Kora dispersa nel Serchio da martedì: si cercano testimoni
Non solo un appello ...

Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce, nelle scorse settimane, una vasta frode legata ai bonus edilizi che ha avuto il suo epicentro anche nel territorio lucchese. L’indagine, coordinata dalla Procura di Lucca, ha fatto emergere un meccanismo ben organizzato che avrebbe generato crediti d’imposta fittizi per un valore superiore ai dieci milioni di euro. Cinque le persone finite sotto indagine, tra imprenditori e professionisti, accusate a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato e di false attestazioni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema si basava sulla promessa di ristrutturazioni edilizie “a costo zero”, sfruttando in modo improprio incentivi come il Superbonus e il Sismabonus. Ai proprietari degli immobili veniva prospettata la possibilità di eseguire lavori senza alcuna spesa diretta, grazie alla cessione dei crediti fiscali. In realtà, in molti casi, i lavori non venivano mai eseguiti oppure non avevano i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni previste dalla legge.
Un ruolo centrale lo avrebbero avuto due imprenditori, affiancati da tecnici e consulenti che redigevano documentazione apparentemente regolare, utile a far nascere crediti d’imposta che sulla carta risultavano validi, ma che nella sostanza erano privi di fondamento. Quei crediti venivano poi ceduti a terzi e trasformati in denaro, alimentando un circuito illecito che ha fruttato somme ingenti. In alcuni casi, le indagini hanno evidenziato l’uso distorto di procure e deleghe, con immobiliari e proprietari che si sono ritrovati coinvolti senza una piena consapevolezza di ciò che stava accadendo.
Le persone danneggiate sarebbero in gran parte cittadini stranieri, spesso attratti dall’idea di investire in immobili da ristrutturare in Italia contando sugli incentivi statali. Proprio le segnalazioni di alcuni di loro, che non vedevano partire i lavori promessi o scoprivano anomalie fiscali a loro nome, hanno contribuito a far scattare gli accertamenti. La Guardia di Finanza ha già disposto sequestri per un valore equivalente ai crediti contestati e l’inchiesta prosegue per chiarire l’intera rete di responsabilità.
Il caso riporta l’attenzione sui rischi legati all’uso disinvolto dei bonus edilizi: strumenti nati per rilanciare l’economia e il settore delle costruzioni, ma che in assenza di controlli rigorosi possono trasformarsi in terreno fertile per frodi complesse e dannose per le casse pubbliche.
Il bonus 110% è stata la più grande truffa dagli anni 2000.
Bastava un 80%, cosi che il cittadino era pur sempre interessato a risparmiare per pagare meno la sua quota del 20%. Cosi facendo, invece, il cittadino si è del tutto disinteressato del prezzo e si sono anche diffuse molte truffe.
Una zavorra creata dai 5 stelle ed avallata anche dai governi successivi, che noi ed i nostri figli ci porteremo sulle spalle.
Non solo un appello ...
Teoria e pratica. Dal 23 ...
È TEMPO DI CARNEVALFRAT ...
Circondata dall’affe ...
L accesso al pronto soccor ...
Il Coordinamento Nazionale ...
Se la sosta all ospedale S ...
Alessandro Salvini elett ...
Una due giorni, quella d ...
OVERTOURISM: RICERCA, 4 I ...
Ma possibile ? Sindaco , a ...
È incredibile come una co ...
Attenzione ai falsi SMS fi ...
PRIMO “FOCUS” SULLA M ...
Il Mar 10 Feb 2026, 08:47 ...
Al via i corsi brevi di ci ...
I discorsi a biscaro sciol ...
Da anni si ripete inascolt ...
Buttata in mezzo agli spal ...
GIORNATA INTERNAZIONALE DE ...