LUCCA BARRUECA 2026: UN VIAGGIO DA LUCCA ALL'EUROPA TRA MUSICA, STORIA E DIALOGHI

LUCCA BARRUECA 2026: UN VIAGGIO DA LUCCA ALL'EUROPA TRA MUSICA, STORIA E DIALOGHI

SABATO 3 e DOMENICA 4 OTTOBRE i primi due appuntamenti nella cappella del

Convictus.

Due concerti, due diversi modi di raccontare il Barocco e il profondo legame tra Lucca e la cultura

musicale europea. Prende il via sabato 3 ottobre la nuova edizione di Lucca Barrueca – Affetti,

viaggi, voci e dialoghi, il progetto di Oltremusica APS dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione

della cultura musicale barocca, con particolare attenzione al patrimonio lucchese e alle relazioni che,

tra Sei e Settecento, unirono la città ai grandi centri musicali europei.

Il nome stesso della rassegna custodisce una dichiarazione d’intenti: Barrueca richiama la perla

irregolare, una delle immagini tradizionalmente associate all’etimologia del termine “barocco”. Una

forma non levigata secondo i canoni della perfezione classica, ma proprio per questo capace di

sorprendere per varietà, movimento e preziosità. È la stessa tensione che attraversa la musica barocca,

fatta di contrasti, ricerca espressiva, libertà dell’invenzione e virtuosismo.

La rassegna nasce infatti con l’obiettivo di andare oltre la semplice esecuzione concertistica. Alla

base di Lucca Barrueca vi è un lavoro di ricerca che guarda alla storia musicale della città e ai suoi

protagonisti per restituirli al pubblico all’interno di un più ampio racconto culturale. Lucca non

soltanto come luogo che ospita eventi, dunque, ma come città dalla forte identità musicale, capace

nei secoli di dialogare con l’Europa e di lasciare in essa tracce profonde.

Il primo appuntamento è in programma sabato 3 ottobre alle 17.30, nella Cappella del Convictus,

con ingresso direttamente da via della Zecca 41.

“LUCCA E L’EUROPA”

Francesco Barsanti e il viaggio della musica

Il concerto prende le mosse dalla figura di Francesco Barsanti, musicista lucchese nato nel 1690,

per raccontare un’Europa nella quale la musica viaggiava insieme agli uomini. Nel Settecento

compositori e strumentisti italiani attraversavano confini, incontravano nuovi pubblici e nuovi

linguaggi, portando con sé una cultura musicale destinata a trasformarsi proprio attraverso il

confronto.

Barsanti rappresenta in maniera esemplare questa dimensione: lasciò l’Italia e raggiunse Londra nel

1714, nello stesso anno in cui vi si trasferì un altro grande musicista lucchese, Francesco Geminiani.

La capitale inglese divenne così uno dei luoghi nei quali la tradizione italiana entrò in contatto con

gusti, repertori e sensibilità differenti.

A dare voce a questo viaggio saranno Marco Del Cittadino, al flauto dolce e all’oboe barocco, e

Daniele Boccaccio, al clavicembalo.

Del Cittadino ha dedicato una parte significativa della propria attività alla musica antica e alla prassi

esecutiva su strumenti storici. Diplomato in oboe con il massimo dei voti e lode, ha successivamente

conseguito con 110 e lode la laurea di secondo livello in Oboe barocco e classico e quella in Flauto

dolce. Ha collaborato con ensemble specializzati quali Accademia San Felice, La Barocca di

Milano, Il Rossignolo, Sans Souci e Auser Musici, incidendo anche per etichette come

Sony/Deutsche Harmonia Mundi, Dynamic e Glossa, e ha svolto un’intensa attività orchestrale presso

importanti istituzioni musicali italiane, tra cui il Teatro alla Scala di Milano.

Associazione OLTREMUSICA APS

Viale Castracani 468D – CF 01581320460

musicalialucca@gmail.com

associazionemusicalia@pec.it

Al suo fianco Daniele Boccaccio, organista e clavicembalista formatosi anche alla Universität für

Musik und darstellende Kunst di Vienna, dove si è laureato in clavicembalo e organo. Svolge

un’intensa attività concertistica internazionale come solista e continuista, affiancata da una

significativa produzione discografica e da un costante lavoro di ricerca sul repertorio tastieristico. È

docente di Organo al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria.

