Il “Serchio delle Muse” valica l’Appennino: la lirica incanta le rive del Lago Santo Modenese

Il “Serchio delle Muse” valica l’Appennino: la lirica incanta le rive del Lago Santo Modenese
La lirica del “Serchio delle Muse” è tornata ieri pomeriggio ad unire i due Comuni di Barga e Pievepelago con il tradizionale concerto al Lago Santo Modenese: uno spettacolo tra musica e parole


12 agosto 2026

BARGA – Un crinale che non divide, ma unisce. È questo il filo conduttore che ha accompagnato nel pomeriggio di ieri (martedì 11 agosto) il nuovo appuntamento del “Serchio delle Muse”, che ha valicato i confini della Toscana, dal Comune di Barga, per raggiungere il Lago Santo Modenese, nel Comune di Pievepelago, sconfinando nella limitrofa Emilia-Romagna.

Un luogo dal forte valore paesaggistico e storico, da secoli punto di incontro tra i due versanti dell’Appennino tosco-emiliano e, per l’occasione, scenario di un concerto lirico capace di intrecciare musica, storia e memoria del territorio.

Dopo la serata a Casa Pascoli, il festival ha dunque attraversato la montagna, portando la propria musica in terra emiliana e rinnovando un legame antico tra le comunità barghigiana e pelagese. A sottolinearlo, fin dai saluti iniziali, è stata Simonetta Galassini, Assessore del Comune di Pievepelago, che ha ricordato proprio il passaggio ideale tra i due appuntamenti: “Ieri sera eravamo ospiti a Casa Pascoli, oggi abbiamo valicato la montagna e siamo qui, in questa zona di confine tra Barga e Pievepelago”. Un vero e proprio gemellaggio artistico, costruito su una vecchia amicizia e sul connubio tra musica e parole.

Un concetto ripreso dal Vice-Sindaco del Comune di Barga Lorenzo Tonini, che ha definito il Lago Santo “un ambiente bellissimo, un paradiso terrestre”, sottolineando la volontà di rafforzare l’amicizia tra le due comunità: “Questo è un crinale che unisce - ha ricordato -, lo ha fatto con gli Alpini e con le associazioni di volontariato e oggi ci abbiamo messo anche cultura e musica”.

Anche il Presidente dell’Asbuc di Barga Omero Togneri, nel portare il saluto della comunità, ha rinforzato la stessa immagine: “il crinale che unisce”. I ringraziamenti sono arrivati poi da Fosco Bertoli, Presidente dell’Associazione Musicale “Il Serchio delle Muse”: “Mi piace evidenziare – ha dichiarato - la sensibilità e la disponibilità delle Amministrazioni e delle realtà locali che hanno permesso di costruire un appuntamento capace di superare, anche fisicamente, i confini regionali”.

Protagonisti della parte musicale sono stati il soprano Alessandra Meozzi, il tenore Alessandro Fantoni, il baritono Bruno Caproni e il pianista Julian Evans, con un programma che ha attraversato alcune delle pagine più celebri del repertorio operistico. Da Leoncavallo sono arrivati il “Prologo” e “Stridono lassù” da “Pagliacci”, affidati rispettivamente a Caproni e Meozzi, insieme alla celeberrima “Vesti la giubba”, interpretata da Fantoni. Spazio quindi a Verdi, con il “Preludio” dall’”Attila”, “Dio! mi potevi scagliar”, “Sì, pel ciel marmoreo giuro!”, “Tacea la notte placida” e il duetto “Già nella notte densa” dall’”Otello”: pagine che hanno alternato potenza drammatica e momenti di maggiore intimità.

Non sono mancati Giacomo Puccini, con “Sa dirmi, scusi?” da “La Bohème”, Liszt con la “Parafrasi dal Rigoletto”, Bizet con “Votre toast” dalla “Carmen” e Pietro Mascagni con il celebre Intermezzo della “Cavalleria Rusticana”. Nel programma anche “Parlami d’amore Mariù” di Bixio, affidata alla voce di Bruno Caproni.

Alla musica si sono alternate le parole della narratrice Laura Martinelli, che ha accompagnato il pubblico in un racconto quasi poetico della storia del Lago Santo, partendo proprio da quel confine che oggi separa Toscana ed Emilia-Romagna ma che per secoli ha avuto una geografia diversa.

Il territorio del lago fu, infatti, a lungo legato a Barga e alla Toscana, nonostante la sua posizione sul versante modenese dell’Appennino. Un rapporto nel quale ebbero grande importanza anche i boschi, risorsa preziosa e al centro di interessi economici e territoriali. Da queste montagne passava la cosiddetta Via dei Remi, utilizzata per il trasporto dei grandi tronchi ricavati dalle foreste appenniniche e destinati, attraverso la Valle del Serchio, anche alla cantieristica navale toscana. Il legame con Barga terminò nel 1847, quando, con le ridefinizioni territoriali dell’epoca, il Lago Santo e i territori transappenninici barghigiani passarono al Ducato di Modena.

Martinelli ha poi condotto il pubblico dentro le leggende che cercano di spiegare l’origine dell’appellativo “Santo”. Tra le più conosciute quella dei due giovani pastori innamorati, appartenenti a famiglie rivali e provenienti dai due versanti della montagna. Dopo essersi dati appuntamento sul lago ghiacciato, corsero l’uno incontro all’altra, ma il ghiaccio cedette proprio nel momento dell’abbraccio, inghiottendoli.

Un’altra tradizione racconta invece di un cacciatore che, incurante della sacralità della domenica e accecato dalla brama di inseguire una fiera, si avventurò sul ghiaccio fino a quando questo si spezzò, trascinando entrambi nelle acque. Il lago sarebbe stato poi benedetto da un vescovo affinché quella colpa fosse assolta: da qui, secondo la leggenda, il nome di Lago Santo.

Storia e leggenda, lirica e paesaggio – ha concluso il Presidente Bertoli - hanno così trovato un punto d’incontro in uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino”. E, forse, proprio l’espressione ripetuta durante i saluti istituzionali restituisce meglio il senso della giornata: un crinale che unisce. Un confine che nel corso dei secoli ha cambiato stati, ducati e appartenenze amministrative, ma che non ha mai cancellato i rapporti tra le comunità che vivono sui suoi due versanti. Oggi, a fare da ponte, sono state la cultura e la musica.

Il festival “Il Serchio delle Muse” è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai media partner e dalle Istituzioni: i 14 Comuni della Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana, l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, il Comune di Glasgow, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la Provincia di Lucca.

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