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  • 13/08/2026 11:40

La Manifattura Tabacchi , la Cucirini Cantoni Coates e il futuro della città di Lucca .

La Manifattura Tabacchi , la Cucirini Cantoni Coates e il futuro della città di Lucca .
 
di Umberto Franchi
 
L’amministrazione del Comune di Lucca sta per arrivare a fine mandato e a mio parere quello che è mancato e che manca all’Amministrazione Pardini ,  è soprattutto  la visione di un progetto urbanistico ed ambientale per la città . L’amministrazione di destra non ha mai elaborato un vero  “piano organico” del territorio interno ed esterno alla cerchia muraria… con  particolare riferimento alla salvaguardia dell’ambiente e salute dei cittadini  ed  anzi Piano di gestione del Territorio che la Giunta approvò  nel 2024, anziché realizzare l’obiettivo del consumo di suolo zero ridisegnando un futuro sostenibile per la città , l’amministrazione    si è invece caratterizzata per essere tutta “sparata” nella cementificazione stradale , senza avere nessuna idea finalizzata a deviare il traffico su rotaia.
 
  La Giunta Pardini ha dimostrato gravi carenze  anche  nella definizione di un Piano di recupero Urbano a partire dalle centinaia di abitazioni vuote presenti in città all’interno ed esterno delle cerchia delle mura urbane, circa il 28%  del totale degli appartamenti esistenti.  Mi sembra veramente cosa insignificante quello che è stato fatto come a S. Vito,   rispetto sia agli spazi pubblici e quelli privati vuoti, presenti in città e nella periferia .
 
 Ma la carenza  a mio parere ancor più grave della Amministrazione Pardini riguarda  soprattutto il mancato recupero e valorizzazione dei suoi siti ex industriali , prima tra tutte  l’ex manifattura , che  per  20 anni ha visto   inutili tentativi da parte delle diverse Amministrazioni di Centrodestra e Centrosinistra.
 
Voglio qui ricordare che come Comitato per il recupero sociale e salvaguardia del bene comune “Manifattura Tabacchi”, durante l’amministrazione di Tambellini , raccogliemmo 1440 firme certificate di cittadini lucches,i al fine di aprire un percorso partecipato  coinvolgendo le popolazioni e i Comitati, cosa che non avvenne con Tambellini e non è avvenuta nemmeno  con la Giunta Pardini. Oggi l’amministrazione di Centrodestra ritiene di dover disdire un possibile accordo con privati come il  “Progetto  Polimea” , in quanto nell’ accordo si stabiliva  una prospettiva che prevedeva ulteriori possibilità di modifiche , recensione e disdetta del medesimo, quindi si  paventava (come avevo già intuito e scritto in un altro articolo) una  mera operazione immobiliare ed una nuova prospettiva speculativa.   Certamente nessuna amministrazione pubblica può fare accordi con la clausola capestro, che possono essere modificati  o recessi, ma la cosa poteva essere evitata attraverso un percorso partecipato dal basso.
 
 Ma intorno nostra  città  vi sono altre aziende dismesse in modo vergognoso  come la Cucirini Cantoni Coates e abbandonate a se stesse.
 
Con questo mio scritto voglio anche e soprattutto parlare della ex  C.C.C. , che alla pari della Manifattura Tabacchi,  è uno Stabilimento, che  avuto un ruolo centrale nella vita collettiva  di Lucca e del suo territorio, scrivendo la storia della civiltà lucchese.
 
 La Cucirini Cantoni Coates è stata una azienda che ha occupato fino a 3.600 dipendenti che ha segnato  una memoria storica soprattutto su cosa sono state le lotte operaie in quel periodo (chiamato “il 68”) che in Italia e a Lucca è durato circa 15 anni.
 
Ora a mio parere non è soltanto  la vicenda Manifattura Sud che imprime una ferita nel profondo  della nostra collettività, ma anche la C.C.C.  e penso che dovrebbero essere entrambe  recuperate nell’ambito delle politiche rigenerative,  Sociali, Culturali, ricreative.
 
