I comitati sanità lucchesi dal 2018 hanno portato in
evidenza la scorretta abitudine degli ospedali toscani, mai motivata, di
ricoverare pazienti maschi e femmine nelle stesse camere.
Quando
la questione approdò in Regione Toscana questo problema che lede i
diritti alla dignità e al rispetto delle persone in difficoltà di salute
fu subito risolto .
L’immediatezza
della risposta della Regione, con la ricollocazione dei pazienti in
camere suddivise per sesso, ci fece capire che si aveva a che fare con
una cattiva organizzazione , che non teme di calpestare dignità e
pudore del paziente malato.
Lentamente negli anni è
ritornata in uso questa pessima gestione dei pazienti ricoverati e
quindi della loro compresenza nella stessa stanza ospedaliera.
Un
minimo di privacy è mantenuto in essere attraverso tende o divisori tra
un letto e un altro. Ciò rende impossibile al paziente di vivere la sua
sofferenza e il suo disagio con riservatezza e ad avere contatti sereni
con i parenti, senza che i vicini di letto siano coinvolti.
I
comitati hanno scritto ben due lettere ai vari responsabili sanitari,
coinvolgendo anche il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani,
ma non hanno ricevuto né risposte né chiarimenti.
Per
questo di nuovo denunciamo il grande scollamento tra chi gestisce e
governa la nostra sanità e chi ne è l'utilizzatore principale, il
cittadino.
I comitati non smetteranno di
denunciare queste irresponsabile e irrispettosa abitudine, anche in
virtù del fatto che la Costituzione Italiana con l’articolo 32, la Carta
Europea dei diritti del malato e il provvedimento generale del garante
della privacy del 9 novembre del 2005 OBBLIGANO le strutture sanitarie
ad adottare misure per salvaguardare la dignità delle persone durante i
trattamenti medici e degenze.
Ogni paziente ricoverato ha diritto alla dignità e al pudore nei reparti.
Invitiamo
quindi la cittadinanza a tenerci informati su questa indegna abitudine,
come hanno fatto finora, e a pretendere e a rivendicare il diritto alla
dignità, che gli viene negato
Comitati Sanità Lucca
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