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  • 04/05/2026 11:33

Lucca Half Marathon cresce e si prende la scena

Certe domeniche non sono solo gare. Sono piccoli test collettivi: di resistenza, certo, ma anche di voglia di esserci. A Lucca è andata esattamente così. La Half Marathon di quest’anno non è stata solo una corsa ben riuscita, è stata una dichiarazione abbastanza chiara: questo appuntamento ormai gioca in un’altra categoria. I numeri, prima di tutto. Perché quelli non mentono mai. Più di 1500 arrivati nella mezza maratona – 1548 per essere precisi – e già questo basterebbe a spiegare il clima. Non la solita gara “carina”, ma una di quelle dove ti ritrovi immerso in un fiume continuo di persone, passi, respiri, scarpe che battono sull’asfalto con un ritmo quasi ipnotico. E poi la 10 km, più corta ma tutt’altro che marginale, con circa 370 partecipanti. Anche lì, partecipazione solida, viva, concreta. Davanti, come sempre, la gara ha fatto la sua selezione senza chiedere permesso. Samuele Oskar Cassi ha preso il controllo nel momento giusto e ha chiuso in 1 ora, 9 minuti e 35 secondi. Non un tempo qualunque, ma uno di quelli che ti fanno capire che non si stava giocando. Dietro di lui Gabriele Benedetti e Tomas Tei, entrambi lì a confermare che il livello era tutt’altro che improvvisato. Tra le donne, Lorenza Banchetti ha fatto il suo, senza troppi giri di parole: 1h25’30” e vittoria netta. Alle sue spalle Valentina Martorella e Roxana Girleanu, a completare un podio che racconta bene il tono della gara: competitivo, ma senza perdere quella dimensione umana che spesso nelle corse di provincia – nel senso più bello del termine – si riesce ancora a respirare. E poi c’è il contorno, che in realtà tanto contorno non è. Perché correre a Lucca non è come correre ovunque. Le mura, il centro storico, il percorso che ti accompagna senza mai diventare monotono. Non è solo questione di cronometro, è anche quello che ti passa accanto mentre corri. Gente che guarda, qualcuno che incita, qualcuno che semplicemente si gode la scena. E tu, nel mezzo, a fare i conti con il fiato e con le gambe. Il punto è proprio questo: la Lucca Half Marathon non è più una sorpresa. È diventata una certezza. Partecipazione alta, organizzazione che regge, livello tecnico più che dignitoso. E soprattutto quella sensazione – difficile da costruire a tavolino – che lì ci si vada volentieri, non solo per fare il tempo ma per stare dentro a qualcosa che funziona. Se proprio si vuole trovare un dettaglio che manca, è qualche informazione in più sul percorso preciso o sulle condizioni meteo durante la gara. Ma a giudicare dai tempi e dalla partecipazione, viene da pensare che tutto fosse dalla parte giusta. In sostanza: Lucca ha fatto centro. E non per caso. Qui si sta costruendo qualcosa che, anno dopo anno, smette di essere “evento locale” e inizia a pesare davvero nel calendario di chi corre sul serio. E quando succede, si capisce subito. Basta guardare quanta gente si presenta alla partenza. E quanta, soprattutto, arriva fino in fondo.

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