• 23 commenti
  • 10/05/2026 14:35

Via Rosi? Una discarica!

Via Michele Rosi? Una discarica! Come sempre bottiglie, bicchieri, mozziconi di sigaretta e rifiuti di ogni genere lasciati in strada. Eppure, nonostante il regolamento comunale imponga ai gestori dei locali di somministrazione di provvedere alla pulizia delle aree interessate dalla propria attività, le regole continuano a non essere fatte rispettare con il necessario rigore. La cosa più sorprendente è che sia stato affermato da un’illustre avvocata che in via Rosi “alle ore 22 non c’è più nessuno ed è tutto pulito, non c’è neppure una bottiglia”. Una rappresentazione che contrasta apertamente con quanto i residenti vedono quotidianamente. Qui si parla di decoro urbano, rispetto delle regole e tutela dei cittadini che abitano nel centro storico. Quando le norme esistono ma non vengono applicate, l’area si trasforma in una sorta di “porto franco”, dove tutto è tollerato e nessuno risponde delle conseguenze. Sono certo che il sindaco, l’assessore alla sicurezza e l’assessore all’ambiente, leggendo queste parole e prendendo visione delle immagini, vorranno intervenire rapidamente per far rispettare il regolamento comunale e invitare i gestori dei locali a provvedere alla pulizia delle aree interessate dalla loro attività. È giusto anche riconoscere che Sistema Ambiente svolge un servizio importante ed abbastanza efficiente nella raccolta e nella pulizia. Ma è altrettanto giusto ricordare che i costi di questi interventi ricadono sull’intera collettività e li paga anche il cittadino che vive a Ponte a Moriano pur non avendo alcuna responsabilità rispetto ai rifiuti lasciati ogni notte. Per questo motivo il problema non può essere scaricato esclusivamente sui servizi pubblici di pulizia. Chi produce il degrado deve assumersi le proprie responsabilità, nel rispetto delle regole e della città. I Cittadini Estremamente Intolleranti del Centro Storico (cit. L.G.)

I commenti

Lasciate i rifiuti fino a che non si può più camminare!!!il popolo si merita questo.

Anonimo - 14/05/2026 23:46

Condivido! Fanno i regolamenti per tutelarsi ,non per tutelare i residenti e fare rispettare le regole

Anonimo - 13/05/2026 13:44

Lo stendere un qualsiasi regolamento, in Italia poi, è pura ipocrisia.
Se l'ipocisia fosse un reato non basterebbero tutte le carceri esistenti in tutta Europa.
I regolamenti li stendono per "regolamento", essendo ente pubblico hanno doveri di posizione, tra quelli fare regolamenti.
Poi personalmente quel 'regolamento' anche se non ci fosse non cambierebbe nulla, sfonda una porta aperta, non getto ne cicche ne altro, mio padre che fumava, non gettava la cicca per strada e non gli serviva un regolamento per rispettarlo.
Purtroppo, ì regolamenti scritti oggi di fatto servono solo agli avvocati ed ai giudici all'interno dei tribunali.
Chi non li rispetta, guardate per le strade, continuerà a non rispettarli, salvo rari casi che non fanno certo regola. Qualsiasi segnaletica, telefonini, precedenze, strisce pedonali, strisce continue, doppie strise continue, distanze di sicurezza, stop, divieti di sosta, sensi unici, rotatorie, semafori! Valgono solo nei tribunali, quando c'è il ferito od il morto ed a volte neppure quello basta, poi valgono come bilancio preventivo nelle amministrazioni comunali.
Figuriamoci le cicche! Che cifra mettono nel bilancio preventivo per sanzioni per abbandono di cicche?
Poi consiglio di leggere un giallo paradigmatico, illuminante sulla societa moderna.
"L'uomo al balcone - Romanzo su un crimine" di Maj Sjöwall e Per Wahlöö.
E una Prece per mortus et morituri.

