• 1 commenti
  • 14/11/2023 12:21

La leggenda del Ponte del Diavolo

Il Ponte della Maddalena è comunemente identificato come "Ponte del Diavolo". Come molte altre imprese che ai coevi parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera, date le continue ed impetuose piene del fiume. Una sera preso dalla disperazione cominciò a pronunciare sacrilegi tali da evocare Satana. Allora il diavolo disse al capomastro che avrebbe completato lui stesso l'opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte; capo muratore accettò e la costruzione fu ultimata. Il capomastro, disperato per l'imminenza del pesante tributo al diavolo, corse dal parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogitò uno stratagemma: fece attraversare il ponte ad un cane. Il diavolo, infuriato per il gesto scaltro, lo prese e si buttò nelle acque del fiume senza mai più farsi rivedere. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre e che rappresenti il diavolo che ancora cerca l'anima del capocantiere. Si dice anche di poter osservare sul fondo del fiume il corpo pietrificato del povero animale. Lucida Mansi Un altro fatto che porterebbe una giustificazione ulteriore al nome che porta è la storia di Lucida Mansi. La nobildonna Lucchese era bella, prestante, potente, ricca e giovane con una tremenda paura della vecchiaia. Ella faceva di tutto per evitare l'avanzare dell'età: alchimie, viaggi alla ricerca di saggi, fonti mistiche ed altro per non invecchiare. Una mattina, nella sua residenza di Monsagrati a Pescaglia, scoprì che sul viso era apparsa una lieve ruga. In preda alla disperazione, cominciò a piangere ed urlare. La sera di quello stesso giorno Lucida o Lucilla mentre vagava nervosamente per le vie di Borgo a Mozzano (LU), passò presso il Ponte della Maddalena, allora ancora così conosciuto, dove ebbe un incontro con un bellissimo ragazzo il quale le propose trenta anni di giovinezza in cambio della propria anima. La sciagurata accettò. Così Lucida venne portata dal giovane sul punto più alto del Ponte, a quel punto il ragazzo prese le sembianze di Lucifero e staccò l'anima della nobildonna dal suo corpo, gettandola nel Serchio.

I commenti

Queste boiate sono invenzioni recenti, in particolare quella di Lucìda Mansi, che è stata elaborata per far pubblicità alle feste streghesche di Borgo a Mozzano. Mio nonno, classe 1906, non definiva mai la struttura "ponte del diavolo", bensì "ponte della Maddalena", che è il suo vero nome. Tra le altre cose, secondo la folle narrazione, Lucìda sarebbe stata prima a Monsagrati e poi, nello stesso giorno, a Borgo a Mozzano, ovvero a più di 20 Km di distanza e all'epoca il viaggetto andava fatto a piedi o a dorso di una cavalcatura su strade di montagna. Nessuna nobildonna avrebbe fatto una gita del genere senza un validissimo motivo.

Anonimo - 15/11/2023 01:47

Gli altri post della sezione