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  • 11/03/2026 09:09

Un motivo per sopravvivere nella terra dei toscanoidi

Un motivo per cui vale la pena abitare a Lucca??? Ovvio la bellezza della parte di città costruita prima del 1850. Chi ha fatto quella roba? L'hanno fatta i lucchesi del passato. Chi non l'ha demolita? I lucchesi fino al 1980. Poi ci siamo resi conto che la bellezza si vende, per cui abbiamo continuato a conservare l'antico per mera utilità economica. Anche tra il 1900 e il 1980, la conservazione dell'antico si deve all'assenza di forze economiche e politiche che avrebbero potuto trarre vantaggi dalla demolizione e ricostruzione; non c'era alcuna consapevolezza del valore delle strutture storiche non monumentali, come dimostrato dalla tentata demolizione di tutta via Beccheria o dalle demolizioni a Nord della cattedrale, dove vennero poi costruiti orrori architettonici come il palazzo delle poste centrali. In sostanza i meriti li hanno, in gran parte, i lucchesi del passato lontano. Sapete perché costruirono cose rimarchevoli? Le costruirono perché erano consapevoli di appartenere ad una collettività che esprimeva una sua peculiare cultura. In sostanza erano consapevoli di essere qualcosa. Erano consapevoli di essere lucchesi. Oggi i lucchesi sono solo dei toscanoidi. Non sono dei toscani, perché non hanno alle spalle le vicende storiche e culturali dello stato regionale fiorentino e poi granducale e tali vicende storiche sono parte essenziale della toscanità. Non sono più lucchesi perché non sono più consapevoli della loro diversità culturale. Per cui sono solo dei toscanoidi, ovvero dei tizi che si credono di essere quello che non possono essere. In un posto del genere si può riuscire a sopravviverci solo guardando il passato, anche se si stringe il cuore a vedere tanti luoghi della città usati come luoghi di sagre, capannoni, tendoni, palchi, strutture, locali pseudo toscani che vendono "schiacciate" e "lampredotto". Più si va avanti, più il rigurgito aoncante satura la bocca dello stomaco.

I commenti

Le faccio una domanda preliminare da "non toscano" quale mi considero. I lampredotti si accendono??????!!! Qui i casi son due. O Lei è un toscanoide e non sa cosa siano i lampredotti, oppure io non so cosa siano. Ma se non lo so io, questo è regolare perché da non toscano a me dei lampredotti m'importa una bella pippa!!

A parte i lampredotti

1. Lucca non è in Toscana perché i lucchesi con la mentalità toscana, il carattere toscano ed il modo d'essere dei toscani non c'entrano nulla. Poi i lucchesi non hanno nella loro storia l'esperienza dello stato regionale fiorentino, granducale, mediceo e lorenese; tale esperienza è fondamentale per definire il carattere di una terra che si chiama Toscana

2. Quello che i lucchesi del passato hanno costruito è fatto nel modo in cui è fatto perché Lucca non fece parte dello stato regionale toscano. La prego di ragionare sul fatto che, se Lucca avesse fatto parte dello stato regionale toscano:

A) Non esisterebbero le Mura di Lucca
B) Non esisterebbero le ville lucchesi
C) Non esisterebbe il Palazzo Ducale
D) Non esisterebbe il teatro del Giglio

Tanto per citare le cose più macroscopiche.

Se Lucca fosse toscana sarebbe molto diversa da quello che è.

3. Visto che oggi molti lucchesi, pur non essendo toscani, sono convinti di esserlo, questo li qualifica come "toscanoidi", ovvero individui convinti di essere quello che non sono. Sono buffi i toscanoidi, perché non somigliano per nulla ai toscani, ma credono di essere quello a cui non somigliano. In sostanza credono di essere quello che non conoscono o conoscono poco e per stereotipi.