... - 13/05/2026 11:22

Invece di intervenire seriamente, si preferisce rifugiarsi nei soliti comunicati autocelebrativi, raccontando che il 90% dei cittadini sarebbe soddisfatto.
Ma il sondaggio dove lo avete fatto? nei barini a briai?
La verità è che, come sempre, si manda avanti l’agnello sacrificale di turno, qualcuno da esibire davanti le telecamere, mentre i veri responsabili restano comodamente al riparo nei propri uffici.
Il problema è politico, amministrativo ed è sotto gli occhi di tutti.
Le responsabilità hanno nomi e ruoli precisi: Sindaco, Assessore all’Ambiente, Assessore alla Sicurezza, Assessore al Commercio e tutta quella macchina amministrativa che da anni preferisce propaganda, passerelle e dichiarazioni rassicuranti. I cittadini vedono degrado crescente e totale assenza di controllo e, davanti a tutto questo, sentirsi raccontare che “va tutto bene” è semplicemente offensivo.

Anonimo - 12/05/2026 18:32

A Lucca esistono regolamenti che vietano comportamenti incivili, come gettare mozziconi di sigaretta a terra. Ma una regola senza controlli e senza sanzioni resta solo una dichiarazione di principio.
Quante sanzioni sono state elevate nel centro storico per l’abbandono di mozziconi negli ultimi anni?
“nessuna”
il problema è politico e amministrativo.
perché approvare regolamenti, annunciarli e poi non farli rispettare?
Amministrazioni di ogni colore hanno predicato legalità, decoro e rispetto delle regole, senza garantire controlli effettivi. Il cittadino finisce così per credere che l’esistenza della norma coincida con la sua applicazione. Ma non è così.
Il Comune vuole far rispettare le regole, oppure vuole solo poter dire di averle scritte? La credibilità delle istituzioni non si misura dal numero dei regolamenti approvati, ma dalla loro effettiva applicazione

Anonimo - 12/05/2026 14:13

Per comprendere bene la questione, non c’è bisogno di molte elucubrazioni: basta semplicemente inquadrarne correttamente i termini generali. A monte c’è una differente definizione dell’oggetto della discussione. I suoi abitanti definiscono “Lucca” come “città”, abitata da uomini, donne, anziani e bambini, dotati di diritti civili, che vivono, lavorano, studiano, abitano spazi comuni e condivisi, bisognosi di cura, manutenzione, corretta gestione: in questa prospettiva “Lucca” appartiene ai suoi abitanti, mentre all’amministrazione è (democraticamente) delegata la sua cura e la sua gestione oculata. L’amministrazione comunale definisce invece “Lucca” come un “aggregato di edifici, vie e piazze” che non appartiene a nessuno, da sfruttare a fini commerciali a vantaggio degli esercenti di locali che vendono cibo da asporto e, soprattutto, alcolici, senza tenere in nessun conto tutto il resto. Ciò che per gli uni è “degrado”, per gli altri è “normale utilizzo” di una risorsa che non appartiene a nessuno di una “res nullius”, deteriorabile a piacere e da abbandonare al suo destino una volta sfruttata fino in fondo. Con questo, spero di aver dato un contributo di chiarezza al dibattito.

Anonimo - 12/05/2026 12:52

Poi c’è un altro aspetto che viene ignorato, gli interventi continui e rumorosi di Sistema Ambiente fin dalle prime ore dell’alba sono essi stessi incompatibili con la vivibilità di un centro storico.
Non è accettabile che, dopo notti già difficili per rumore e degrado, i residenti vengano svegliati all’alba da mezzi, motori e operazioni di pulizia straordinaria rese necessarie da una gestione evidentemente fuori controllo.
La soluzione non può essere trasformare il centro in un’area industriale da sanificare ogni mattina. Serve prevenzione, controllo del territorio e soprattutto responsabilità da parte di tutti esercenti, clienti, residenti e amministrazione.
Lo spazzamento manuale, è molto più compatibile con un centro storico rispetto a interventi invasivi e rumorosi. Ma soprattutto bisogna ridurre a monte il problema, chi lavora e vive nel centro deve contribuire concretamente a mantenerlo pulito.

