Geal, TAR e sindacati: ora il sindaco dica con chiarezza cosa intende fare
La sentenza del TAR Toscana ha respinto il ricorso del Comune di Lucca contro il diniego dell’Autorità Idrica Toscana sulla salvaguardia della gestione autonoma del servizio idrico, segnando un nuovo passaggio nella vicenda Geal-Gaia. In parallelo, le organizzazioni sindacali hanno denunciato un clima interno sempre più teso dentro Geal, con forti preoccupazioni per la gestione del personale e per l’assenza di una regia chiara nella fase di transizione.
---La domanda politica ormai è inevitabile---
Alla luce del nuovo stop arrivato dal TAR, il punto non è più soltanto cosa sia accaduto sul piano giudiziario, ma cosa intenda fare adesso il sindaco di Lucca. Il Comune ha sostenuto per anni una linea di difesa dell’autonomia di Geal, ha promosso ricorsi e ha rivendicato la necessità di tutelare un’azienda di cui controlla il 52% attraverso Lucca Holding, ma dopo l’ultima pronuncia serve una posizione pubblica chiara sulle prossime mosse.
Il sindaco Mario Pardini, nei mesi scorsi, aveva rivendicato una linea di “coerenza e responsabilità”, spiegando che la proroga tecnica di Geal serviva a garantire continuità del servizio, investimenti e definizione tariffaria senza forzature. Proprio per questo oggi è legittimo chiedere se quella linea resti ancora praticabile dopo la decisione del TAR oppure se l’amministrazione intenda aprire una nuova fase di confronto istituzionale con AIT, Gaia, sindacati e cittadinanza.
---Perché il sindaco non ha ancora preso posizione?---
La seconda domanda è ancora più delicata: perché, davanti a una sentenza così netta e a denunce sindacali così pesanti, il sindaco non ha ancora assunto una posizione politica pubblica altrettanto netta? Le sigle Filctem Cgil Lucca e Femca Cisl Toscana Nord hanno parlato di criticità gravi, di rapporti sindacali deteriorati e di iniziative aziendali contestate nella gestione del personale, in un contesto che definiscono sempre più teso.
Questo silenzio pesa ancora di più perché Geal non è una realtà marginale per Palazzo Orsetti: il Comune ne controlla la maggioranza, pari al 52%, e quindi non può limitarsi a osservare gli eventi come se riguardassero un soggetto estraneo. Se i lavoratori denunciano confusione, pressioni e assenza di governo nella fase più delicata della vicenda, una risposta istituzionale non dovrebbe essere opzionale, ma doverosa.
---Un chiarimento dovuto alla città---
La città ha diritto di sapere almeno tre cose: se il Comune intende proseguire ancora sul terreno del contenzioso, a questo punto sconsigliato e molto pericoloso; quale sia la posizione ufficiale del sindaco sul passaggio da Geal a Gaia; e quali garanzie concrete voglia pretendere per lavoratori, servizio e utenti in questa fase di incertezza. Senza queste risposte, il rischio è che la vicenda continui a trascinarsi tra atti amministrativi, pronunce giudiziarie e tensioni interne, mentre a pagare il prezzo più alto restano i dipendenti e i cittadini.
---La questione non può più essere rinviata---
Non basta più richiamare la complessità tecnica del dossier. Dopo il pronunciamento del TAR e dopo l’allarme lanciato dai sindacati, il nodo è diventato pienamente politico e amministrativo. Per questo una presa di posizione ufficiale del sindaco non sarebbe un gesto polemico, ma un atto di responsabilità verso una società partecipata dal Comune, verso i lavoratori che chiedono certezze e verso una comunità che da troppo tempo assiste a una vicenda senza un punto fermo.