4. Non esiste alcuna regione parallela con capoluogo (e non capitale, ci mancherebbe altro!!) Marte. Esiste Lucca che, con il regionalismo, si trova a far parte di una regione detta Toscana, nella quale è un corpo non riconosciuto, che vive in una dimensione parallela

Anonimo - 14/03/2026 01:49

Matera era una città abbandonata, ripudiata e....ovviamente ferma.
E' bastato un film, qualche evento (capitale europea della cultura) e soprattutto la voglia di guardare avanti, per trasformare un favoloso "masso di pietre" dimenticato da tutti in un volano dell'economia.
Non voglio sponsorizzare di certo l'"eventificio" dell'attuale amministrazione (che non condivido assolutamente) e sono consapevole dei rischi dell'overturism, ma forse è meglio guardare avanti, piuttosto che sperare nell'immobilismo per la paura di non fare danni.
Inoltre, per quanto riguarda la bellezza di Lucca (ma anche di Firenze e delle altre bellissime città rinascimentali), va evidenziato che ciò è dovuto ai tanti soldi che sono girati (banchieri, artigiani, commercianti, l'economia generata dalla religione, ecc). Se non ci fossero stati tutti quei soldi la nostra Lucca, cosi come la conosciamo non sarebbe esistita.

Boh - 12/03/2026 15:02

Quindi fammi capire: Lucca non è in Toscana, i lucchesi di oggi non sono più lucchesi ma ‘toscanoidi’, e l’unica cosa che si salva è quello che hanno costruito i lucchesi morti da qualche secolo. In pratica, secondo te, l’unico modo per vivere a Lucca è guardare indietro e sperare che nessuno accenda un lampredotto o una schiacciata nei dintorni. Però una cosa mi sfugge: se Lucca non è Toscana ma è piena di ‘toscanoidi’, vuol dire che siete riusciti a inventare una regione nuova tutta vostra… una specie di Toscana parallela con capitale Marte. A questo punto avvisiamo anche le cartine geografiche, perché qui la geografia sta diventando più creativa dell’architettura che critichi...


Ahr Ahr ahr

Commodore 64 - 12/03/2026 12:13

Leggo queste righe e, da lucchese che di anni ne ha ormai quasi settanta, mi permetto una riflessione. Non per polemica, ma perché quando si parla della propria città qualche parola viene naturale dirla.
Che Lucca sia bella grazie a chi l’ha costruita secoli fa non lo scopriamo certo oggi. Quelle mura, quelle piazze, quelle strade strette e quei palazzi non sono spuntati da soli. Sono il frutto di generazioni di lucchesi che avevano un’idea chiara di città e di comunità. Fin qui siamo d’accordo.
Quello che trovo un po’ ingeneroso è l’idea che tutto ciò sia arrivato fino a noi solo per caso, o per mancanza di soldi e di interessi a demolire. Io sono nato negli anni Cinquanta e ricordo bene che già allora c’era chi difendeva il centro storico, chi si batteva perché certe cose non venissero toccate. Non era sempre facile e non tutte le scelte sono state felici, questo è vero. Ma ridurre tutto a un’assenza di consapevolezza mi pare una semplificazione.
Quanto ai “toscanoidi”, permettetemi di sorridere. I lucchesi saranno cambiati, come sono cambiate tutte le città italiane negli ultimi cinquant’anni. Ma dire che non esistono più lucchesi mi sembra francamente esagerato. Io vedo ancora tante persone che tengono alla città, che la rispettano e che cercano, nel loro piccolo, di mantenerla viva.
Certo, a volte il centro storico sembra più una vetrina che un luogo abitato. Le sagre, gli eventi, certi locali tutti uguali possono anche far storcere il naso, e non nego che qualche volta lo storco anch’io. Ma la città non è fatta solo di quello. È fatta di gente che ci vive, che ci lavora, che continua a considerarla casa propria.
Il passato di Lucca è una fortuna enorme, su questo non ci piove. Ma non credo che l’unico modo di viverci sia guardare indietro con nostalgia e basta. Una città resta viva proprio quando riesce a tenere insieme memoria e presente, con tutti i difetti che questo comporta.
E glielo dice uno che quelle mura le ha viste ogni giorno per quasi settant’anni.

Giulio - 11/03/2026 11:12

Ora mi piacerebbe sapere come si può risolvere la situazione e come ad esempio in altre città sua meglio è come hanno provveduto o se col tempo é inesorabile tale degrado, io non saprei spiegarlo lo ammetto.

Candido - 11/03/2026 11:07

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