LUCCA,
19 settembre 2026 - Nuova vita per le fontane e i lavatoi del
territorio, con un progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio:
il Comune di Borgo a Mozzano, infatti, insieme alle comunità e alle
associazioni di Cune, Dezza, Diecimo, Oneta e Valdottavo, sta
partecipando al bando del GAL MontagnAppennino pensato per il recupero
degli antichi lavatoi e delle fontane. Un percorso nato dal basso,
attraverso le richieste e le sollecitazioni delle realtà locali, che
oggi si concretizza nella partecipazione al bando promosso dal GAL
MontagnAppennino, Misura AS01, dedicato al miglioramento delle
infrastrutture nelle aree dove persistono carenze strutturali, comprese
quelle relative alle reti idriche.
L’obiettivo è
quello di creare una rete di collaborazione per conservare e
valorizzare quelli che sono stati luoghi essenziali della vita delle
comunità borghigiane: spazi comuni che raccontano storie da non
disperdere.
"Dopo vari incontri e richieste
abbiamo deciso di aderire al bando promosso dal Gal MontagnAppennino,
Misura AS01, per il tematismo legato alle reti primarie e ai
sottoservizi, comprese le reti idriche, per il miglioramento generale
delle infrastrutture laddove persistono carenze strutturali - spiega il
sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti -. In questi mesi
abbiamo fatto incontri e sopralluoghi per vedere e capire come
procedere, e abbiamo colto l'occasione di questa progettazione per
intervenire in luoghi importanti di condivisione della comunità. Un
lavoro di piena collaborazione tra ente e cittadini, nello spirito di
uno sviluppo rurale e sostenibile dei nostri territori”.
Gli
incontri con le comunità sono iniziati a gennaio 2026 a Diecimo e Cune,
proseguendo a marzo a Oneta e Valdottavo e a maggio a Dezza. Il
percorso si è poi riunito in un momento comune nella sala del consiglio
comunale lunedì 10 agosto, alla presenza dell’amministrazione e dei
rappresentanti delle comunità coinvolte.
Il
progetto è stato seguito dall’assessora Simona Girelli, che ha
coordinato l’iniziativa e raccolto le istanze provenienti dalle
associazioni e dai comitati di paese. Ha inoltre partecipato ai lavori
l’assessora Silvia Valentini, per gli aspetti legati all’urbanistica e
alla collocazione dei siti interessati.
IL
DETTAGLIO. A Cune si prevede il recupero del lavatoio pubblico e il suo
ricollegamento alla fontanella esistente, anch’essa da ripristinare.
L’area, vicina alla Biblioteca e al Circolo, rappresenta uno dei punti
della vita sociale del paese e si trova inoltre lungo percorsi
escursionistici che conducono ad altre fonti bisognose di manutenzione.
A
Zandori, nella frazione di Diecimo, il progetto riguarda le storiche
“Due Fontane”, caratterizzate da vasche in marmo e panchine laterali.
L’intervento prevede la ristrutturazione della struttura, il ripristino
del flusso originario dell’acqua nella cisterna e il recupero della
potabilità, oltre alla riqualificazione dell’area esterna.
A
Oneta, il lavatoio storico all’ingresso del paese, alimentato dalla
sorgente “Fontana Fresca”, è oggi l’unico spazio pubblico di ritrovo
della frazione. Il progetto prevede il recupero delle vasche,
dell’intonaco e della pavimentazione, valorizzando anche il rapporto del
lavatoio con il sistema dei mulini storici e con l’antico percorso
dell’acqua che attraversa il paese.
A
Valdottavo si punta al recupero della storica fontana, oggi chiusa e non
funzionante, che in passato garantiva l’approvvigionamento di acqua
potabile prima della realizzazione dell’acquedotto. Il suo recupero si
inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio locale portato
avanti dal Comitato Paesano di Valdottavo.
Infine,
a Dezza Alta, l’intervento riguarda la fontana collocata lungo l’antico
crocevia della mulattiera che collegava le diverse parti del paese e
alimentata da una sorgente donata alla popolazione nel 1895 dalla
famiglia Stringari. Accanto alla fontana si trova il lavatoio pubblico,
che il progetto intende recuperare e valorizzare insieme all’area
circostante, restituendole la funzione di spazio di incontro che un
tempo la caratterizzava
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