JULIAN SCHNABEL OSPITE AL LUCCA FILM FESTIVAL 2026 XXII edizione
JULIAN SCHNABEL OSPITE AL ...

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PARCHI URBANI: QUANTO RAFFRESCANO DAVVERO LE CITTÀ?
L'articolo “Quantifying the benefits of parks for mitigating heat, air and noise pollution to inform climate-resilient planning” di Khalili et al. (https://doi.org/10.1016/j.cacint.2026.100407, 2026) analizza in modo integrato il ruolo dei parchi urbani nella mitigazione del calore, dell'inquinamento atmosferico e del rumore, con l'obiettivo di fornire indicazioni operative per la pianificazione urbana resiliente al cambiamento climatico. Lo studio è stato condotto a Stoke Park (Guildford, Regno Unito) mediante monitoraggio mobile ad alta frequenza durante l'estate, confrontando il parco con le aree urbane circostanti.
I risultati mostrano che il parco esercita un chiaro effetto di raffrescamento. La temperatura dell'aria risulta mediamente inferiore di circa 1,9 °C rispetto alle aree edificate e aumenta di circa 0,5 °C ogni 100 metri allontanandosi dal bordo del parco verso il tessuto urbano. All'interno del parco, invece, la temperatura diminuisce progressivamente procedendo verso il centro. Questo conferma l'esistenza di una “Park Cool Island”, ossia un'isola di raffrescamento generata dalla vegetazione e dai processi di evapotraspirazione.
Per quanto riguarda la qualità dell'aria, i risultati sono più complessi. Le concentrazioni di CO₂ risultano significativamente inferiori nel parco, mentre per il particolato (PM₁₀, PM₂.₅ e PM₁) non emergono differenze statisticamente significative tra parco e area urbana. Tuttavia, l'analisi spaziale evidenzia gradienti locali, soprattutto nelle ore serali, con riduzioni di PM₁₀ fino a circa 0,6 μg/m³ ogni 100 metri procedendo verso il cuore del parco. Gli autori sottolineano che gli effetti della vegetazione sul particolato dipendono fortemente dalle condizioni meteorologiche, dalla turbolenza atmosferica e dalla vicinanza delle sorgenti emissive.
Un altro risultato rilevante riguarda il comfort termico. Le aree ombreggiate dagli alberi mostrano benefici nettamente superiori rispetto alle superfici erbose aperte. Gli indici PET e UTCI (PET - Physiological Equivalent Temperature e UTCI -Universal Thermal Climate Index) sono due dei più importanti indici bioclimatici utilizzati per valutare come il corpo umano percepisce realmente il clima e lo stress termico all'aperto.) indicano riduzioni fino al 29% dello stress termico sotto copertura arborea, con differenze di oltre 8 °C di PET rispetto alle aree urbanizzate nelle ore più calde della giornata. La copertura arborea risulta quindi molto più efficace del semplice prato nel migliorare il comfort dei fruitori.
Anche il rumore viene significativamente attenuato. I livelli sonori diminuiscono di circa 3,4–5,4 dB ogni 100 metri di distanza dalle strade, grazie all'effetto combinato della vegetazione, della morfologia del terreno e delle superfici permeabili presenti nel parco.
L'aspetto più innovativo dello studio non è tanto la dimostrazione che i parchi raffrescano o attenuano il rumore — risultati già noti in letteratura — quanto la quantificazione dei benefici in funzione della distanza. Questo approccio produce informazioni direttamente utilizzabili da urbanisti, paesaggisti e amministrazioni pubbliche. Lo studio mostra inoltre che i servizi ecosistemici non vengono forniti in modo uniforme: il raffrescamento è robusto e diffuso, mentre i benefici sulla qualità dell'aria sono più variabili e dipendono dal momento della giornata e dalla tipologia di inquinante.
