Oggi sono andato a trovare il mio amico Benito
Bertolani che, nel 2005, ho avuto l'onore di presentare al Comune di
Capannori in occasione della mia ideata della "Festa dell'Aria" che, in
virtù di una personale visione sul volo mongolfiera ed agli studi del
Vincenzo Lunardi Lucca Balloon Club lo fece con successo partecipare
all'omonimo "Memorial ".
Un Memorial Lunardi che,
ricordo ancora, volli fosse esteso anche alle Ville capannoresi in una
visionaria "jam session dell'aria che suggerì in essere all'aeroporto
di Tassignano(Paramotore,
Paracadutismo ecc.)
Benito,
campione noto al mondo, ma non troppo alla Lucca in cui è nato, fu
nel 2005 accompagnato da me ad un incontro al cospetto delle locali
autorità municipali per la realizzazione di un suggerito progetto
aeromodellistico, rivolto alle scuole.
Che lui tradusse poi nell'istituzione di una specifica scuola.
Tutto,
grazie ad una totale e gratuita disponibilità, sembro' andare in porto
ma ecco che nel tempo e negli anni a venire, la sua opera formativa
(culminata anche nell'organizzazione di alcuni Campionati internazionali
nel Padule di Bientina) venne meno.
Altri forse
si presero i meriti della sua arte e "la sua firma", e un fatto, iniziò
sempre meno a girare : una pacca sulla spalla e via
Ne più ne meno di quello che accadde a me dal 2005 fino all'ultima all'edizione della Festa dell'aria 2O26.
Ed allora?
Al
momento non è chi non veda la sua collocazione in uno discutibile
spazio di anonimato e di dimenticanza istituzionale: che stride non
poco col suo passato sportivo.
Con Benito siamo
amici da sempre, almeno dalla sua partecipazione ai Campionati Mondiali
di Las Vegas (1980) per i quali realizzai una serie di servizi sulla sua
amata disciplina ed un "intera pagina speciale" per i quotidiani e
periodici con cui al tempo collaboravo: La Nazione e Toscana Qui
(Bonechi Editore)
Nato a Sorbano del Giudice,
Lucca, il 2 luglio 1938, è tutt'oggi una considerato una figura di
spicco dell'aeromodellismo dinamico italiano ed internazionale.
All'amico
Benito devo anche un personale ringraziamento: lui con non poca
pazienza ha insegnato a mio figlio i primi rudimenti ed i segreti
costruttivi degli aeromodelli.
Persona umanissima,
ha ricoperto i ruoli di pilota pluri-campione, progettista di velivoli
acrobatici radiocomandati ed imprenditore in questo particolare settore.
La sua carriera agonistica è
iniziata nel dopoguerra, si può dire partendo dal volo libero che inizia a soli 9 anni.
Con l'avvento dei radiocomandi, si dedico' poi alla classe F3A (Acrobazia Radiocomandata):
Ma Bertolani va ricordato e celebrato oggi anche per
aver fatto parte della Nazionale italiana appresentando il Belpaese
nelle principali competizioni internazionali inclusi i Campionati
Europei e Mondiali F3A, dal 1970 al 1988.
Ha quindi dominato le scene per oltre due decenni, vincendo molteplici titoli di Campione Italiano di acrobazia RC1/F3A.
Ma
tutto ciò non gli bastava e, da persona creativa ed anche come
progettista, firmò poi alcuni degli aeromodelli acrobatici più celebri
della cosiddetta "Golden Age" dell'aeromodellismo negli anni '70 e '80:
Quali?
Per
esempio il Kosmo 3: un progetto di spicco per la categoria F3A, i cui
diritti e kit furono in seguito commercializzati su grande scala dalla
"Mantua Model."
Ma il grande successo gli giunse con la progettazione del Komet 60 /
Un altro caposaldo della categoria acrobati a scoppio per le piu combattute competizioni dell'epoca.
Altri suoi progetti?
L'
Astro, il Kepler ed il Cessna Bertolani: tutte sue rivoluzionarie
forme volanti prodotte e diffuse tra i modellisti di mezzo mondo.
La
sua fortunata attività imprenditoriale nacque nel 1983 quando fondò a
Lucca la B.B. Models (da cui in seguito nacque anche il marchio
Eurokit), trasformando la propria passione in un'attività industriale.
Un miracolo nella produzione di kit di montaggio, carrelli retrattili e accessori ad alta precisione per l'aeromodellismo.
Tutto
cio considerato, per favore smettela di praticare un altro parallelo e
famosissimo sport in Lucchesia: quello di raccogliere i frutti altrui
di alberi mai piantati.
Dare merito all'impegno dei
meritevoli e meno a chi sfrutta per "altri festosi fini" la fama e
l'ingegno dei pionieri dell'intelletto.
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