• 0 commenti
  • 17/01/2026 11:09

Dalla Garfagnana a Firenze: lo spettacolo sulla vita di Fosco Maraini al Goldoni

La figlia Dacia Maraini terrà un incontro incentrato sulla figura del padre
Dalla Garfagnana a Firenze: lo spettacolo sulla vita di Fosco Maraini al Goldoni
Il biopic teatrale “Il Gioco dell’Universo” e una mostra fotografica per raccontare la vita di un gigante del ‘900


FIRENZE - Da Firenze alla Garfagnana fino a raggiungere i confini più remoti del mondo, per tornare infine alle Alpi Apuane a vivere e riposare per l’eternità.

La storia di Fosco Maraini - il celebre antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta fiorentino - rivive oggi, a poco più di 20 anni dalla scomparsa, grazie ad un ambizioso progetto artistico interdisciplinare che vuole restituire al pubblico, attraverso la memoria di una figlia – la scrittrice, poetessa e saggista Dacia Maraini -, la storia di una delle più importanti personalità del panorama culturale italiano e internazionale legata alle nostre terre.

Martedì 17 febbraio il Testo delle Donne - storico gruppo teatrale di Firenze – realizzerà, in collaborazione con il Festival dell’Eccellenza al Femminile e il CAI Garfagnana, l’evento “Fosco Maraini. Il Gioco dell’Universo – Un padre e una figlia” al Teatro Goldoni di Firenze. Una serata dedicata a questo gigante del ‘900 che, come un moderno Ulisse, fu spinto da curiosità e desiderio di conoscenza ad una ricerca senza fine verso orizzonti sempre più lontani: nelle isole sperdute del mare del Giappone, sulle vette delle montagne del Tibet per poi approdare, dopo aver attraversato tutto il globo terracqueo, nella “selvaggia” Garfagnana dove ha deciso di vivere e di riposare per sempre.

L’evento si aprirà alle ore 17.30 con la mostra fotografica “Dal Giappone alla Garfagnana le montagne di Fosco Maraini”. Alle ore 18.30 si terrà quindi l’incontro introduttivo “Quello che so di mio padre” con Dacia Maraini, che farà da preludio allo spettacolo teatrale – previsto per le ore 20.30 - “Fosco Maraini. Il Gioco dell’Universo” con progetto, regia ed immagini di Consuelo Barilari ed interpretato da Manuela Kustermann, nei panni di Dacia, e Maximilian Nisi, in quelli di Fosco. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Dacia Maraini, edito da La Nave di Teseo, e liberamente ispirato anche al volume La 34^ Casa di Fosco Maraini” di Feliciano Ravera (Banca dell’Identità e della Memoria della Garfagnana). La drammaturgia è a cura della critica teatrale studiosa di Dacia Maraini Maria Dolores Pesce. Linda Kaiser ha consultato gli archivi fotografici di Fosco Maraini dalla Fondazione Alinari e dal Gabinetto Viesseux di Firenze che hanno gentilmente concesso l’utilizzo di oltre 150 foto per creare le video-scenografie dello spettacolo.

Si tratta di un dialogo serrato – spiega la regista Consuelo Barilari - tra un padre e una figlia, abitato dagli elementi dell’Universo, che ci racconta il legame tra un uomo straordinario e la natura, la terra, l’acqua, l’aria, le montagne, i continenti, gli amici, le case. Il gioco della bellezza terrena e del tormento dei sentimenti rivive attraverso il teatro e la fotografia, nelle parole, nelle immagini, nel ritmo, nel suono, dove l’altro è intimamente conosciuto e connesso, eppure sempre misterioso, vicino e lontano, come le cose che più nel profondo segnano l’esistenza. Lo spettacolo è Teatro della Memoria e si fonda su elementi materiali e naturali che testimoniano la sua vita in questa terra, sui racconti degli amici veri, le fotografie di paesaggi e sentieri, le case, il piccolo cimitero, la natura, dentro cui sarà possibile cercare i frammenti del suo Universo”.