Il dialogo fra flauto dolce, oboe barocco e clavicembalo diventa così il mezzo per ripercorrere

idealmente quelle rotte musicali che dal territorio lucchese conducevano verso l’Europa.

Il secondo appuntamento è domenica 4 ottobre, sempre alle 17.30, con:

“L’ARMONIA INVISIBILE”

Due linee, un solo discorso

Protagonisti saranno Filippo Rogai al flauto, Daniele Iannaccone al violino e Alice Gabbiani al

violoncello.

Il concerto parte da una domanda tanto semplice quanto affascinante: che cosa accade all’armonia

quando viene meno lo strumento che abitualmente ha il compito di renderla esplicita?

Restano le linee melodiche, chiamate a dialogare fra loro. Una voce propone, un’altra risponde; una

sostiene, l’altra contraddice. L’armonia non scompare, ma diventa qualcosa che l’ascoltatore è

invitato a ricostruire attraverso l’intreccio delle parti. Un gioco di equilibri e relazioni che trova il

proprio riferimento lucchese nella figura di Filippo Manfredi, violinista e compositore del Settecento

e protagonista, insieme a Luigi Boccherini, Pietro Nardini e Giuseppe Cambini, di una straordinaria

stagione della musica strumentale italiana.

Ad interpretare questo particolare dialogo musicale saranno tre strumentisti con una consolidata

esperienza concertistica e didattica.

Filippo Rogai, formatosi alla Scuola di Musica di Fiesole e perfezionatosi con musicisti di fama

internazionale quali Alain Marion, Trevor Wye, Conrad Klemm e Aurèle Nicolet, ha conseguito con

il massimo dei voti il Diploma di Alto Perfezionamento presso l’Accademia Musicale Internazionale

di Pescara. Dopo aver insegnato in diversi Conservatori italiani ed essere stato direttore della Civica

Scuola di Musica di Capannori, è oggi titolare della cattedra di flauto al Conservatorio “L.

Boccherini” di Lucca.

Daniele Iannaccone, violinista e violista, svolge da molti anni un’intensa attività concertistica in

Italia e all’estero, esibendosi per importanti istituzioni musicali, fra le quali la Società del Quartetto

di Milano, gli Amici della Musica di Firenze, l’Accademia Chigiana di Siena e il Musikverein di

Vienna. Fondatore e primo violino del Quartetto Toscano, fa parte fin dalla sua nascita della

Camerata Strumentale Città di Prato, come concertino dei primi violini, e affianca all’attività

concertistica quella didattica.

Completa la formazione Alice Gabbiani, violoncellista diplomatasi con Rocco Filippini al

Conservatorio “G. Verdi” di Milano e successivamente laureatasi con lode al Conservatorio “L.

Cherubini” di Firenze. Da sempre impegnata nella musica da camera, è tra i fondatori del Quartetto

Klimt, ha fatto parte del Quartetto Toscano e ha collaborato con importanti realtà orchestrali, fra cui

il Maggio Musicale Fiorentino e la Camerata Strumentale Città di Prato. Svolge inoltre un’intensa

attività didattica ed è docente, tra l’altro, alla Scuola di Musica di Fiesole.

Anche in questo caso il concerto diventa dunque occasione non soltanto di ascolto, ma di scoperta:

un invito a seguire il modo in cui le singole voci strumentali si cercano, si sostengono e si trasformano

reciprocamente fino a far percepire ciò che, pur non essendo affidato a uno specifico strumento,

rimane sempre presente: l’armonia.

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I concerti di Lucca Barrueca 2026 proseguiranno nella Cappella del Convictus con altri due

appuntamenti, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre, completando un percorso dedicato

quest’anno ad “Affetti, viaggi, voci e dialoghi”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Cappella del Convictus

Ingresso da via della Zecca 41 – Lucca

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