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  • 07/06/2026 09:13

IL PONTE SUL SERCHIO



Continua la sarabanda sul nome da dare al "ponte nuovo" a Lucca.


Una scena pietosa messa in atto da chi si vuole sovrapporre e resettare un percorso concordato tra Provincia e Comune per indicare una rosa di nomi e che ha visto coinvolti centinaia di studenti delle scuole di Lucca che hanno lavorato e riflettuto su ciò, arrivando a proporre dei candidati che poi sono stati selezionati da un Comitato scientifico che ne ha scelti tre che verranno sottoposti al vaglio dei cittadini che potranno dire la loro scegliendo il nome definitivo.


Credo che a questo punto rimettere tutto in discussione sia sbagliato, nel merito e nel metodo, e fuori tempo massimo. I nostri studenti vanno rispettati, così come il lavoro da loro svolto.


Credo che gli studenti debbano essere lasciati liberi nella scelta senza essere condizionati se non dai loro studi e dal loro sapere. Gli insegnanti consegnano loro gli strumenti conoscitivi e con essi quelli interpretativi, secondo i programmi didattici in essere.


Detto questo penso anche che tutto questo canaio che mira a mettere bandierine e cappelli riguardo alla denominazione del nuovo ponte rappresenti la cifra dell’attuale dimensione lucchese che rischia, paradossalmente, di scivolare in un provincialismo senza fondo. Non c'è alcuna lesa maestà. È stato concordato un percorso, è stato chiesto agli studenti di esprimersi, lo hanno fatto con serietà. Diffondere sospetti circa l'eventuale condizionamento del loro contributo lo considero penoso oltre che mancanza di rispetto nei loro confronti.


Sto con gli studenti, senza se e senza ma, a prescindere dal nome che avrei scelto io.


Lucca, 6.6.26



Arc. Claudio Pardini Cattani

I commenti

....è stato messo nel sacco (volendomi esprimere in modo elegante). Il percorso fatto dagli studenti, ovviamente, è stato un percorso guidato e le proposte espresse, ancor più ovviamente, non sono solo farina del sacco degli studenti. Il bello è che, le proposte tirate fuori dagli illuminatissimi giovani, sono state scremate da una commissione evidentemente poco aquilina, la quale ha lasciato un nome idiota (ponte dell'airone), uno sballato (ponte Matilde di C. ...non a caso proposto da una certa scuola) e quindi un solo nome utilizzabile (Arturo Paoli). Poi ci sarebbe da divertirsi andando fuori dalle due scuole che hanno scelto il nome Paoli, per chiedere ai ragazzi che escono, esclusi quelli delle classi che hanno lavorato al progetto, cui hanno certo spiegato le cose: sapete chi sia Arturo Paoli?? Se esistesse a Lucca il giornalismo di inchiesta, certo stamattina un giornalista si potrebbe mettere all'uscita del Liceo Scientifico Vallisneri e dell'Istituto Fermi per fare un sondaggino casuale su una trentina di studenti, così ci sarebbe da ridere. Ora la gran pagliacciata si concluderà con un sondaggio che non è un referendum, il quale, scommetto, si esprimerà per l'airone. Avremo così coronato il tutto attribuendo al manufatto un nome privo di qualsiasi significato. Poi i furboni come Pardini Cattani verranno fuori (sono già venuti fuori), dicendo che stanno populisticamente con i buoni studenti contro la cattiva politica manipolatoria e guai a chi tocca l'airone!! Tutta la vicenda è esempio devastante dell'inconsistenza totale della politica culturale del Comune di Lucca. Il Sindaco si è fatto abbindolare da questo macchinoso procedimento e ha accettato che venisse posto in essere. Questo dimostra la totale incapacità politica e culturale di un sindaco e di una giunta di promotori e organizzatori di eventi e nulla più. La politica culturale è stata appaltata a Casapound, la quale fa i festival con i soliti ovvi nomi della pseudocultura destrorsa, il tutto di un conformismo senza fine. Poi fanno le rievocazioni continue per assorbire voti dalle associazioni di figuranti. Poi hanno fatto quella cosa immonda del cambiamento del nome di uno dei più antichi teatri pubblici d'Italia, ciò per volontà di un commercialista invasato e perfino contro il parere della commissione demandata a valutare la proposta. Ora si trovano a rinunciare alla prerogativa democratica di denominare il ponte, prerogativa a loro assegnata dalla legge. Se sceglieranno saranno tacciati di nemici dei giovani dall'antipoliticume dominante, come qui sopra si vede. Se rinunceranno avremo un nome del menga, salvo poi continuare a chiamarlo "ponte novo", come la città continua, per fortuna, a dire "teatro del Giglio". In conclusione il Sindaco si è dimostrato un dilettante e ora se la prende nel fiocco. Spero di sbagliarmi e dunque, se il Sindaco ha un minimo di dignità e di profilo politico, sarà costretto a prendere tutti e nove i nomi scelti dalle scuole, sbattersene delle commissioni e del sondaggio che non ha nulla di democratico e sottoporli alla commissione, o forse meglio al Consiglio Comunale, perché se ne scelga uno, salvando almeno, in articulo mortis, un minimo di metodo democratico e di rispetto della legge.

Anonimo - 08/06/2026 02:04

Non sono d'accordo con l'architetto Claudio Pardini Cattani. Gli studenti vanno educati. In quanto giovani vanno educati, e guidati alla comprensione della nostra società. È stato indetto un concorso per la scelta del nome, È stata proposta una rosa di nomi, adesso, democraticamente, bisognerebbe scegliere il nome e poi, ufficialmente, conferirlo al manufatto. Questa è la "storiella" che è stata raccontata agli studenti, i quali, prevedibilmente, ci sono cascati. Perché sono giovani e ci credono a quello che gli racconti. Adesso bisogna disilluderli, educarli: è compito degli adulti fargli capire che la politica di loro se ne frega, e imporre al ponte il nome che decideranno in Comune, possibilmente il più balordo immaginabile. Se non si fa così, non si capisce il vero senso della parola "partecipazione" utilizzata dai politici: un po' di fuffa, e poi si fa qualche caxxo ci pare.

Anonimo - 07/06/2026 13:31

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