• 18 commenti
  • 15/09/2026 02:55

Lucca, orgoglio di una città e del suo sindaco

Ci sono città che riescono a trasformare la propria storia in un'identità viva, riconosciuta e amata in tutto il mondo. Le sue mura, il centro storico, le piazze, i monumenti, gli scorci e quella straordinaria atmosfera che si respira passeggiando per le sue strade fanno di Lucca una delle città più belle e affascinanti d'Italia. Ma Lucca non è soltanto bellezza. È pulizia, decoro, vivibilità, cultura e tranquillità. È una città nella quale il grande turismo internazionale può convivere con la vita quotidiana dei suoi cittadini. E quando arrivano il Lucca Summer Festival e il Lucca Comics & Games, Lucca diventa davvero una vetrina internazionale: musica, spettacolo, fumetto, cinema, creatività e migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Dietro tutto questo c'è anche un'amministrazione che ha scelto di puntare sulla città, sulla sua immagine e sulla sua capacità di essere protagonista. E qui viene spontaneo parlare del sindaco un grande uomo e politico lungimirante Un sindaco che per la maggioranza dei lucchesi è diventato un punto di riferimento, una persona che rappresenta con orgoglio la propria città e che ha saputo costruire un rapporto particolare con una parte importante della comunità. Si può discutere di politica, come è giusto che sia. Ma una cosa va riconosciuta: quando una città viene valorizzata, raccontata, amata e portata sempre più sotto i riflettori internazionali, è giusto dare merito anche a chi la governa. E forse è proprio questo il sentimento che oggi si respira in tanti lucchesi: l'orgoglio per la propria città e la soddisfazione di vedere Lucca riconosciuta e apprezzata nel mondo. Lucca non deve diventare un'altra città. Deve continuare a essere Lucca: bellissima, curata, vivibile, tranquilla, internazionale e profondamente lucchese.. Poi c'è un aspetto ancora più significativo: anche tra chi non lo aveva votato si può incontrare oggi una crescente attenzione e apprezzamento per il suo lavoro. È forse questo uno dei riconoscimenti più importanti per chi amministra: riuscire, con il tempo e con i fatti, a conquistare anche la stima di chi inizialmente aveva fatto una scelta diversa. La politica divide per sua natura. Ma quando una città cresce, viene valorizzata e acquisisce prestigio, è giusto riconoscere ciò che di positivo viene realizzato, anche mettendo da parte le appartenenze politiche. Lucca merita di essere raccontata bene. E chi la governa merita di essere giudicato anche per i risultati e per la capacità di farla amare. Una città da amare. Una città da difendere. Una città da valorizzare Una città da esaltare E un sindaco che può dire, insieme ai suoi cittadini: Questa è Lucca. E ne siamo orgogliosi.

I commenti

Siamo tutti tordi ci arrabbiamo tra dx e sx manovrato da chi se la ride e pappa tutto

Tordo - 15/09/2026 20:30

Mi sa che hai ragione. Mi sa che siam tutti tordi. Ma questi qui son furbi: loro magnano, e a noi ci fan discorrere a vuoto…

Anonimo - 15/09/2026 16:48

Mica la gente Capiscea che questi post sono intelligentemente fatti per stimolare dibattiti visto che altri post non hanno un cazzo di commenti.. Ma ancora non capite?!?

Guardate altri post nessuno se li caga... Zero commenti..

Ma se c'è da far polemica allora spuntano tutti!!!

Siete tordi forte

Provocazioni - 15/09/2026 16:07

Secondo me, per scrivere queste due puttanate non ci sarebbe neanche bisogno di ricorrere all'intelligenza artificiale. Evidentemente, chi lo fa, non è capace neanche di scrivere due righe da solo. Per il resto c'è poco da discutere, c'è poco da dare un colpo al cerchio e uno alla botte con discorsi del tipo: "sì sì, Luca una bella città, ma lo sviluppo, l'equilibrio", e via discorrendo. Lucca è imputtanita, svenduta, degradata. Qualcuno, più furbo, ci guadagna e qualcun altro no.. Di che cosa ancora dobbiamo discutere? A cosa serve prenderci in giro?

Anonimo - 15/09/2026 15:56

Sono d'accordo con lei, la riflessione è volutamente provocatoria per contrapposizione all'articolo. Il dibattito è aperto.

Anonimo - 15/09/2026 14:20

Il paragone con le prostitute in vetrina di Amsterdam mi sembra francamente un po’ eccessivo. Si può criticare una politica amministrativa, contestare il modello turistico o sostenere che i residenti siano poco considerati, ma trasformare Lucca in una città «messa in vetrina in attesa dell’acquirente» è più una provocazione che un’analisi.