Anonimo - 12/05/2026 12:27

Non sarebbe difficile migliorare la situazione se il Comune facesse rispettare il Regolamento. La norma esiste già ciò che manca è un controllo effettivo e sistematico sul suo rispetto.
REGOLAMENTO TUTELA DEL DECORO E DELL’IGIENE AMBIENTALE
Art. 9 Pulizia delle aree occupate da esercizi pubblici
1. Le aree pubbliche o di uso pubblico occupate e/o gestite da pubblici esercizi, quali negozi, chioschi, bar, alberghi, trattorie, ristoranti e simili, e le aree date in concessione ad uso parcheggio, devono essere tenute costantemente pulite dai rispettivi gestori.
2. I rifiuti raccolti dai gestori di cui sopra, provvisoriamente stoccati in contenitori posizionati in luogo idoneo, devono essere conferiti con le stesse modalità previste per i rifiuti solidi urbani.
3. Durante tutta l’attività e dopo l'orario di chiusura le aree pubbliche o di uso pubblico devono risultare perfettamente pulite.



Anonimo - 12/05/2026 10:14

Al di là dei toni spesso troppo alti, il problema è indubbio.
Io ribadisco che non possono esistere degli esercenti con locali minuscoli, con la ovvia conseguenza che i clienti consumano (e sporcano) all'esterno. Questi esercenti minimizzano le tasse da pagare (spesso proporzionali alla superficie) a fronte di una maggiore spesa pubblica (gli operatori di Sistema Ambiente si pagano noi).
La regolamentazione comunale può fare qualcosa, obbligando delle superfici minime adeguate.

Boh - 12/05/2026 07:58

Meno peggio di altri commenti, ma le propongo una "riequilibratura":

"Il problema non nasce oggi"
VERO
"la situazione descritta nell’articolo è la stessa da anni, prima con Tambellini e ora con Pardini"
FALSO (vedi oltre)

"Sotto questo aspetto, quindi, non si notano differenze"
FALSO (vedi qua sotto)
La situazione è peggiorata. Innegabile. Seguendo un trend innescato dalle amministrazioni precedenti, altrettanto innegabile.
Ma invece di porre un freno a certi eccessi, Pardini sta premendo sull'acceleratore a braccetto con l'invasato Santini. Entrambi ne fanno un gran vanto, per inciso. E con loro gioiscono diverse categorie: i famosi "pochi" che si arricchiscono in modo smisurato e in breve tempo alle spalle di tutti gli altri.

"La richiesta avanzata dai cittadini non sembra avere nulla di polemico, si chiede semplicemente alle autorità competenti di intervenire per garantire ordine, pulizia e rispetto delle regole."
VERO

"È una normale richiesta di tutela del decoro urbano e della qualità della vita."
INSOMMA, vero sino a un certo punto...è normale ma non è mica normale. In poche parole: non dovrebbe essere necessario. Dove sta il tanto declamato "dialogo con la cittadinanza" se si rendono necessari, continuamente, questi interventi da parte della cittadinanza?

"Il problema è che, se il degrado permane e i gestori non puliscono , è legittimo chiedersi se il servizio svolto da Sistema Ambiente sia davvero a carico dai contribuenti."
In che senso? Il servizio di sistema ambiente è CERTAMENTE a carico di TUTTI i cittadini (o almeno, di quelli che pagano il servizio!). E anche dei gestori (o almeno, di quelli che pagano il servizio e lo fanno nella giusta misura: ovviamente c'è chi inquina di più, e chi meno).

"Chi deve pulire? E soprattutto chi deve pagare?"
Qua cade il miccio. In primis, sarebbe meglio non sporcare. Ma se hai politiche che invitano la gente a sbronzarsi in centro come principale scenario socio-culturale, certi risultati puoi anche aspettarteli.
Il costo del servizio deve in ogni caso essere progressivo e commisurato all'impatto delle singole attività antropiche.
Inutile delegare agli esercenti (ognuno farà come gli pare, e in caso di problemi darà la colpa a S.A. o agli incivili.. che comunque esistono, sono tanti, molti sono turisti irrintracciabili dopo poche ore e che quindi andrebbero perseguiti sul posto, quando abbandonano i rifiuti: discorso alquanto complicato considerando come l'amministrazione gestisce le sue risorse umane).
In alcune zone e presso alcuni esercizi si inquina più che altrove, questo è un fatto: si aumenti il contributo a quegli stessi esercizi, in quelle stesse aree. E si usino gli introiti per potenziare il servizio di S.A. IN QUELLE AREE.
Come si fa con me che ho un piccolo giardino: se voglio il bidone per gli sfalci più grande, pago di più. Gli esercenti si attiveranno inevitabilmente per pagare meno seguendo la via più comoda, delegando volentieri a S.A. pagando qualcosa in più (briciole, di fronte al fatturato di molti dei locali in questione).

