Tutto esaurito per Veronica Pivetti: a Piano di Coreglia un reading musicale dal gusto classico
Tutto esaurito per Veroni ...

Martedì
27 gennaio, alle ore 10.45, il giovane studioso coreglino Matteo
Viviani incontrerà i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado
di Ghivizzano in occasione della commemorazione delle vittime
dell’Olocausto
COREGLIA
ANTELMINELLI – “Se
comprendere è impossibile, conoscere è necessario”
così scriveva Primo
Levi
nel 1976 nell’appendice per l’edizione scolastica di Se
questo è un uomo.
E mai come oggi l’esercizio della memoria,
soprattutto tra i più giovani, ha bisogno di essere stimolato
affinché certi avvenimenti drammatici del nostro recente passato non
vengano dimenticati ma siano un monito per le generazioni
future.
Con
questo spirito, il Comune
di Coreglia di Coreglia Antelminelli
ha deciso di celebrare quest’anno il Giorno
della Memoria
con un incontro presso la Scuola
Secondaria di Primo Grado di Ghivizzano
in presenza dello storico Matteo
Viviani.
Martedì
27 gennaio,
giornata internazionale istituita per commemorare le vittime
dell’Olocausto,
il giovane studioso locale, alle ore
10.45,
rievocherà una delle pagine più drammatiche della nostra storia
recente: il genocidio
di 6
milioni di ebrei
messo in atto dal regime nazista del Terzo
Reich
e dai loro alleati, tra il 1933
e il 1945,
e lo sterminio di tutti coloro che - per motivi razziali, politici o
religiosi - condivisero la stessa sorte.
Matteo Viviani,
giovane coreglino laureato in Storia
e tirocinante a Bruxelles
presso
il Parlamento
Europeo,
torna quindi a parlare sul territorio dopo aver di recente presentato
la sua indagine sul periodo bellico a Coreglia negli anni 1943-1944
condotta con il rigore scientifico che caratterizza chi affronta
tematiche così delicate, sulla base di fonti e atti documentali
oggettivi, frutto di ricerche e riscontri di archivio.
“Oggi
avvertiamo con maggiore urgenza
– ha affermato il Sindaco del Comune di Coreglia Antelminelli Marco
Remaschi
– la
necessità di allenare il ricordo per sottrarlo al rischio
dell’oblio, soprattutto in un tempo dove la testimonianza dei
superstiti si fa sempre più rara e preziosa. Conoscere il nostro
recente passato ci aiuta a comprendere meglio l’attuale contesto
internazionale per orientarci verso un futuro di pace e di speranza”.
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