La Cucirini Cantoni Coates, azienda in località Acquacalda, a circa un km dal centro città, come la Manifattura Tabacchi, è un vecchio opificio tessile nato nel lontano 1910: fu chiusa progressivamente e  definitivamente nel 2007. A Mio parere ci sono state anche delle carenze sindacali … è mancata una vera lotta capace di coinvolgere tutte le Istituzioni, forze politiche e sociali, nonché la popolazione ,per cercare di salvarla o almeno di trasformarla riconvertendola  in altre attività aggiuntive o sostitutive.
 
La Cantoni, che a metà degli anni 70 aveva raggiunto il tetto massimo di 3.600 lavoratori.  A partire dal 1968 e per tutti gli anni 70, in Italia,  era all’avanguardia delle lotte operaie assieme alla Pirelli Bicocca e Fiat.  Agli inizi del 1969 è stata la seconda fabbrica in Italia, dopo la Pirelli Bicocca di Milano, a fare riconoscere il Consiglio di Fabbrica con i rappresentanti  dei lavoratori, delle varie linee e gruppi “omogeni” esistenti all’interno  dell’azienda. 
 
Alla Cucirini Cantoni Coates di Lucca grazie agli scioperi e alla conflittualità permanente negli anni 70 non solo furono migliorate le condizioni economiche, normative e professionali dei dipendenti, ma si contrattavano anche gli organici di linea necessari, i tempi di lavoro in base alle lavorazioni svolte, la prevenzione della salute, gli orari di lavoro, la qualità e quantità degli investimenti,  i diritti e i poteri… fino a promuovere convegni di produzioni diversificate  e di sviluppo con idee nuove per la fabbrica e per tutta la realtà del Territorio che essa rappresentava...
 
Quando gli operai (a maggioranza donne) in corteo dall’Acquacalda raggiungevano – assieme a quelli della Manifattura ed altre aziende – piazza San Michele, avevano la solidarietà di tutti i negozianti che abbassavano le saracinesche perché sapevano che lo sviluppo della città e del commercio era strettamente legato a quello della condizione operaia di quelle aziende .
 
A chi personalmente , come il sottoscritto, ha partecipato agli scioperi e ai picchettaggi davanti i cancelli  di quella fabbrica , fa veramente tristezza vedere come  lo stabilimento con la sua alta ciminiera sia diventato un rudere abbandonato a se stesso... un cimitero (presto potrebbe cadere anche la ciminiera)  come appare dalla foto.
 
Oggi al di la di quello che potevamo fare e non è stato fatto, occorre una Amministrazione all’altezza dei tempi che viviamo ,   con una visione alternativa di progresso nel futuro, mantenendone la sua “anima” la sua storia.
 
Serve una Amministrazione   che consideri quei 60.000 metri quadrati dell’area dell’ex Cucirini Cantoni Coates come un bene comune da non disperdere ma  utilizzare e rivalorizzare.
 
Credo che da tempo una amministrazione comunale seria avrebbe dovuto acquistare  lo stabile  al prezzo simbolico di 1 euro (visto che il rudere è abbandonato dalla sua proprietà inglese) per destinarlo alla costruzione di un Polo che veda una crescita della nostra città attraverso la rigenerazione sia della Manifattura Tabacchi che la Cucirini Cantoni Coates . Ciò attraverso:
 
§  Un museo del lavoro e di ciò che è stata la Cantoni a Lucca attraverso macchinari di archeologia industriale ancora esistenti e con la digitalizzazione della storia contrattuale e fotografica;
 
§  Un Polo culturale che veda al suo interno spazi per l’arte, la musica, il cinema, il teatro, librerie;
 
§  Un apposito gruppo di lavoro per la promozione di eventi culturali;
 
§  La costituzione di un polo riguardante la formazione, gli spazi giovani con concerti, attività ricreative;
 
§    la diffusione della  creatività artistica ed artigianale.
 