Resta comunque un nodo di difficile risoluzione: a chi piace avere sotto casa i rumorosi macchinari di S.A. alle 5 del mattino?

Il problema, in definitiva, è la capacità di gestire ed esercitare il controllo del territorio (non solo del centro, caso che finisce in cronaca più di frequente per ovvi motivi). Capacità di gestione e controllo che a questa amministrazione, visti e considerati gli ideali che dovrebbero guidarla, manca abbastanza clamorosamente (salvo ovviamente quando viene indirizzata - malamente e di rado - verso qualche disgraziato preferibilmente "di sinistra" o, peggio, di colore, ancor meglio se clandestino).

Anonimo - 11/05/2026 23:39

Troppi locali nella zona , li in via Rosi avete dato troppe licenze per aprire i locali, troppa movida

Anonimo - 11/05/2026 21:19

Esagerazione esagerazione e basta foto fatte quando ancora non è passata la ditta che pulisce è odio e basta verso una città che dipingere come il peggio bronx.

Via via ma c'è Le dite tra di voi e basta siate Seri che la gente reale non siete voi
I problemi ci sono certi ma non si vive nel pattumaio come sputtanate sempre senza dignità senza firmarvi mai solo sproloqui che potrebbero proprio essere fatti da odio per chi governa.
Siate Seri ogni tanto basterebbe poco

Dante - 11/05/2026 21:18

Non nascondetevi dietro un dito: palesatevi per quello che siete, portavoce del Comune. Ma così non va! Qui non si tratta di toni esasperati, ma di totale sovvertimento delle regole, di degradazione di quella che fu una città civile, a parco giochi per l'arricchimento di pochi, a danno di tutti. ditelo senza nascondervi

Anonimo - 11/05/2026 20:40

Il problema non nasce oggi, la situazione descritta nell’articolo è la stessa da anni, prima con Tambellini e ora con Pardini. Sotto questo aspetto, quindi, non si notano differenze.
La richiesta avanzata dai cittadini non sembra avere nulla di polemico, si chiede semplicemente alle autorità competenti di intervenire per garantire ordine, pulizia e rispetto delle regole. È una normale richiesta di tutela del decoro urbano e della qualità della vita.
Il problema è che, se il degrado permane e i gestori non puliscono , è legittimo chiedersi se il servizio svolto da Sistema Ambiente sia davvero a carico dai contribuenti. Chi deve pulire? E soprattutto chi deve pagare?

Anonimo - 11/05/2026 19:36

non c'è bisogno di sproloquiare a paginate intere per cercare di difendere l'indifendibile. A Lucca è venuto meno un patto sociale, è venuto meno il rispetto per la cittadinanza, è venuta meno la consequenzialità tasse-servizi. Da un lato gli esercenti che si arricchiscono sfruttando i beni pubblici a loro esclusivo vantaggio, dall'altro l'amministrazione comunale prona e compiacente, e sotto i cittadini-sudditi che pagano per tutti. Di cosa parliamo quando parliamo di "toni esasperati"?

Anonimo - 11/05/2026 19:07

Vivere nel decoro non è né di destra né di sinistra, è un diritto civico. Liquidare le lamentele dei residenti come "astio politico" è un modo per non affrontare il merito della questione ovvero che la qualità della vita è peggiorata.

Il fatto che il servizio di igiene urbana intervenga e la mattina è pulito non cancella le tante ore di caos, urina per strada e schiamazzi subiti dai residenti durante la notte. La soluzione al problema dell'inciviltà non è la pulizia postuma pagata dalla collettività, è un rimedio.

Quindi, siccome la mattina raccolgono i rifiuti, dovremmo restare in silenzio mentre la notte le strade diventano una discarica senza regole? Curioso concetto di 'equilibrio'. Chiamare 'propaganda' il sacrosanto diritto di vivere nel decoro sicuramente fa capire che non abiti in centro e la mattina non devi uscire di casa scavalcando vomito e bottiglie rotte.