Dal punto di vista progettuale emerge un messaggio molto chiaro: non basta aumentare la superficie verde, ma è fondamentale progettare parchi con adeguata copertura arborea, percorsi collocati nelle zone più fresche e una configurazione spaziale che massimizzi la permanenza degli utenti nelle aree interne, lontano dai margini stradali. Lo studio rafforza quindi la visione dei parchi urbani come vere e proprie infrastrutture climatiche, capaci di contribuire simultaneamente all'adattamento ai cambiamenti climatici, alla salute pubblica e alla qualità della vita urbana
Oh Pietro, le uova al tegamino te le puoi mangiare accompagnate dal consueto fiascone di vino!! La temperatura che si può e si deve utilizzare come parametro è proprio quella all'ombra e si può usare la media, ma anche la massima (come quelle che ho indicato io) o la minima. Questo lo dice la scienza ed in particolare quelle scienze che si chiamano meteorologia e climatologia. Le ripeto che piantare alberi va bene, ma gli alberi non fanno calare la temperatura di 10 C. Se poi vogliamo scendere sul piano pratico diciamo che in una città come Lucca, per vivere meglio ed evitare di avere l'aria condizionata sempre a palla sarebbe necessario:
1. Rifare tutti i tetti del centro isolando le soffitte con materiali adatti (molto costosi) da porsi sotto le tegole. Altro nel centro non si può fare per non alterare le architetture storiche
2. Fare la stessa cosa per tutti gli altri tetti fuori dal centro
3. Demolire le architetture degli anni 50 - 2000 perché fatte con materiali che riscaldano le case
4. Costruire case nuove con materiali isolanti e fare tetti apribili sopra le camere protetti da retini; Lucca ha fortissima escursione termica, per cui le notti sopra 20 C sono rare ed il tetto aperto permetterebbe di raffreddare le case
5. Rinaturalizzare tutte le superfici possibili (ovvero rimuovere asfalti e pietre per mettere al loro posto l'erba. Per esempio dovrebbe sparire il piazzalone delle Tagliate, che restituisce molto calore
6. Piantare i famosi alberi lungo le strade, ma per avere alberi frondosi che facciano ombra in pochi anni occorrerebbe
- Sfare i marciapiedi e mettere terra fertile al posto delle schifezze che ci sono ora
- Avere impianti di irrigazione
- Potare in modo razionale
- Accettare come effetti collaterali tollerabili
A) Rami che cadono
B) Alberi che cadono
C) Foglie da rimuovere in grandi quantità
D) Canali di scolo dei tetti ostruiti dalle foglie e da ripulire a carico dei proprietari
E) Cantine avvolte dalle radici e quindi con muri gonfi di umidità
Insomma ci vorrebbero molti soldi e un cambio di mentalità. Le assicuro, avendo lavorato nel verde pubblico a Lucca, che c'è pieno di gente che si lamenta di continuo per i "problemi" causati dagli alberi. In ogni caso la temperatura non calerebbe di dieci gradi (chimera), ma di un grado, massimo un grado e mezzo. Questo per essere onesti.
Ragazzi, siamo seri! La nostra è la città del mostro di cemento di San Concordio, del parco urbano delle mura degradato a location fieristica, delle rotatorie… Ma siamo seri!
Anonimo - 20/06/2026 19:41
naviglireloading.eu settembre 2020 - Verso la sostenibilità ambientale e sociale: Utrecht riapre il suo canale cittadino (...)
... - 20/06/2026 15:23
Scrivere che l’ombra degli alberi non rende più vivibili intere aree e quartieri con temperature al suolo localmente inferiori e utilizzare la temperatura media all’ombra come parametro universale mi sembra alquanto ingenuo, per non usare termini offensivi contro chi si inventa strani giri di parole per non è ben chiaro quale scopo.
Anonimo - 20/06/2026 12:48
Siccome la temperatura dell'aria si misura all'ombra, Lei viene di fronte a casa mia, alle 14.oggi oggi con due uova al tegamino che mette sul lastrico...e mentre Lei guarda le uova, si osserva se la sua pelle la temperatura la misura 'all'ombra'.
Ahr! Ahr! Ahr!
La temperatura dell'aria si misura all'ombra, per cui la temperatura sotto l'ombra degli alberi è quella reale, mentre quella presa al sole non ha alcun valore statistico. Le città sono isole di calore perché hanno molte superfici coperte da asfalto e cemento, ma a Lucca la cosa è relativa, perché Lucca ha molte superfici naturali e non è una città compatta. Vediamo le massime del 19 giugno 2026. Orto Botanico 36.1, Santa Margherita (tra la vecchia uscita autostradale e l'aeroporto di Tassignano) 35.9, Montecarlo 36.4, Chifenti di Borgo a Mozzano 34.3. Come vede sul Pian di Lucca Montecarlo è più calda del centro della città. Chifenti con 34.4. è un grado e sette più "fresca" di Lucca, ma 0.6 gradi circa vanno tolti per via dell'altitudine maggiore (la temperatura cala di 0.7 circa ogni 100 m di quota), per cui Chifenti, che è in mezzo agli alberi ha avuto solo un grado meno del centro di Lucca. Ottimo dunque avere gli alberi perché sono belli, distendono i nervi e fanno ombra evitando a chi deve camminare di beccarsi il sole sul cranio, ma pensare di far calare la temperatura di dieci gradi grazie agli alberi è credere ad una cosa impossibile.
Anonimo - 20/06/2026 05:08
Poi gli odiatori di alberi nella sauna ci vanno anco a pago, loro preferiscono i 67 gradi così posson cambiare godendo anco le loro gomme mettendo le C4. 'Un ha presente che goduria al barino...
Brum brum!
Si fa presto a dire: "alberi". Bisogna piantarli, poi bisogna innaffiarli, bisogna curarli… Qui a Lucca non abbiamo le competenze tecniche, il know-how, il personale. Insomma: è fantascienza, una soluzione adatta a società ben più evolute della nostra.
Anonimo - 19/06/2026 20:08JULIAN SCHNABEL OSPITE AL ...
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