno specchio lucido della società civile e una difesa costante dei diritti dell'uomo, della dignità e della libertà.
Il CNDDU si rivolge con forza a tutti i docenti italiani, invitandoli a raccogliere questa immensa eredità culturale e a portarla all'interno delle aule scolastiche.
La musica e le parole di Guccini costituiscono uno strumento didattico prezioso, un mezzo potente per guidare i giovani alla conoscenza delle complesse dinamiche tra gli uomini, all'esplorazione dei sentimenti più intimi dell'animo umano e alla comprensione della nostra memoria collettiva.
Insegnare Guccini significa educare alla bellezza delle parole, al pensiero critico e ai valori universali di giustizia e solidarietà. Ed è proprio tra i banchi di scuola che questo patrimonio si compie.
Vogliamo ricordarlo e salutarlo, allora, celebrando il Guccini poeta d'amore, di arte e di vita, un autore che può trovare spazio accanto ai tanti poeti della nostra letteratura che hanno cantato, ognuno a suo modo, l'amore. E Guccini senz'altro ha cantato nei suoi versi l'amore, quello imperfetto e complesso per mille ragioni, ma straordinariamente potente e vero per altrettante mille ragioni.
Lasciamo in eredità ai nostri studenti i suoi versi indimenticabili affinché le nuove generazioni ne apprezzino il grande valore.
Perché la scuola ha il dovere di custodire e trasmettere questa straordinaria sensibilità.
Perché la poesia resta l'unico ponte capace di superare ogni nostra incomunicabilità.
«Perché Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco, le parlerò coi versi».
prof.ssa Rossella Manco
CNDDU