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  • 26/06/2026 08:27

Fauna selvatica in Toscana, LAV: “Due delibere, un’unica direzione: più fucili e meno tutela degli ecosistemi”

Fauna selvatica in Toscana, LAV: “Due delibere, un’unica direzione: più fucili e meno tutela degli ecosistemi”

L’Associazione chiede lo stop alle uccisioni di animali nelle aree non vocate e la pubblicazione del parere ISPRA alla base delle decisioni regionali

Firenze, giugno 2026 – Due provvedimenti della Regione Toscana accendono il confronto sulla gestione della fauna selvatica. La LAV denuncia il rischio di un approccio fondato principalmente sull’uso delle armi da fuoco invece che sulla prevenzione e sulla tutela degli ecosistemi.

La Delibera regionale n. 564 dell’11 maggio 2026 approva un piano triennale per la gestione di caprioli, cervi, daini e mufloni che, nelle cosiddette “aree non vocate”, può arrivare a prevedere abbattimenti pari all’intera consistenza stimata delle popolazioni presenti. Secondo la LAV, questo significa puntare all’azzeramento locale degli ungulati in vaste aree del territorio, coinvolgendo anche femmine adulte e giovani animali.

A questo si aggiunge la Delibera n. 88 del 9 febbraio 2026, con cui la Regione estende i piani di controllo del cinghiale alle 42 Riserve Naturali regionali, aree nate per la conservazione della biodiversità e dove la caccia è vietata. La LAV evidenzia che molte di queste riserve ricadono in siti della Rete Natura 2000 e che l’introduzione di interventi con armi da fuoco riguarda anche ambienti particolarmente delicati come zone umide e aree di nidificazione.

“Affrontare il rapporto tra fauna e territorio con il solo strumento degli abbattimenti – dichiara LAV – significa rinunciare a una gestione moderna basata su prevenzione, conoscenza scientifica e tutela degli equilibri naturali”.

L’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di considerare fattori spesso esclusi dal dibattito: perdita di habitat, trasformazioni agricole, consumo di suolo e assenza di adeguate misure preventive contro i danni alle colture. Secondo la LAV, il conflitto tra attività umane e fauna selvatica non può essere risolto attribuendo agli animali la responsabilità di problemi ambientali generati da decenni di pressione antropica.

La LAV inoltre chiede trasparenza sul parere ISPRA citato nella Delibera n. 564/2026. Il documento, indicato come parere favorevole con prescrizioni del 17 aprile 2026, viene considerato un elemento centrale del protocollo approvato, ma – secondo l’associazione – non sarebbe disponibile pubblicamente nella sua versione integrale.

Le richieste della LAV alla Regione Toscana:

  • sospendere i piani di abbattimento nelle aree non vocate in attesa di una verifica complessiva;

  • sospendere l’uso delle armi da fuoco nelle Riserve Naturali regionali, privilegiando interventi di prevenzione;

  • rendere pubblico integralmente il parere ISPRA richiamato dalla delibera;

  • garantire trasparenza sulla destinazione delle carcasse e sugli eventuali aspetti economici collegati ai piani di prelievo;

  • introdurre criteri scientifici completi nella valutazione delle popolazioni animali e degli ecosistemi.

“Proteggere la biodiversità significa proteggere anche il futuro economico e ambientale della Toscana. La fauna selvatica non può essere considerata un problema da eliminare, ma una componente fondamentale degli ecosistemi”, conclude LAV.

Ufficio Stampa LAV
lav.it | stampa@lav.it

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