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  • 29/11/2025 10:09

Coreglia il Parroco non gradisce la presenza del Comune in Chiesa

Coreglia celebra Santa Cecilia, ma il Parroco non gradisce la presenza del Comune in Chiesa. Il Sindaco: “Atto ostile”



COREGLIA ANTELMINELLI – Il Sindaco di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi interviene dopo quanto accaduto domenica mattina (23 novembre) nella Chiesa di San Michele a Coreglia Antelminelli, in occasione della celebrazione religiosa in onore di Santa Cecilia.

Dopo aver correttamente informato telefonicamente Mons. Paolo Giulietti, Vescovo di Lucca, rendiamo pubblico quanto successo – esordisce il primo cittadino -. Il Parroco della nostra Comunità - che, da questa primavera, non prende più parte alle cerimonie organizzate dal Comune e ritiene non gradita la partecipazione dello stesso a quelle religiose - ha invitato la rappresentante del Comune a non prendere parte alla cerimonia e a non pronunciare alcun discorso. Avrebbe potuto rimanere, ma a titolo personale e senza fascia tricolore. Naturalmente, la Consigliera – incredula, ma rispettosa - ha lasciato la cerimonia, ancorché il Comune fosse stato invitato ufficialmente per scritto dalla “Filarmonica Catalani”.

 

Il tutto – spiega il Sindaco - pare derivare da una banale questione burocratica o, meglio, di natura tributaria fra l'Ufficio Comunale Tributi e le Parrocchie. Sì, avete capito bene, una "questio" che può benissimo essere risolta nelle giuste sedi, fossero anche quelle della giustizia tributaria, ma assolutamente non dovrebbe incrinare i secolari e corretti rapporti fra Chiesa e Comune”.

Simili atti ostili al Comune – riporta il primo cittadino di Coreglia - si erano già manifestati In occasione della processione di San Lorenzo, patrono di Piano di Coreglia, a Coreglia Capoluogo lo scorso 7 maggio per le festività legate a San Michele, a Gromignana, Tereglio ecc. In tutti questi casi, facendo uso di buonsenso e incondizionato rispetto per l'abito talare, era sempre stato evitato l'incidente diplomatico”.


Domenica 23 novembre – incalza -, avendo ricevuto invito scritto dal Presidente della Banda, non era possibile né tanto meno giusto sottrarci all'Ufficio di rappresentare la massima Istituzione Civile del nostro territorio. Il comportamento del Parroco, inutile ripetersi, è stato forte, chiaro, ostile: il Comune vada fuori dalla Chiesa. Lasciamo ad ognuno la libera interpretazione di quelli che sono i fatti rappresentati. All'Amministrazione Comunale non interessa sollevare alcuna polemica, anzi; in ogni modo, ha cercato - e cerca - di ricondurre il "motivo del contendere" ad un ragionevole, razionale ed esaustivo confronto, rispettoso dei ruoli e della legge”.

Proprio con l'assenso del Parroco, in questi giorni, stava prendendo forma, grazie alla iniziativa spontanea e gratuita di un noto legale, un tentativo di conciliazione - se così si può definire - fra le parti, con la precisazione dello stesso Sacerdote che, per le parrocchie del Comune, sarebbe intervenuto un rappresentante della Curia – evidenza il Sindaco -. Tuttavia, anche in ragione del plateale comportamento scorretto tenuto in pubblico dal Curato, l'Amministrazione Comunale ritiene doveroso e corretto rendere conto alla popolazione ed ai fedeli, le ragioni della propria assenza in forma ufficiale a cerimonie, riti e momenti di fede, che da secoli si professano nelle Chiese del nostro Comune”.

Rimane intatta, da parte propria, la volontà di recuperare fiducia, collaborazione, rispetto e pace fra l'Autorità Religiosa e quella Civile, nel caso il Comune – ci tiene a ribadire il primo cittadino di Coreglia -. Pace che anche don Giuseppe, in una delle varie missive inviate, pare invocare quando auspica che la processione sia "un seme di speranza e di pace in un mondo lacerato da interessi di poteri e di forza". Il Comune lavora per costruire pace, progresso e giustizia sociale, ripudia la forza e gli interessi di potere; rispetta e si adopera per far rispettare le leggi a tutti, anche alla Chiesa, nelle forme nei modi e nei tempi dovuti, come da prassi e giurisprudenza consolidata”.

 

Fedele e rispettosa di questi principi – chiarisce il Sindaco -, l'Amministrazione Comunale ha inteso e intende agire supportando, fino a prova contraria, l'operato dei propri Uffici accusati - a nostro avviso ingiustamente - di agire in maniera “illegittima” e “ideologica”. Al punto in cui siamo, non può esserci spazio per illazioni, ambiguità, malafede e pressappochismo. Il Comune riconosce l'importante ruolo sociale, culturale, educativo ed aggregativo che le Parrocchie hanno e stanno svolgendo sul territorio. Più volte è stata manifestata la volontà di aiutare (economicamente, con opere di urbanizzazione, manutenzione, contributi ecc.) le Parrocchie attraverso legittimi interventi di bilancio. Mitigare da parte del Comune i costi che le Parrocchie sopportano nelle loro lodevoli attività sociali, è una scelta, una autonoma volontà, una facoltà; riscuotere i tributi a tutti, in maniera puntuale e legittima, è un dovere”.

 

Se anche Don Giuseppe accetta queste regole – conclude il primo cittadino -, il perimetro entro il quale possono nascere incomprensioni è veramente risibile. Naturalmente si rimane sempre a disposizione per incontrare Sua Eccellenza Mons. Giulietti, Don Giuseppe Andreozzi e autorizzati rappresentanti della Curia”. 

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