“Vivere la Lucchesia”: nelle Ville Fattorie in Autunno con “Olio nòvo”
“Vivere la Lucchesia” ...

OCCHIO !
Ingiuriare qualcuno pubblicamente sui social network dandogli del putinista anche (come Facebook, Instagram, TikTok o X/Twitter) integra gli estremi di un illecito che può avere sia rilevanza penale che civile.
In Italia, l'offesa rivolta a una persona su una piattaforma social rientra nel reato di diffamazione aggravata (articolo 595 del Codice Penale).
Perché è diffamazione e non ingiuria? L'ingiuria (rivolgersi direttamente a qualcuno insultandolo in sua presenza) è stata depenalizzata e oggi comporta solo sanzioni civili. La diffamazione, invece, scatta quando l'offesa viene comunicata a più persone (e la pubblicazione su un social network, per sua natura, è potenzialmente visibile a un numero indeterminato di soggetti).
L'aggravante: Essendo commessa "col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" (e la giurisprudenza riconosce i social network in questa categoria), la pena prevista è più severa: la reclusione va da 6 mesi a 3 anni oppure la multa non inferiore a 1500-5000 euro.
Condizioni di procedibilità: Trattandosi di un reato perseguibile a querela di parte, la vittima ha 3 mesi di tempo dal giorno in cui ha scoperto il post o il commento offensivo per presentare querela presso la Polizia Postale, i Carabinieri o la Procura della Repubblica.
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