Assi viari, Rifondazione Comunista: “Sosteniamo il ricorso al TAR e la raccolta fondi del comitato Altrestrade”
Assi viari, Rifondazione C ...

“La richiesta di servizi di connettività è in costante aumento nel territorio Italiano, con la nuova tecnologia 5G e nuovi operatori in arrivo, ogni giorno sorgono proteste degli abitanti delle zone coinvolte nell’installazione antenne. Nella quasi totalità dei casi tutte le proteste ed iniziative risultano inutili, continua Frigo, infatti gli impianti di telecomunicazioni sono considerate dalla legge “opere di urbanizzazione primaria” come una condotta delle fognature oppure una strada, non esiste più il concetto a priori di distanza di rispetto, aree vietate, ma un Comune può TUTELARSI attraverso un piano tecnico di localizzazione delle antenne progettato dal Comune stesso, una Pianificazione che è prevista dall’assetto normativo nazionale la “ Legge Quadro n° 36 del febbraio 2011”, e da alcune leggi regionali, come la L.R. Toscana 49/2011”.
Nella Legge 36/2001, art. 8 comma 6 , si legge :“I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.” Il “Piano di localizzazione antenne”, brevemente detto anche “Piano antenne”, rappresenta quindi l’unica soluzione possibile, stabilita dalla legge. In mancanza di questo strumento tecnico, il Comune (e con esso la sua popolazione) non ha alcuno strumento valido da poter contrapporre alle scelte e decisioni prese dai gestori o operatori. “Tanto più tardi il Comune si dota di questo strumento, tanto più difficile risulterà il controllo e l’indirizzo che l’Amministrazione Comunale potrà dare alla gestione ed alla installazione degli impianti di telecomunicazioni che emettono onde elettromagnetiche.”
Riguardo l’installazione nella Controneria l’11 di Maggio scorso nella Conferenza dei Servizi indetta dal Comune relativamente al Progetto presentato dalle Inwit e Tim spa , la Regione Toscana ha ritenuto carente la documentazione progettuale prodotta e un parere negativo è stato espresso anche dalle Autorità di bacino. Adesso a seguito della Determinazione n.68 del 16 maggio scorso emessa dal Comune , ci vorranno alcune settimane per avere delle risposte.
“Gli amministratori comunali che davvero vogliono governare e dare risposte alle giuste richieste dei propri amministrati , conclude Frigo, invece di aspettare proteste e lamentele, devono muoversi in anticipo, dotandosi del know-how e degli strumenti adatti che ho descritto. Da parte della popolazione , occorre porsi il problema, anche in vista del futuro, e fare pressione e sollecitare fortemente i propri amministratori a prendere l’iniziativa per dotare il proprio Comune al più presto possibile di un Piano Antenne valido, cosa che farò insieme al Circolo Fdi di Bagni di Lucca. Questo dovrebbe essere il prossimo scopo utile del comitato cittadino che si è costituito”.
Annamaria Frigo – Consigliere FDI
.....visto lo sfacelo in cui si trova Bagni di Lucca, direi che le antenne sono l'ultimo dei problemi.
anonimo - 26/05/2023 01:40Assi viari, Rifondazione C ...
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