L’ israelizzazione dell’Italia
Partito dei CARC
L’“israelizzazione” dell’Italia
Teresa Noce by Teresa Noce
Dietro il paravento della propaganda reazionaria sulla “islamizzazione dell’Italia” con cui stanno ammorbando l’aria discutibili ministri (Salvini si è recentemente inventato la preoccupazione per la “saldatura fra comunisti e islamisti”!) e influencer di destra che frequentano i centri di cultura islamica mangiando panini con la mortadella o la porchetta, la verità è che procede spedita l’“israelizzazione” dell’Italia.
No, non è affatto un gioco di parole. È un processo radicato nella particolare composizione della Repubblica Pontificia italiana e nella sua natura di protettorato degli imperialisti Usa, è un processo che non inizia oggi, ma che è in fase di accelerazione e sviluppo a opera del governo Meloni, benché rientri a pieno titolo nel programma comune della borghesia imperialista che entrambi i poli delle Larghe Intese perseguono.
Ecco una sintetica e parziale panoramica degli elementi che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
1. Non si contano i rinnovi e gli avvii di collaborazioni economiche, finanziarie, accademiche, militari e scientifiche fra Italia e Israele. Letteralmente non si contano perché al netto di quelle che sono già pubbliche, grazie a un lavoro di inchiesta e di ricerca di organismi e associazioni, il governo Meloni cerca di tenerle segrete e arriva persino a mentire per negarne l’esistenza (vedi il caso delle forniture militari).
2. Non è facilmente calcolabile il numero di criminali di guerra, soldati delle Forze di Occupazione Israeliana, che entrano in Italia per periodi di ricreazione e vacanza e sono presi in carico, protetti, sorvegliati e tutelati dalle forze dell’ordine italiane anziché arrestati e denunciati per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Sarebbe facilmente calcolabile, ma non viene calcolato, il numero di “italiani con doppio passaporto” che si sono arruolati nelle Forze di Occupazione Israeliana per contribuire al genocidio del popolo palestinese, molti dei quali – prestato servizio – sono tornati “a casa”. Non è un mistero per nessuno che le comunità sioniste italiane, quella di Roma è la principale ma non l’unica, siano infestate da personaggi simili che scorrazzano impunemente sul territorio italiano, come su quello della Palestina occupata. È solo finto stupore quello degli agenti sionisti della politica italiana quando poi uno di questi – o a loro affine, sodale, scolaro, emulo – apre il fuoco contro i manifestanti del 25 Aprile a Roma…
3. In tanti sanno che la cybersicurezza dello Stato italiano è stata appaltata in larga parte ad agenzie israeliane, governative e non. Relativamente pochi hanno però chiare le conseguenze. Non ci dilunghiamo in analisi, ci limitiamo a riportare il caso Paragon. E poco importa se le relazioni che il governo Meloni aveva tanto favorito per sviluppare “il partnerariato fra Italia e Israele” si siano “formalmente raffreddate”: le reti di spionaggio, di indagini extralegali e di ricatto costruite dalle autorità italiane con agenzie e aziende israeliane (e Usa) rimangono tutt’ora in piedi (ormai non fa più nemmeno specie ricordare che questo dovrebbe essere “il governo sovranista”!).
4. Fra i partiti di governo è iniziata una concorrenza senza esclusione di colpi a chi si fa promotore della mobilitazione reazionaria e a chi fa la dichiarazione più forcaiola. Fratelli d’Italia, che è il principale partito di governo, rivendica di aver introdotto il riconoscimento biometrico per schedare e punire “i manifestanti violenti” (Decreto legislativo in vigore dal 30 settembre 2026 e nuovo, ennesimo, Decreto sicurezza del 23 ottobre 2026).
Il riconoscimento biometrico è uno strumento largamente usato dall’occupazione sionista contro il popolo palestinese.
5. A proposito di repressione, anche la corsa a impiegare l’esercito in attività di ordine pubblico rientra nel corso dell’“israelizzazione” dell’Italia. Se nel territorio che la colonia terrorista d’Israele rivendica come proprio, l’ordine pubblico è prerogativa della polizia (e l’esercito è impiegato “in casi specifici ed eccezionali”), in Cisgiordania l’ordine pubblico è completamente delegato all’esercito. L’accezione del termine “israelizzazione” dell’Italia assume pertanto un ulteriore significato: la classe dominante italiana, governo Meloni in primis, opera come una forza occupante contro le masse popolari e lo schieramento dell’esercito nelle piazze è solo lo sgretolamento di un paravento costruito attorno alle parole “democrazia”, “consenso”, “abbiamo preso la maggioranza dei voti”.
