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  • 05/06/2026 19:20

Nucleare? Per sempre sì! Grazie.



Ieri la Camera ha approvato la delega per il ritorno del nucleare in Italia. È una soddisfazione per me, per il nostro professore Giuseppe Zollino e per tutta Azione. Non perché amiamo dire “ve l’avevamo detto” ma perché questa è una battaglia che portiamo avanti dal 2019, quando era impopolare, quando conveniva stare zitti, quando ci prendevano per matti.


Quando abbiamo fondato Azione, il nucleare era un tabù. Bastava nominarlo per essere accusati di essere contro l’ambiente o al soldo di qualche lobby.


Nel frattempo, l’Italia faceva una cosa abbastanza surreale: dopo aver inopinatamente chiuso le proprie centrali, continuava a comprare energia nucleare dalla Francia, sia attraverso l'interconnessione diretta, sia attraverso la Svizzera, arrivando a coprire sino al 15% della domanda elettrica. Una ipocrisia colossale, tollerata per decenni senza che nessuno avesse il coraggio di dirlo ad alta voce.


La nostra posizione è sempre stata semplice: non esiste nessuna contrapposizione tra nucleare e rinnovabili. È una discussione ideologica, alimentata dai professionisti della propaganda, che non interessa a nessuno che ragioni con la testa. Le rinnovabili vanno sviluppate il più velocemente possibile nella giusta quantità che consenta la migliore integrazione con il nucleare.


Infatti, nessun grande Paese industriale al mondo sta costruendo il proprio futuro energetico immaginando di vivere solo di sole e vento che sono intermittenti, stagionali e ad altissimo consumo di suolo.


Tutti investono contemporaneamente in rinnovabili, reti, accumuli e nucleare. Tutti tranne noi e la Germania, che, per i pessimi risultati raggiunti nonostante 200 GW di solare ed eolico (le bollette più care d'Europa con emissioni 10 volte maggiori della Francia), è un esempio da non imitare.


Nel 2022 abbiamo presentato il Piano Nucleare di Azione 


Nel 2023 abbiamo portato in Parlamento la mozione “Nucleare, sì grazie”.


Nel 2024 abbiamo contribuito a lanciare una proposta di legge di iniziativa popolare: 72.000 cittadini hanno firmato in pochissimi giorni. Ci siamo sentiti dire di tutto - impossibile, follia, tecnologia del passato.


Ieri il Parlamento ha approvato una delega che rimette il nucleare dentro la strategia energetica nazionale. Avevamo, tutti insieme, visto giusto.


Detto questo: attenzione a festeggiare troppo. La delega approvata ieri non costruisce una centrale. Non abbassa le bollette. Non risolve la nostra dipendenza energetica. È un primo passo - importante, ma solo un primo passo.


Adesso viene la parte difficile. Bisogna trasformare una scelta politica in una politica industriale: tempi certi, competenze da ricostruire, ingegneri e ricercatori da formare, tecnologie e investimenti da definire. E soprattutto bisogna evitare che questa delega diventi l’ennesimo annuncio destinato a finire in un cassetto - cosa che in Italia sappiamo fare benissimo.


Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: sostenere tutto ciò che serve per riportare l’Italia tra i grandi Paesi industriali europei e criticare senza sconti tutto ciò che rischia di svuotare o rallentare questo percorso.


Il punto non è avere ragione. Il punto è garantire ai nostri figli un Paese più competitivo, più indipendente e più pulito di quello che abbiamo trovato. Ieri il Parlamento ha riaperto una porta chiusa da quarant’anni. Adesso bisogna avere il coraggio di attraversarla -  senza slogan e senza perdere altro tempo.


Nucleare? Per sempre sì. Grazie.


Carlo  Calenda

I commenti

Se studia bene a fondo la cosa, realizzerà che anche a 'soldi' i conti non tornano, realtà politicamente sconveniente da rendere pubblica (e continuate a votarli, io NO).
Fare una centrale nucleare oggi rende solo a chi la costruisce e chi la gestisce, mettendo una grave ipoteca che dovranno pagare i vostri nipoti (io non ho figli ne nipoti), nipoti che, quando realizzeranno, malediranno i nonni.
Per la cronica, oggi anche le 'scorie' radioattive degli ospedali non hanno sede definitiva, figuriamoci le scorie delle centrali nucleari, che tra l'altro, scrivono, come edifici hanno vita assai breve. Necessari dieci anni a costruirle, per durarne una trentina (quando va bene), lo smantellamento è a carico dello Stato e il costo di mantenimento delle scorie, praticamente in eterno, quindi TASSE eterne, per quella centrale ormai demolita da secoli, sulla testa dei vostri nipoti (questo non ve lo dicono MAI), e questo perchè? Per la VOSTRA aria condizionata, messa a palla????.
Quei soldi molto opportuno metterli nella ricerca e costruzione di centrali a fusione nucleare, che non hanno 'strascichi' di sorta nei millenni a venire, funzionando con semplice idrogeno e suoi isotopi. Notizia di questi giorni è che le centrali a fusione nucleare sperimentali sono in avanzato stato di sviluppo.

... - 06/06/2026 11:23

Belle parole poi le scorie le portiamo nel tuo salotto, oppure se c'è una perdita di radiazioni ci vai te e i tuoi cari a cercare di fermarle. La sciamo stare le cose che non si possono controllare specialmente se poi le conseguenze sono. In merito al nucleare degli altri paesi sai quante prostitute ci sono in giro per fare soldi, mandaci anche le donne della tua famiglia per avere maggiori guadagni oppure vista la richiesta puoi andare anche te sul viale a fare soldi.
La crescita economica non sempre va d'accordo con la vita che tutti vorremmo.

Pietro - 06/06/2026 08:14

A Lucca c'è l'acqua e la zona di pianura non ha alta sismicità. Possibile farci una centrale nucleare?

Anonimo - 06/06/2026 01:49

dipende da cosa si pensa sia meglio la salute o i soldi

marco - 06/06/2026 00:25

Le mezze verità sono le migliori bugie, e scrivono, spesso considerate le bugie più pericolose.
berlinomagazine.com - 19 marzo 2026 - Merz ribadisce: “La Germania non tornerà al nucleare” - Il prezzo del petrolio è in crescita, ma la Germania ribadisce che non ritornerà al nucleare (...)

... - 05/06/2026 20:03

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