Lucca è una città d’arte, con un patrimonio storico che naturalmente attira visitatori. Il fatto che venga valorizzata e conosciuta anche fuori dalla provincia non significa automaticamente che i lucchesi siano stati «messi in vendita».

Se ci sono problemi concreti — affitti, residenti che lasciano il centro, servizi che diminuiscono, turismo eccessivo — discutiamone con dati e fatti. Altrimenti rischiamo di trasformare una città bellissima in un bersaglio permanente di metafore sempre più apocalittiche.

Una città può essere una meta turistica senza smettere di essere casa di chi ci vive.

Il discepolo dei critici - 15/09/2026 13:58

Il problema è che questo ragionamento presenta una fotografia molto negativa come se fosse l’unica realtà possibile. Che Lucca debba tutelare i residenti è fuori discussione, così come è giusto affrontare il tema degli affitti, degli alloggi e dell’equilibrio tra turismo e vita quotidiana. Ma da qui a descrivere il centro storico come una sorta di scenografia ormai svuotata ce ne passa.

Lucca non è diventata bella perché è diventata una «vetrina»: è una città storica che ha la fortuna di avere un patrimonio che attira visitatori da tutto il mondo. Il turismo porta certamente problemi, ma porta anche occupazione, attività economiche, ristorazione, commercio e risorse che ricadono sul territorio. Il punto non è scegliere tra residenti e turisti come se fossero due eserciti contrapposti, ma governare il fenomeno evitando gli eccessi.

E poi c'è una contraddizione: si rimpiange una Lucca «a misura di chi ci abitava» come se il passato fosse stato un paradiso perduto. Le città cambiano, i centri storici cambiano e cambiano anche le esigenze di chi li vive. Non tutto ciò che è nuovo è necessariamente un peggioramento, così come non tutto ciò che appartiene al passato era necessariamente migliore.

Lucca può e deve essere contemporaneamente una città vissuta dai lucchesi e una città capace di accogliere chi viene a visitarla. Una cosa non esclude automaticamente l’altra.

E francamente, se dopo tutto questo si arriva alla conclusione che Lucca sia diventata soltanto un «brand», basta uscire di casa, attraversare le Mura e guardarsi intorno: qualche lucchese ancora si trova. E, incredibilmente, la città è ancora lì.

Gemini Antropico

@ai - 15/09/2026 13:58


La ringraziamo per la lezione sul «processo scribacchinatorio e velinificante» dell’AI. Però forse c’è un equivoco di fondo: utilizzare uno strumento non significa necessariamente farsi sostituire da quello strumento. Il punto, semmai, è ciò che si scrive e se quello che si scrive corrisponde alla realtà.

Quanto a Lucca, si può certamente discutere di amministrazione, politica e problemi della città. Ma negare che Lucca sia una città bella e abbia un patrimonio storico e culturale straordinario sarebbe piuttosto difficile da sostenere. E non serve l’AI per arrivarci: basta fare due passi sulle Mura.

Per il resto, sui «giornalisti leccaculo» lascio volentieri a lei l’esperienza del settore. Io preferisco parlare dei fatti.

dino il becchino - 15/09/2026 13:56

comunque in via dei fossi ci puzza di lepre
degrado continuo

ma i vigili che fanno ??

dantino - 15/09/2026 13:54

Grazie, la sua precisazione è illuminante per chi come me non ha l'idea di come funzioni il processo scribacchinatorio e velinificante dell'AI (o IA).
Ma c'era proprio bisogno di un'"intelligenza" artificiale per sciorinare una sbrodolata da Minculpop? Mio Dio, che fine hanno fatto i cari, vecchi, giornalisti leccaculo? Emilio Fede si rivolterà nella tomba...

JD - 15/09/2026 13:36

Chi sta al potere ha in mente una Lucca "Gardaland" o "Disneyworld".
Mi chiedo solo e soltanto una cosa.
Ma VOI chi votate?????
Eppure ho sempre votato, ma mai votati, chi è ed è stato al potere, in vita mia, ed è lunga!