A Lucca è sempre mancata un’amministrazione (di centrodestra o centrosinistra) in grado di avere una capacità  di elaborazione,  con una visione politica del futuro della nostra città in grado di  sviluppare un’urbanizzazione rigenerativa dell’esistente, nonché capace di raccogliere e amplificare memoria sulla cultura, l’arte, la musica, i servizi, ambiente e soprattutto il lavoro.
 
Ciò vale sia per la Manifattura che per la Cantoni.
 
È fortemente necessaria una svolta cambiando nel profondo la realtà odierna,  legando le problematiche sociali, quelle del lavoro alla qualità del territorio, alla rigenerazione urbana alla svolta culturale con il mantenimento della memoria storica.
 
Sono problematiche che  non hanno mai visto amministratori all’altezza.
 
Oggi  occorre  avere idee all’altezza dei tempi che viviamo e che  invece sono sempre state demandate a soggetti privati esterni all’Amministrazione Pubblica o delegate alla Fondazione CR, con finalità quasi sempre speculative.
 
Serve quindi una Svolta politica e sociale, con la partecipazione dal basso con i Comitati per l’ambiente e la difesa del territorio ma anche con tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ad una visione reale di cambiamento, adoperandosi da subito con gli esperti (architetti,  ingegneri , progettisti, operatori culturali, Belle Arti) al fine di aprire un vero  confronto e processo partecipativo sulle cose da fare anche per la Cucirini Cantoni Coates, per il bene dei  cittadini, e per la nostra città di Lucca.
 

Umberto Franchi già dirigente sindacale CGIL – 13  agosto 2026

I commenti

Che in Italia sia difficile far soldi con l'edilizia è evidente; se così non fosse ci sarebbero mille progetti in coda per spazi come le Officine Lenzi, Molino ex Pardini e Cantoni.

Anonimo - 15/08/2026 04:16

Che Paese l'Italia.
Pieno fino alle cime di Gatto & Volpe, e naturalmente una marea di pinocchi, e naturalmente a loro insaputa!
Business edilizio in Italia, così ad occhiometro, ha i giorni, anzi direi le ore contate.
Un appartemento di cento metri quadri, nel 'bosco verticale a Milano a 2milioni, ma anche 8-10milioni.
Vedrete che file a volerli comprare! Hai voglia!
Sto dietro, sognando il buen ritiro, dal '96, ad una casa in vendita da almeno quell'anno 1996, assolutamente vuota per trenta anni e più, chissà anche se 'nuova' gli impianti trent'anni e più inutilizzati!
A volte mi viene spontaneo pensare, aspetta me che faccia soldi!
Comunque oh, sognare 'un gosta nulla!
I sogni son desideri
Di felicità
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità
Se hai fede chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà
Fonte: Musixmatch

.... - 14/08/2026 13:23

Caro Signor Franchi

Grazie per aver citato la C.C.C.il mio babbo ci lavorava e anche tante amiche della mia mamma, mi piange il cuore a vederla così e invece potrebbe davvero diventare un posto bellissimo come lei suggerisce.
Speriamo qualcuno la ascolti e che qualcuno si adoperi.
Grazie