6. I discutibili ministri e gli influencer pecorecci di cui sopra sono agenti di un’operazione ben più articolata e pervasiva che mira ad alimentare l’islamofobia fra le masse popolari italiane. Islamofobia e razzismo di Stato, profilazione razziale, discriminazione strutturale e guerra fra poveri. La narrazione di Natanyahu e quella di Giorgia Meloni sugli “islamisti che stanno facendo facendo una guerra asimmetrica contro i valori occidentali” sono pressoché identiche.
7. Il ddl salva sionismo presentato, non a caso, dal senatore Romeo della Lega è un’ulteriore misura per mettere l’Italia al passo con Israele: equiparare antisionismo e antisemitismo e perseguire l’uno come se fosse l’altro è uno dei fondamenti della retorica sionista. Che oltre a essere retorica diventi anche legge dello Stato italiano non è solo una “forzatura”, ma una vera e propria picconata alla Costituzione (italiana!).
8. E poi schedature, profilazione, dossieraggio, intimidazioni e campagne denigratorie verso tutti coloro (il numero maggiore possibile) che manifestano solidarietà alla causa del popolo palestinese.
I canali attraverso cui tutto ciò avviene sono vari, uno di essi è il canale Telegram “Israele senza filtri”, già noto per sostenere la necessità di esecuzioni extralegali dei sostenitori della causa palestinese in Europa da parte del Mossad, qui mostra una delle tante attività di minacce nemmeno tanto velate a cui si dedicano i curatori.
Le autorità italiane sono succursali delle autorità della colonia sionista (sotto l’occhio compiacente delle autorità Usa, beninteso). È del 22 ottobre la notizia che anche Stefania Ascari ha ricevuto il divieto di entrare nella Palestina occupata. Non è la prima parlamentare e nemmeno l’unica, c’è una schiera di cittadini italiani che hanno ricevuto trattamento uguale o simile: parlamentari, giornalisti, attivisti. E qui è da considerare non “il silenzio delle autorità italiane”, ma la loro complicità. Il beneplacito. E, a proposito di ministri improponibili e ridicoli campioni della mobilitazione reazionaria, anche la soddisfazione.
Non è un caso che il governo Meloni stia procedendo all’“israelizzazione” dell’Italia a tappe. E non è un caso se, su molte di queste tappe, il governo Meloni trovi piena e costante collaborazione del Pd (vedi i gemellaggi di Milano con Tel Aviv, vedi il caso di Roma, vedi i firmatari del ddl salvasionismo, ecc.).
La colonia terrorista d’Israele non è “l’unica democrazia del Medio-oriente”, ma uno degli avamposti dell’imperialismo mondiale. Una cloaca reazionaria che, insieme agli Usa, è modello e ispirazione per tutti i reazionari del mondo.
È vero, è in corso uno scontro di civiltà. Ma esso non riguarda “la civiltà occidentale” che deve resistere all’aggressione della “civiltà islamica”. Riguarda la resistenza che la classe operaia e le masse popolari devono opporre alla barbarie. Riguarda il fatto che l’unica strada efficace per resistere alla barbarie è passare al contrattacco e costruire una nuova civiltà.
Sottrarre l’Italia dalla spirale della Terza guerra mondiale, sottrarla dalla sottomissione agli Usa, alla Nato, ai sionisti e alla Ue, fermare l’economia di guerra e usare i miliardi di euro destinati al riarmo per ricostruire un paese che le Larghe Intese hanno distrutto e stanno distruggendo una legge di bilancio alla volta, un decreto alla volta, un accordo segreto alla volta.
Anche per questo le masse popolari italiane stanno insorgendo. Anche per questo tutte le componenti del movimento operaio e popolare sono chiamate ad alimentare la mobilitazione per lo sciopero generale del 30 ottobre, a continuarla fino a cacciare il governo Meloni, a continuarla fino a imporre un governo di emergenza popolare.
Carc.it
Questo post ha 0 commenti
Estratto da www.lavocedilucca.it/post/27497/l----israelizzazione-dell---italia.php