“San Francesco, la piazza, la città, le persone”:
come un quartiere diventa memoria collettiva attiva
LUCCA,
24 settembre 2026 – Raccontare una storia, andarla a ricercare tra le
parole di chi quella storia l’ha vissuta e scritta, ripercorrerla nelle
immagini, nei ricordi, nelle visioni di chi ha sovrapposto spazio,
tempo, memoria e impegno.
È da questa visione che nasce “San Francesco, la piazza, la città, le persone”, il progetto ideato e promosso da Fermento APS insieme al Comitato Popolare di piazza San Francesco ODV, selezionato nell’ambito del bando “Siete Presente. Giovani e associazionismo” 2026 di Cesvot,
che da qualche mese sta attraversando piazza San Francesco, la Fratta,
il Bastardo, la zona della Madonna dello Stellario andando alla ricerca
delle persone e delle storie che custodiscono l'identità di questa parte
di città. Il tutto nasce da una consapevolezza: i quartieri sono
soprattutto un crocevia di persone, di relazioni nate, di storie
tramandate, di gesti quotidiani, di memorie individuali che, messe
insieme, diventano memoria collettiva. Anima e identità. Memoria e
radici.
Il patrimonio sono anche le persone.
È
proprio questo il valore più profondo del progetto: allargare l'idea
stessa di patrimonio. Accanto al patrimonio storico, artistico e
architettonico esiste un patrimonio umano e immateriale, fatto di
legami, memoria popolare, appartenenza e relazioni. Un patrimonio molto
più fragile, perché rischia di scomparire insieme alle persone che ne
sono custodi se nessuno sceglie di ascoltarlo, raccoglierlo e
tramandarlo. Così, partendo dall’occasione rappresentata
dall’ottocentenario della morte di San Francesco, la volontà
dell’associazione Fermento è stata quella di creare un racconto del
quartiere non al posto di chi lo abita, ma riconoscere le persone come protagoniste della narrazione.
È un lavoro di memoria, ma anche di comunità: recuperare ciò che è
stato significa creare nuove occasioni di incontro nel presente,
raggiungere anche persone anziane o sole, mettere in relazione
generazioni differenti e rafforzare il senso di appartenenza a un luogo.
Per questo motivo nel progetto sono stati coinvolti anche giovani, così
da dare vita a uno scambio intergenerazionale reale. Da giugno scorso
l’associazione Fermento e il Comitato popolare di quartiere hanno
incontrato abitanti, commercianti e persone legate a questa parte di
città, raccogliendo fotografie, documenti, ricordi, testimonianze,
interviste. Ne è emerso un racconto corale: Padre Bulgarini, il
doposcuola, la Casa del Boia, la vita nel Bastardo, la Caserma dei
pompieri, la fontana di via del Bastardo, la processione di
Sant’Antonio, le feste popolari, le botteghe, le corse in bicicletta, i
pomeriggi trascorsi sulle palanchine, diventate rifugio e punto di
incontro per generazioni di ragazzi, il cinema, la vita politica
attivissima, l’impegno per la comunità. Storie piccole soltanto in
apparenza, perché insieme raccontano come cambia una città e soprattutto
che cosa, dentro quei cambiamenti, continua a tenerla unita.
Un
progetto reso possibile anche grazie a una rete di collaborazioni con
cui Fermento sta mettendo insieme ricerca sociale, memoria,
partecipazione e produzione artistica contemporanea.
In
particolare, il coinvolgimento di SOFA – Shared Office for the Arts ha
permesso di arrivare alla regista Cristina Picchi, che sta lavorando ai
materiali raccolti per dare vita alla videoinstallazione “Tra le parole –
frammenti di un quartiere che resta”, cuore della restituzione pubblica
prevista il prossimo
3 ottobre. Le interviste realizzate,
invece, entreranno nella piattaforma Soundoc, trasformando il materiale
raccolto in un archivio digitale sonoro e documentario, accessibile
anche attraverso i QR code che accompagneranno il percorso fotografico
urbano (che troverà spazio proprio in piazza San Francesco) con le
storie e i ritratti dei cittadini stessi del quartiere. L'obiettivo è
fare in modo che le testimonianze rimangano disponibili nel tempo,
costruendo una mappa di voci e un grande archivio digitale di
valorizzazione, conoscenza e promozione del territorio.
Per saperne di
più sul progetto, condividere le proprie memorie o prendere parte al
percorso è possibile scrivere a:
associazione.fermento2025@gmail.com.
Il
progetto è sostenuto attraverso il bando “Siete presente”, realizzato
da Cesvot e finanziato da Regione Toscana-Giovanisì in accordo con il
Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e
con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara,
Fondazione CR Firenze, Fondazione Livorno, Fondazione Cassa di Risparmio
di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Pisa,
Fondazione Caript, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Fondazione
Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Monte dei Paschi di Siena,
Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Unicoop Firenze.
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