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  • 12/02/2024 09:03

Quando a Lucca inventarono il Sanremo dei «matti»

di Mario Lancisi - Corriere Fiorentino

La storia del manicomio di Maggiano e del suo festival della canzone. Che divenne anche simbolo di battaglia civile.

«Non ho l’età, non ho l’età/ Per amarti, non ho l’età /Per uscire sola con te…». A Sanremo, festival del 1964, stravince una giovane veronese di 16 anni, Gigliola Cinquetti, che canta un amore casto mentre sugli schermi dominava quello passionale con il film Cleopatra, protagonisti Richard Burton e Elisabeth Taylor, Brigitte Bardot si mostrava nuda e Mina in tv inneggiava all’amore carnale.


L’Italia va in delirio per Sanremo e a Lucca, nel manicomio di Maggiano, il più antico della penisola, reso famoso dallo scrittore Mario Tobino con il romanzo Le libere donne di Magliano, nasce un singolare festival, quello dei degenti dell’ospedale psichiatrico. Che copia Sanremo anche nella formula: una coppia di cantanti per ogni canzone. L’esperienza, unica in Italia, e forse nel mondo, viene raccontata in un libro, Leggera cura. Quando Maggiano cantava, scritto dallo psichiatra Enrico Marchi e dal giornalista Marco Amerigo Innocenti ed edito da Maria Pacini Fazzi.


Tutto ha inizio quando a Maggiano, fine anni ’50, arriva dall’Aquila come direttore Domenico Gherarducci (in carica dal 1958 al 1984), fautore dell’arte-ludo-musicoteraia come «leggera cura» complementare all’uso di psicofarmaci. In psichiatria irrompono nuove idee che sfoceranno nel 1978 nella riforma Basaglia. È in questo contesto, spiegano Marchi e Innocenti, che nasce l’idea di un festival della canzone sull’esempio di Sanremo. Dove, in quegli anni, spopolano oltre alla Cinquetti, Bobby Solo, Domenico Modugno, Claudio Villa, Iva Zanicchi e Sergio Endrigo, mentre a Maggiano i protagonisti sono malati con la passione per le canzonette, come Mauro e Anna Maria di Lucca, Elsa e Manlio di Pistoia, Maria Pia e Luigi di Volterra.


L’anima del festival dei malati di mente è Franco Perna, abile musicista. Perna comincia a selezionare cantanti, parolieri e musicisti tra i ricoverati. Mesi di prove e selezioni, ore di lezioni per far migliorare le esecuzioni e nell’estate del 1964 si arriva al primo Festival che coinvolge tutto l’ospedale. Per settimane lavorano tutti i degenti con i loro infermieri per montare il palco e sistemare le sedie per il pubblico che poteva venire anche dall’esterno nell’ospedale psichiatrico. Si arrivò, racconta Innocenti mostrando i titoli dei giornali dell’epoca, fino a 3mila persone, accolte nei grandi spazi all’aperto di Maggiano. Racconta Innocenti: «Il festival riscosse un successo enorme. Se ne occupò la stampa nazionale e persino la Rai. Negli anni successivi arrivarono da quindici altri ospedali psichiatrici...... 


(continua su https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/24_febbraio_10/quando-a-lucca-inventarono-il-sanremo-dei-matti-48af3ca3-9354-4d82-9395-fce8ac532xlk.shtml?refresh_ce)

I commenti

Ci speculano e basta ora con le visite a ex manicomio.

Ezio - 13/02/2024 14:57

L'unico festival della canzone che si poteva fare a Lucca è quello dei matti!!

Anonimo - 13/02/2024 01:38

Poi venne il Dr Marchi e interpreto' a modo suo da esibizionista

Zenza - 12/02/2024 09:53

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