Shakespeare in Garfagnana

Shakespeare in Garfagnana, da un’idea di Consuelo Barilari: “Ideale palcoscenico dell’opera del Bardo”
Dopo il successo dei tre spettacoli andati in scena a Gorfigliano, Pieve San Lorenzo e Giuncugnano, il ciclo shakespeariano prosegue sabato 29 agosto nella Chiesa di Poggio e il 2 settembre in quella di Vitoio



GARFAGNANA – Cinque spettacoli itineranti, pensati per i borghi della Garfagnana, con i personaggi più iconici delle opere del Bardo.

Grande successo per il progetto teatrale “
William Shakespeare in Garfagnana” ideato e curato dalla regista Consuelo Barilari ed inserito all’interno della sesta edizione del “Graal Cult Fest”. I primi tre appuntamenti hanno registrato un ottimo riscontro sia in termini di apprezzamento che di pubblico con oltre 100 presenze a rappresentazione.

Dopo il gradimento dimostrato per “
Shakespeare abita qui”, andato in scena il 4 agosto a Gorfigliano, “Shakespeare nostro contemporaneo”, il 18 a Pieve San Lorenzo, e “Le donne di William Shakespeare”, il 22 a Giuncugnano, il ciclo si chiude ora con altri due straordinari allestimenti entrambi nel Comune di Camporgiano.

Sabato (
29 agosto), nella Chiesa di Poggio, il progetto propone una serata culturale intensa che vede prima la presentazione del libro “Shakespeare vivo” del Prof. Paolo Fantozzi e, a seguire, lo spettacolo itinerante che si lega ai temi dell’opera letteraria intitolato “Amore, potere e vendetta. I grandi monologhi” con gli attori Riccardo Cantoni, Irene Mori, Irene Elisa Parenti, Francesco Pelosini e Sara Santucci.

A chiudere il ciclo,
mercoledì 2 settembre, lo spettacolo “Rapsodia Shakespeariana” che vedrà esibirsi, nella Chiesa di Vitoio, gli attori Melania Giglio e Lorenzo Patella. “Melania – spiega Consuelo Barilari, direttrice artistica del festival - è la più acclamata attrice shakespeariana del momento, a livello nazionale se non europeo, e sono molto onorata che abbia scelto di prendere parte a questa edizione del Graal Cult Fest”.

Ma come nasce l’idea di Shakespeare in Garfagnana? “Il progetto è nato da due passioni profonde antiche che nutro – spiega Barilari -: da una parte l’amore per questa terra, per la sua natura selvaggia e potente, ambientazione di una cultura popolare e di una poetica del bosco e delle selve; dall’altra dalla passione viscerale per il teatro di William Shakespeare, coltivata sin dagli anni in cui ero allieva della Scuola del Teatro Stabile di Genova”.

Un
amore a prima vista e una predilezione per il palcoscenico. “Ebbi, proprio all’inizio della mia carriera, il privilegio di essere scelta tra i giovani attori della Scuola di Recitazione e Regia per la produzione faraonica di “Donne attente alle donne” di Thomas Middleton, drammaturgo elisabettiano, con la regia di Terry Hands, il direttore della Royal Shakespeare Company di Stratford Upon Avon – ricorda - che seppe comunicarci i principi più autentici del Teatro di Shakespeare. Ci insegnò la differenza sostanziale tra l’acteur e l’amateur, tra il Teatro con la maiuscola e il teatro amatoriale: con lui una battuta era oggetto di prove e ripetizioni anche per ore”.

Poi – continua la regista - in quella straordinaria stagione del Teatro di Genova dedicata a Shakespeare e agli Elisabettiani, con i più grandi interpreti scelti nel panorama internazionale, voluta dal direttore Ivo Chiesa, ebbi quella che considero tuttora la più grande fortuna della mia vita: la possibilità di lavorare nella produzione dell’opera di Shake (come confidenzialmente lo chiamano i teatranti inglesi) “Pericle Principe di Titro”, ovvero l’odissea di Pericle nel Mediterraneo, con la regia del grande William Gaskill, fondatore del Royal Court Theatre di Londra, regista di “Lawrence Olivier” e “Maggie Smith”, con cui interpretai, a 19 anni, la mia prima co-protagonista - la perfida Dionisa - accanto a Elisabetta Pozzi, Paolo Graziosi, Massimo Lopez, Maurizio Crozza (mio compagno di accademia), Gigi Montini e molti altri attori. Eravamo circa una trentina”.

Consuelo ricorda bene quell’
esperienza altamente formativa. L’allestimento – dice - fu costruito sulla spiaggia in centro a Genova, un teatro in legno a forma di nave, degno del Globe, con la chiglia che arrivava sulla riva del mare e il palcoscenico che si apriva sul fondo, lasciando intravedere, nelle scene iniziali e finali, lo spettro marino come se lo spettatore fosse davvero su un’imbarcazione. Le prove – prosegue - durarono tre mesi, otto ore tutti giorni. Le coreografie erano di Angelo Corti e Marise Flash, che ci preparavano fisicamente per essere più reattivi e agili per le scene di movimento. Allora non riuscivo a rendermi conto dell’esperienza privilegiata che stavo vivendo”.


È, dunque, da questa stagione shakespeariana che nacque la
passione di tutta una vita e che, in lei, arde ancora oggi: “La stessa che mi fece approdare poi al Globe Theatre di Roma con Gigi Proietti – aggiunge Consuelo – il quale mi chiamò per produrre uno spettacolo comico che fosse tratto dalle opere di Shake, l’esilarante “FOOL. I Comici in Shakespeare” che portammo in tutta Italia per diverse stagioni teatrali e due anni fa, con una compagnia di giovanissimi, anche in Garfagnana nei borghi pittoreschi di Camporgiano”.

Un binomio vincente quello tra l’opera di Shakespeare e la Garfagnana. “Queste esperienze straordinarie – conclude la regista - mi hanno insegnato che il Teatro di Shakespeare ha bisogno di grande professionalità, ore di prove sul campo, attori capaci a recitare versi e, appunto, luoghi straordinari per ambientazioni mozzafiato che esaltino la potenzialità espressiva della drammaturgia shakespeariana. Credo che la Garfagnana dialoghi con l’opera shakespeariana come nessun altro territorio in Italia e possa accogliere e dare forma a tutto questo in quanto l’ambiente naturale è ancora direttamente connesso con la memoria storico-culturale, densa di mistero, leggende e creature immaginifiche”.

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