È possibile acquistare i biglietti su TicketOne. Il link è il seguente: https://www.ticketone.it/artist/teatro-donne/il-gioco-delluniverso-3978420/

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

IL PROGETTO

L’intero progetto nasce nell'estate 2025 sulle Alpi Apuane, proprio in occasione dell'inizio dei lavori per la Casa della Memoria alla Pasquigliora – l’ultima dimora di Fosco Maraini, oggi museo , progetto voluto e sostenuto dalla Regione Toscana e dal Presidente Eugenio Giani , in collaborazione con il Sindaco del Comune di Molazzana Andrea Talani, il Sindaco del Comune di Castelnuovo di Garfagnana Andrea Tagliasacchi, le Associazioni della Garfagnana e una cordata di soggetti pubblici e privati interessati.

Lo spettacolo è stato presentato in anteprima nell'estate 2025 al Festival di Radicondoli, al Festival Mont'Alfonso Sotto le Stelle e, poche settimane fa, al Teatro Nazionale di Genova, con la presenza di Licia Colò come testimonial del progetto Fosco Maraini Casa della Memoria. Si tratta di un biopic con un impianto multimediale che porta in scena una drammaturgia ad intreccio - con fotografie, scritti, poesie, racconti, testimonianze - prodotto con il sostegno del Ministero della Cultura, attraverso fondi FSNV, dal Festival dell'Eccellenza al Femminile XXI edizione, dal Teatro Nazionale di Genova e in collaborazione con il Centro Drammaturgia delle Donne di Firenze.

L’evento servirà anche a parlare dell’ambizioso progetto di rilancio sulla casa di Fosco Maraini alla Pasquigliora, ceduta, nel 2021, dalla vedova di Fosco, Mieko Namiki Maraini, al Comune di Molazzana, con il contributo dell’Unione Comuni Garfagnana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Essa si trasformerà presto in Casa Museo e "Rifugio culturale" con un progetto promosso dallo stesso Comune di Molazzana grazie al sostegno della Regione Toscana e a un progetto museografico sulla sua eredità culturale, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Lucca.

La casa è il centro del Parco culturale "Le Apuane di Fosco Maraini" – inaugurato nel 2023 - dove sono stati realizzati sei itinerari escursionistici didattico-emozionali dal Gruppo Regionale Toscana del Club Alpino Italiano (C.A.I. Toscana). I sentieri, già percorribili, sono di diversa lunghezza e difficoltà, ed accompagnano il visitatore alla scoperta dei luoghi e della figura di Fosco Maraini. La loro realizzazione è stata possibile grazie ai fondi europei per lo sviluppo delle aree rurali "Progetto “Parco culturale le Apuane di Fosco Maraini”, PSR Toscana 2014-2022 Misura 19.2, Bando n.7, Operazione 7.6.2 “Riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale”, GAL Montagnappennino" e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

NOTA BIOGRAFICA

Fosco Maraini nacque a Firenze da Antonio Maraini, scultore, e da Yoi Crosse, scrittrice di origine polacca. Cresciuto in un ambiente intellettualmente stimolante, Maraini sviluppò fin da giovane un forte interesse per l'Oriente. Dopo aver completato gli studi in Scienze naturali e antropologiche all'Università di Firenze, nel 1934 si imbarcò sulla nave scuola Amerigo Vespucci come insegnante di inglese, visitando diverse regioni del Mediterraneo e dell'Oriente.

Maraini è noto per le sue ricerche etnologiche e antropologiche, e per i suoi straordinari libri sul Giappone. Nel 1937 partecipò a una spedizione in Tibet con l'orientalista Giuseppe Tucci, esperienza che influenzò profondamente la sua carriera. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Maraini e la sua famiglia furono internati in un campo di concentramento per la loro opposizione al regime fascista.

Dopo la guerra, continuò a viaggiare e a scrivere, pubblicando numerosi libri che esplorano le culture orientali e le sue esperienze di viaggio. Tra le sue opere più significative ci sono "Dren Giong. Appunti d'un viaggio nell'Hymàlaia" e "Chibetto - Lontano Tibet".

Fosco Maraini è ricordato come una figura poliedrica e un narratore appassionato, capace di immergersi in diverse culture e di trasmettere la sua curiosità e il suo amore per il mondo attraverso la scrittura e la fotografia. La sua eredità culturale continua a influenzare studiosi e viaggiatori.

Maraini morì nel 2004, ed è seppellito in un piccolo cimitero di montagna nel Comune di Molazzana in Garfagnana ad Alpe di Sant’Antonio. La sua vita e le sue opere rimangono un'importante testimonianza della curiosità umana e della ricerca di conoscenza lasciando un'impronta duratura nel panorama culturale italiano e internazionale.

Gli altri post della sezione