• 0 commenti
  • 14/04/2026 18:52

La rotatoria che sembrava impossibile

La rotatoria che sembrava impossibile e che oggi Lucca festeggia come una piccola rivoluzione Ci sarà un momento, mercoledì pomeriggio, in cui qualcuno si fermerà a guardare quella rotatoria e penserà: “Alla fine l’hanno fatta davvero”. Non è una frase da poco, perché lì per anni si è detto tutto e il contrario di tutto. Progetti annunciati, ipotesi, tavoli tecnici. Intanto il traffico restava quello di sempre: code, frenate, incastri. Poi, quasi senza rumore, qualcosa si è mosso. Oggi quell’incrocio tra via di Salicchi, Borgo Giannotti, viale Galilei e il ponte di Monte San Quirico è diventato un punto che funziona. Le auto scorrono, si distribuiscono, non si bloccano più come prima. Una cosa semplice, se la guardi adesso. Ma chi ci passava ogni giorno sa bene che semplice non lo è mai stata. La cosa quasi paradossale è che la rotatoria è già entrata nella vita dei cittadini da mesi. Nessun taglio del nastro, nessuna banda: solo utilizzo quotidiano. Gente che la prova, la misura, la giudica senza bisogno di discorsi. E il verdetto, silenzioso, è arrivato da solo: funziona. E allora l’inaugurazione diventa qualcosa di diverso. Non il momento in cui nasce l’opera, ma quello in cui la città si ferma un attimo a riconoscerla. Ci sarà gente, parecchia. Non tanto per la cerimonia, ma per quella sensazione strana – quasi incredula – di vedere risolto un problema che sembrava destinato a restare lì per sempre. Famiglie, residenti, curiosi. Persone che magari ci passano ogni giorno e che ora si ritrovano a festeggiare una rotatoria. Che detta così fa sorridere, ma in realtà racconta una storia precisa: quando un nodo resta irrisolto per anni, la sua soluzione pesa il doppio. La giunta guidata da Mario Pardini quel nodo lo ha preso e lo ha chiuso. Non a parole, ma nei fatti. Ed è proprio qui che sta il punto politico, quello che molti, sotto sotto, leggeranno tra le righe. Perché per anni la sinistra lucchese ha affrontato quel problema senza mai arrivare in fondo. Tentativi, passaggi, ma nessuna soluzione definitiva. Una gestione che si è fermata prima del traguardo, lasciando ai cittadini il disagio quotidiano. Questa volta, invece, l’approccio è stato diverso: decisione, tempi serrati, risultato. E il risultato oggi si vede, si percorre, si vive. È anche per questo che, tra la gente, il commento gira già così, senza troppi filtri: alla fine serviva qualcuno capace di chiudere davvero le cose. Qualcuno che trasformasse un’idea in un’opera finita. E qui il discorso si allarga, inevitabilmente. Perché interventi come questo, concreti, visibili, quotidiani, pesano. Non fanno rumore come i grandi annunci, ma restano. E quando arriverà il momento di tornare alle urne, sarà difficile ignorarli. Non basta una rotatoria a decidere un’elezione, sarebbe troppo facile dirlo. Ma è proprio da opere così, piccole solo in apparenza, che si costruisce un clima. Fiducia o sfiducia. Credibilità o stanchezza. E allora sì, tra chi mercoledì sarà lì – magari con un bicchiere in mano e un mezzo sorriso – c’è già chi lo pensa chiaramente: se questo è il metodo, se questa è la direzione, allora la partita delle prossime elezioni potrebbe essere meno aperta di quanto sembri. Il resto – la banda, il brindisi, le autorità – è contorno. La sostanza è tutta lì, nell’asfalto che gira e in una città che, almeno stavolta, non resta ferma.

Gli altri post della sezione

Universo parallelo

In tanti vedo lodano la Si ...

Aiuole distrutte

Fino a metà degli anni 90 ...

Aspettando che ceda

Via di tiglio sta cedendo ...

Campo di patate

Ormai si può dire che non ...

I buttadentro

la maleducazione, la prepo ...

Biglietto Verde Mura

Caro il biglietto per verd ...

CECI N’EST PAS UN BANC

CECI N’EST PAS UN BANC" ...

VERDEMURA 2026

VERDEMURA 2026 Appuntame ...