interruzione idrica programmata 08/04/2025
Geal SpA comunica che a ...
Poste Italiane continua a collezionare brutte figure in giro per l’Italia. L’azienda, con il “trucco” della mancata autorizzazione agli straordinari, ha regolarmente e sistematicamente beneficiato di prestazioni lavorative gratuite. Così, per anni, migliaia di giovani precari si sono ritrovati a lavorare oltre le 36 ore settimanali previste dal contratto, anche superando il limite massimo delle 48 ore lavorabili settimanalmente, non percependo alcun compenso aggiuntivo, loro malgrado e a scapito della collettività.
Farsi pagare il giusto significava pregiudicare le possibilità di assunzione a tempo indeterminato. Tutto questo è avvenuto nel complice silenzio, tranne rare eccezioni, dei sindacati di categoria. Dopo le nostre denunce all’Ispettorato del lavoro, molti precari hanno chiesto l’accesso ai documenti aziendali per recuperare gli straordinari non pagati. Invece di scusarsi pubblicamente per gli errori commessi, e corrispondere spontaneamente quanto dovuto, Poste Italiane continua a complicare la vita dei lavoratori, costringendoli a rivolgersi ai tribunali per far valere i propri diritti.
È il caso, come quello di tanti altri, di Andrea Fasano, componente del Consiglio direttivo del nostro Movimento, che ha prestato servizio presso l’ufficio di Milano Lambrate, con contratto a termine da agosto 2021 a marzo 2022, in qualità di portalettere. Per gestire la mole di consegne giornaliere, il signor Fasano si vedeva costretto ad anticipare o posticipare gli orari di lavoro, accumulando 76 ore di straordinario non corrisposte, e ulteriori eccedenze orarie rilevate prima dell’inizio del turno.
Queste ultime non remunerabili secondo l’azienda, perché non costituiscono intervalli in cui il lavoratore svolge a tutti gli effetti la propria mansione. Di diverso avviso gli avvocati Rocco Bruno e Gerarda Pennella, a supporto del Movimento Lottiamo Insieme fin dalla sua fondazione, che ritengono doveroso ricompensare tutto il tempo trascorso in ufficio. Sarà il Tribunale ordinario di Roma a dirimere la controversia. L’udienza per la discussione è fissata a fine aprile.
Roma, 9 gennaio 2025
Direttivo Mov. Lottiamo Insieme
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