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  • 19/07/2026 09:16

Ingresso di Ristogest nel progetto di riqualificazione della Manifattura

Ingresso di Ristogest nel progetto di riqualificazione della Manifattura Sud. Rifondazione Comunista: non si sacrifichi ancora uno spazio pubblico sull'altare degli interessi privati.

Apprendiamo dalla stampa che i soggetti coinvolti nel progetto di riqualificazione della Manifattura Tabacchi Sud, con Polimea in primo piano, intenderebbero aumentare il peso delle attività commerciali dedicate alla somministrazione, anche attraverso l'ingresso della società Ristogest.
Se quanto riportato corrispondesse al vero, ci troveremmo di fronte a un ulteriore rafforzamento del ruolo dei soggetti privati nella gestione e nella fruizione degli spazi della Manifattura. Soggetti che, per loro natura, perseguono interessi economici spesso divergenti con l'interesse generale della cittadinanza.
Ci chiediamo quindi se questo non rappresenti il primo passo verso un modello di gestione sempre più orientato al profitto, con il rischio di limitare progressivamente la funzione pubblica della Manifattura e di allontanare cittadini e cittadine da uno spazio che dovrebbe rimanere patrimonio della collettività.
Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista guardiamo con preoccupazione a queste prospettive e chiediamo che sia fatta piena chiarezza, sia da parte delle società coinvolte sia da parte dell'Amministrazione comunale.
Servono rassicurazioni concrete, regole chiare e limiti ben definiti affinché la Manifattura Tabacchi non venga trasformata nell'ennesimo luogo in cui prevalgono gli interessi privati a discapito dell'interesse pubblico. Lucca ha bisogno di spazi realmente pubblici, aperti, accessibili e a disposizione di chi la città la vive e la abita ogni giorno.

Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista

I commenti

Ripeto le solite cose da anni. I vari consigli comunali di Lucca, dai tempi di Favilla, con maggioranze di tutti i colori (mandati Favilla, Tambellini 1, Tambellini 2 e Pardini), mai hanno rimesso in discussione quanto stabilito fin dai tempi del PIUSS (mi pare si chiamasse così, l'assessore era Bedini). Era stabilito che Manifattura Nord la si restaurasse a suon di soldi pubblici, mentre nella Sud sarebbero dovuti intervenire i privati. A parte le ipotesi fantasiose, con tanto di evocazione di Paul Mc Cartney, il primo progetto con i soldi alle spalle è stato quello Fondazione/COIMA. Tale progetto è stato affossato perché a Lucca c'era chi aveva conti da regolare con la Fondazione CRL. Che poi, per sabotare quel progetto, si siano fatte le poesie sulle presunte speculazioni ai danni degli interessi pubblici, questo fa parte del fumo da sparare negli occhi ai babbei che ci credono. Il progetto attuale, l'unico esistente su piazza, è proposto dai privati e questo secondo quanto stabilito da chi governa o ha governato Lucca. Per altro è anche stato promosso da alcuni di quelli che hanno sabotato COIMA/Fondazione. I privati, per mettere assieme i soldi per restaurare un rudere immenso, devono trovare chi investe e chi investe deve guadagnarci. Per cui, sia COIMA, sia qualcun altro, sempre lì si casca, ovvero l'operazione deve essere un buon investimento. Io sono quello del "ruderone e del piccone" e come sarei stato felice se COIMA avesse rifatto la Manifattura, altrettanto lo sarò se ce la faranno questi qui, che come COIMA devono trovare i soldi. Nel caso del progetto precedente, nel gruppo di investitori c'era la Fondazione CRL e questo costituiva una garanzia per la città. Nulla toglie però che questo progetto non possa essere migliore, sia pure più rischioso per la città, perché privo di un garante ed investitore locale. Se no si può sempre cambiare quanto fin qui stabilito dal Consiglio Comunale e procedere al restauro con soli soldi pubblici. Visto però l'esito disastroso del lavoro in Manifattura Nord ci sarebbe da farsi tremare le vene ai polsi in caso di restauro fatto dal Comune!! Se si restaura un immobile a cura di un ente pubblico si deve stabilire prima, in modo molto, molto, molto chiaro cosa si voglia farci e per quali motivi. Le famose definizioni "spazi sociali" o "spazi polivalenti per attività sociali e culturali" sono formule che coprono la totale assenza di idee e di chiarezza di percorso. Per cui se il proprietario pubblico sa che lì ci si farà una scuola, una università, una galera, un palazzo di giustizia, un museo vero (quello in cui si sa già cosa sarà esposto), ecc., allora il restauro procederà più o meno bene, ma arriverà in porto, ma se si deve andare alla cieca come per Manifattura Nord o Palazzo Guinigi, allora il disastro è dietro l'angolo.

Anonimo - 20/07/2026 02:10

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