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  • 15/08/2026 17:54

Nasce a Lucca un progetto teatrale contro il globalismo delle coscienze.

Con la proposta  di un viaggio multidisciplinare che si svolge tra teatro, letteratura ed impegno civile, nello scorso maggio è nato a Lucca un ambizioso progetto culturale che oggi, grazie ai contatti intrapresi, guarda a ben altri traguardi.
Stiamo parlando del “ Risveglio delle Coscienze", un’originale e ambiziosa opera letterario-teatrale, concepita per scuotere la consapevolezza individuale dei nostri giorni, riaccendendo l'interesse per il valore filosofico del pensiero critico delle genti.
Nato da un’idea di Massimo Raffanti , giornalista,  scrittore  e saggista lucchese, con la cura artistica di Daniela Bucchioni , la singolare opera d'intelletto va ben oltre i confini di una tradizionale presentazione o una conferenza accademica. 
​L'architettura narrativa della performance affonda le proprie radici negli ultimi tre saggi scritti da Raffanti che, proprio attraverso un excursus idealistico che unisce saggistica e narrazione, ha saputo creare una  geografia di base per accedere ad un percorso d'evoluzione interiore.
Il cuore tematico dell'opera denunzia i rischi della contemporaneità: cioe dire l' avvento della "società dell'apparire" in un contesto dominato dalla frenesia, dall'alienazione globale e dal conformismo di massa dell' "Hybris".
In un vuoto  educativo che guarda all'ascesa di falsi miti mediatico-digitali , oltre alla percezione di un "falso reale" che anestetizza ogni libera coscienza.
Nel generalizzato smarrimento di una società decadente ed opulenta che, con estrema facilità,  sa regalare a tutti una "prigione senza sbarre".
Ricca di eccessi, di sballo e di  crescenti ondate di violenza nichilistica.
Si sono abbattuti gli  etici ed antichi confini umani.
Il "Risveglio delle Coscienze" indica quindi una strada per ritrovare l'interiorità, la conoscenza e una consapevolezza al di fuori dei diktat di una "cancel culture" e di un pensiero unico, politicamente ed eticamente, omologato.
​Sotto la guida artistica di Daniela Bucchioni, il progetto si trasforma in un’esperienza sensoriale e dinamica della durata complessiva di circa 90 minuti,  mettendo in scena, in un unico corpo espressivo, monologhi recitati e biblio-letture sceniche.
I passaggi chiave dei libri di Raffanti prendono cosi vita grazie a interpretazioni vocali  che dialogano direttamente con il pubblico, in atmosfere musicali studiate per amplificare la risonanza emotiva dei testi.
Con videoproiezioni e sfondi grafici immersivi che accompagnano lo spettatore lungo tutto il percorso dello spettacolo.
In una kermesse che sta già coinvolgenfo nelle sue corde il lavoro di un drammaturgo, di una scuola di danza e d recitazione, oltre a musicisti ed attori teatrali.
Nato in terra lucchese ma con lo sguardo rivolto a ben altre platee, il Progetto si propone quindi quale una futuristica proposta culturale indirizzata all'intero tessuto sociale.
Anche se va detto come, "la piece teatrale"  guardi con particolare attenzione ai giovani ed al mondo della scuola, configurandosi come un originale strumento educativo di forte stimolo civico che, dopo una necessaria sceneggiatura, nei prossimi mesi troverà pratica attuazione.

I commenti

OCCHIO !
Ingiuriare qualcuno pubblicamente sui social network dandogli del putinista anche (come Facebook, Instagram, TikTok o X/Twitter) integra gli estremi di un illecito che può avere sia rilevanza penale che civile.
​In Italia, l'offesa rivolta a una persona su una piattaforma social rientra nel reato di diffamazione aggravata (articolo 595 del Codice Penale).
​Perché è diffamazione e non ingiuria? L'ingiuria (rivolgersi direttamente a qualcuno insultandolo in sua presenza) è stata depenalizzata e oggi comporta solo sanzioni civili. La diffamazione, invece, scatta quando l'offesa viene comunicata a più persone (e la pubblicazione su un social network, per sua natura, è potenzialmente visibile a un numero indeterminato di soggetti).
​L'aggravante: Essendo commessa "col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" (e la giurisprudenza riconosce i social network in questa categoria), la pena prevista è più severa: la reclusione va da 6 mesi a 3 anni oppure la multa non inferiore a 1500-5000 euro.
​Condizioni di procedibilità: Trattandosi di un reato perseguibile a querela di parte, la vittima ha 3 mesi di tempo dal giorno in cui ha scoperto il post o il commento offensivo per presentare querela presso la Polizia Postale, i Carabinieri o la Procura della Repubblica.
​

Massimo Raffanti - 06/11/2026 15:46

A chi è rivolto? A Putin?!?

Anonimo - 16/08/2026 02:32

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