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  • 26/06/2026 22:03

Le Mura di Lucca....

Sembra un viale panoramico. Invece stai camminando sopra una macchina da guerra nata per ingoiare cannonate. Le Mura di Lucca non nacquero per fare scena, ma per tenere in piedi una città quando l’artiglieria cambiò le regole del gioco. La cerchia misura 4.223 metri e ha 11 baluardi: non pochi angoli messi lì a caso, ma una difesa pensata per coprire i punti più esposti. La cosa che inganna è lo spessore. Alla base arrivano a circa 30 metri, e questa massa enorme non serviva a “rimbalzare” i colpi. Serviva a assorbirli, a disperderne la forza, a far perdere energia alla palla di cannone prima che arrivasse nel cuore della fortificazione. È qui che le mura moderne fanno il salto rispetto a quelle medievali. Le pareti dritte e sottili erano più facili da colpire e da aprire. Un terrapieno così largo, invece, era molto più duro da sfondare: la terra prendeva il colpo, lo smorzava, e la struttura restava in piedi meglio. Gli 11 baluardi, messi lungo la cerchia, servivano proprio a cambiare il modo in cui la città si difendeva. Non era più il tempo del muro dritto e basta: contava la forma, l’angolo, la massa, la capacità di coprire i fianchi e di reggere il colpo. È per questo che le Mura di Lucca fanno effetto ancora oggi: da fuori sembrano una cosa elegante, quasi ordinata; da vicino capisci che dietro quella linea perfetta c’è una logica spietata, studiata per la guerra vera. Per questo oggi la sensazione è quasi il contrario della funzione originale. Dove un tempo c’era una linea difensiva progettata per resistere ai cannoni, adesso c’è uno spazio che si percorre a piedi, in bicicletta, all’ombra degli alberi. Ma sotto quella tranquillità resta la logica militare di allora: ogni curva, ogni bastione, ogni metro aveva un motivo preciso. Ed è proprio questo il bello delle Mura di Lucca: sembrano un parco elegante, quasi un salotto all’aperto, ma in realtà sono il guscio di terra e mattoni di una città che aveva capito una cosa semplice e brutale. Contro i cannoni non bastava essere alti. Bisognava essere spessi. Camminarci sopra oggi fa un certo effetto: ti godi il panorama, ma stai letteralmente sopra il punto in cui la città aveva deciso di trasformare la difesa in architettura. Una di quelle invenzioni che, se le guardi bene, raccontano più di un libro di storia. E pensare che oggi ci vai a passeggiare senza immaginare il lavoro che c’è sotto.

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