Anonimo - 11/05/2026 18:11

Che in alcune zone del centro storico, soprattutto nei fine settimana, ci siano problemi di sporcizia, rumore e maleducazione è sotto gli occhi di tutti. Negarlo sarebbe inutile. Bottiglie lasciate in strada, mozziconi, bicchieri e piccoli episodi di degrado esistono e i residenti hanno tutto il diritto di chiedere maggiore attenzione e controlli più efficaci. Il decoro urbano è importante e chi vive il centro deve poterlo fare con serenità.
Detto questo, trasformare via Michele Rosi in una sorta di “terra senza legge” appare francamente un’esagerazione carica più di rabbia e astio politico che di reale equilibrio. Leggendo certi toni sembra quasi di trovarsi davanti a un quartiere abbandonato completamente dalle istituzioni, quando invece basta passeggiare la mattina presto per vedere che il servizio di pulizia interviene quotidianamente e che il centro storico di Lucca, nel complesso, continua a essere una delle realtà urbane più curate della Toscana.
Si può criticare l’amministrazione, ci mancherebbe. Ma attribuire ogni bottiglia lasciata a terra direttamente al sindaco o descrivere la situazione come un’emergenza fuori controllo rischia di diventare più propaganda che cronaca. Anche perché una parte della responsabilità ricade inevitabilmente sui comportamenti individuali di chi frequenta la zona. Non esiste città italiana, soprattutto nei centri con locali e movida, completamente immune da episodi di inciviltà.
Colpisce inoltre il clima sempre più aggressivo con cui si affronta ogni discussione pubblica. Ogni problema viene immediatamente trasformato in simbolo del “fallimento totale” di qualcuno. Ma amministrare una città reale non significa premere un interruttore e cancellare in un giorno comportamenti sbagliati che purtroppo esistono ovunque.
Lucca oggi vive una fase particolare: più turismo, più eventi, più persone in centro, più attività serali. Questo porta benefici economici evidenti ma anche inevitabili criticità. La soluzione però non può essere alimentare continuamente un racconto catastrofico della città, quasi come se il centro storico fosse ormai invivibile. Perché semplicemente non è così.
Servono controlli? Sì. Maggiore responsabilità da parte di alcuni locali e di certi frequentatori? Sicuramente. Ma servirebbe anche un po’ più di misura nei giudizi e meno voglia di trasformare ogni problema urbano in una guerra politica permanente. Perché tra il negare i problemi e dipingere Lucca come una discarica senza regole esiste ancora una cosa chiamata equilibrio.

Enzo 62 - 11/05/2026 15:41

Se pensaste che camminate su almeno un paio di metri di duemila anni di spazzatura...
Ahr! Ahr! Ahr!

... - 11/05/2026 15:38

Sono tutte opere d'arte.
Tutta roba voluta!!!

L. - 11/05/2026 15:11

Ma è mai possibile che Pardini non sia in grado di risolvere un problema così banale.....

Pallino - 11/05/2026 11:17

Dire che via Michele Rosi sia “una discarica” è riduttivo.
L’ area compresa tra via Michele Rosi, via del Gonfalone, parte di via della Zecca e la chiesa di San Leonardo versa in una situazione di degrado, incuria e illegalità diffusa.
Davanti all’ingresso della chiesa di San Leonardo persone bivaccano abitualmente, consumano alcolici e cibo, abbandonano rifiuti, fumano di tutto e urinano ovunque, perfino davanti alla Madonnina.
Si tratta di una situazione vergognosa, che offende i residenti, il decoro urbano e il rispetto dovuto a un luogo di culto. È il risultato di un lassismo ormai eccessivo e ben oltre ogni limite tollerabile.
Una simile situazione, davanti a una moschea o a una sinagoga, non sarebbe stata tollerata.

Anonimo - 11/05/2026 10:42
@

Diranno che siete lamentosi

G - 11/05/2026 07:12

Pelandroni che siete! Invece di gioire, di esultare per il fatto che in città ci girano le serie cinematografiche, vi fissate con un po' di pattume gettato per strada. Ma saltate, ballate, festeggiate, applaudite: siete i fortunati abitanti della città più bella e più invidiata del pianeta!

Anonimo - 10/05/2026 23:34

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