Anonimo - 14/08/2026 12:29

A parte il fatto che era Coats e non "Coates". A parte questo, caro Franchi, mi risulta che i capannoni ex Cantoni siano di proprietà privata, mentre la ex Manifattura Tabacchi è di proprietà pubblica. Per cui, per restaurare la CCC è necessario aprire un confronto con i proprietari, oppure che il Comune si compri tutto l'immobile, cosa che certo ai suddetti proprietari farebbe letteralmente toccare il cielo con un dito per l'inusitato colpo di culo. Ora, caro Franchi, spero che Lei si renda conto del fatto che se il Comune è incapace di restaurare immobili come Manifattura ed ex Caserma Lorenzini (buchi nel tetto!!), ci mancherebbe solo che comprassero anche la Cantoni. Per cui e concludendo l'unica via per il restauro è parlare con i proprietari e costruire le condizioni urbanistiche per cui dal restauro possano guadagnarci; in caso contrario, se non ci guadagnano, non restaureranno. Quanto al ruderone pubblico, ovvero la Manifattura, fino ad oggi l'impostazione decisa e ribadita dal Consiglio Comunale è che in Manifattura Sud si debbano trovare partner privati. Per me, in assenza di una STU come fu la "Polis", questa prospettiva è una chimera. O meglio, l'ipotesi Fondazione/Coima sarebbe stata forse l'unica possibile, ma è stata impallinata a dovere. Per cui ora siamo di fronte ad un trivio:

1. Si insiste a cercare un partner privato. In tal caso il ruderone crollerà
2. Si vende Manifattura Sud e forse chi la compra la restaura; ma la cosa non è sicura, basta vedere l'ex Distretto Militare di Corso Garibaldi, che è privato, dove sarebbe dovuto sorgere il solito albergo e dove i lavori sono bloccati da almeno dieci anni
3. Si restaura tutto a suon di soldi pubblici, ma servirebbero idee chiare sull'uso pubblico della baracca, idee che mancano del tutto e soprattutto servirebbero decine di milioni che il Comune non ha. Poi, visto l'esito infausto del restauro tutto pubblico di Manifattura Nord, vorrei proprio vedere come farebbe il Comune a riuscire a raddoppiare la posta e vincere, visto che oggi è incapace di restaurare superfici assai inferiori.

Anonimo - 14/08/2026 03:15

Lucca è stata una città mediamente importante sino al 2010 da lì in poi è iniziato un declino costante . Senza camera di Commercio., l'associazione industriali migrata altrove , l'ospedale è ormai poco più che di un grande pronto soccorso , una squadra calcistica che ormai gioca nei campetti di periferia , una viabilità indecente ( le rotatorie spostano solo il traffico ) un inquinamento da PM 2 e adesso da Pfas ai vertici nazionali , i grandi contenitori che citate sono e rimarranno dei ruderi , un piano operativo ridicolo deciso altrove , adesso ci hanno fregato pure l'acqua , un Guappo che comanda in città....ecc ecc . Chi è causa del suo mal pianga se stesso..

Anonimo - 13/08/2026 15:13

Dalla mia posizione con tutta la vita ormai alle spalle, non vedo altro che rane nel pentolone...
a mi' tempi piacevano anco a tanti le rane bollite.
Il mal voluto non fu mai troppo!

... - 13/08/2026 14:14

Serve quindi una "Svolta politica e sociale".
Suppongo sia una nuova banca.
Ho chiamato anco il Comune, ma 'un tirin fora un euro.
Mi da l'indirizzo, che avrei da fa' un sacco di lavori a casa...
Ahr! Ahr! Ahr!

... - 13/08/2026 14:07

Caro Franchi, Lei rivendica grandi successi sindacali alla CCC :
"Alla Cucirini Cantoni Coates di Lucca grazie agli scioperi e alla conflittualità permanente negli anni 70 non solo furono migliorate le condizioni economiche, normative e professionali dei dipendenti, ma si contrattavano anche gli organici di linea necessari, i tempi di lavoro in base alle lavorazioni svolte, la prevenzione della salute, gli orari di lavoro, la qualità e quantità degli investimenti, i diritti e i poteri.."

non pensa che siano tutti questi "grandi successi" siano la causa della chiusura nel 2007 della fabbrica?

Sul resto sono quasi d'accordo salvo che, i progetti da voi indicati sono esattamente il doppione di quello che vogliono fare alla manifattura. Lucca ha troppo pochi residenti per supportare progetti così ambiziosi e grandi. Magari un Polo Tecnologico quello si, si potrebbe fare per le nuove start up.

Anonimo - 13/08/2026 12:33

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