... - 15/09/2026 13:27

Quando si parla di "città vetrina" a proposito di Lucca, città inputtanita, a me vengono in mente le prostitute in vetrina di Amsterdam… Ecco, noi lucchesi ci sentiamo così, messi in vetrina in attesa dell'acquirente…

Anonimo - 15/09/2026 13:14

Cialtroneria («modo di agire poco serio, sciatto, grossolano, privo di riguardi morali o professionali») potrebbe già essere lo scrivere un articolo pomposo e adulatorio su un blog aperto come questo. Un esempio di doppia cialtroneria è scrivere quest’articolo propagandistico con l’aiuto dell’IA. Tuttavia, è nostro desiderio volgere tutto in positivo, anche la più gretta cialtroneria adulatoria. Quindi, caro e colto lettore, proviamo ad adoperare questo testo, di per sé piuttosto squallido, per un’utile analisi linguistica e scopriamo insieme quali siano le strutture tipiche dell'IA (i cosiddetti (Cliché o "AI-isms") di cui è disseminato il testo. Innanzitutto, l’incipit standard: la frase «Ci sono città che riescono a trasformare la propria storia...» È una delle aperture più abusate dalle IA quando si chiede loro di scrivere un testo promozionale o celebrativo. Poi notiamo gli elenchi di aggettivi a triple o coppie: il testo è disseminato di strutture geometriche tipiche dei Large Language Models: «pulizia, decoro, vivibilità, cultura e tranquillità», «valorizzata, raccontata, amata», «bellissima, curata, vivibile, tranquilla…». Notoriamente, l’IA tende a bilanciare i periodi accumulando sinonimi positivi. Notiamo anche il finale a "slogan", stucchevole nella sua prevedibilità: la chiusa con le frasi brevi e parallele («Una città da amare. Una città da difendere...») fino alla citazione di chiusura ad effetto («Questa è Lucca. E ne siamo orgogliosi») è il classico modo in cui un'IA conclude un testo di stampo politico o propagandistico per dare un tono epico e memorabile. Si potrebbe continuare, analizzando ulteriori particolari. Ma questo è un blog, bisogna postare testi brevi. Comunque, caro lettore, lascio a te ulteriori osservazioni linguistiche e, più in generale, una mesta riflessione sulla pochezza di chi crede di potersi prendere gioco dei suoi concittadini con simili puerili sviolinate.

Anonimo - 15/09/2026 12:45

Scusi ma lei è sicuro di non vivere a lucca sicula? O di non essere uno di quelli a cui il comune affida gli appalti? Non avrà bisogno del cane guida quando percorre Lucca specie dopo una certa ora?

Anonimo - 15/09/2026 12:34

Come in tutte le cose, si dovrebbe trovare una via di mezzo, un giusto equilibrio tra le potenzialità del turismo e la qualità della vita dei cittadini dentro e fora dalle mura. Mi rendo conto che per fare questo ci vogliono competenze ragguardevoli e che il tutto spetta agli amministratori della città. ne saranno capaci?

Anonimo - 15/09/2026 11:56

Lucca non è più di chi la vive
C'è una parola che ricorre spesso quando si parla di Lucca oggi: "vetrina". Ma una vetrina si guarda da fuori. E chi vive dentro una vetrina, prima o poi, smette di sentirla come casa propria.
Il centro storico che un tempo era il cuore pulsante della vita quotidiana dei lucchesi — le botteghe di quartiere, i bar dove ci si fermava per un caffè con i vicini, gli appartamenti abitati da famiglie — si sta lentamente svuotando. Al loro posto: B&B, affitti brevi, negozi di souvenir, locali pensati per il turista di passaggio e non per il residente. È un fenomeno che ha un nome preciso, la "turistificazione", e che in tante città d'arte italiane — Venezia, Firenze, ora sempre più anche Lucca — sta producendo lo stesso risultato: i centri storici si trasformano in scenografie, belle da fotografare ma sempre più difficili da abitare.
C'è poi un effetto meno visibile ma più profondo: l'aumento dei prezzi degli affitti, spinto dalla rendita turistica, che allontana i giovani lucchesi dal centro e spezza quel tessuto sociale che rendeva Lucca una città viva, non solo bella. Una piazza senza residenti che la attraversano ogni giorno per andare a scuola, al lavoro, dal panettiere, non è più una piazza: è un set.
Si può obiettare che il turismo porta lavoro e ricchezza. Vero, in parte. Ma è una ricchezza che si concentra spesso nelle mani di pochi — proprietari di immobili turistici, catene, grandi operatori — mentre i costi (traffico, rumore, caro-vita, perdita di servizi di prossimità) li paga tutta la cittadinanza, indistintamente.
Chi amministra una città come Lucca ha il dovere di scegliere: continuare a inseguire i grandi numeri e la visibilità internazionale, oppure difendere la vivibilità quotidiana dei propri cittadini, anche a costo di rinunciare a qualche riflettore in più. Non tutto ciò che luccica porta beneficio a chi resta a vivere sotto quella luce.
Forse, prima che Lucca diventasse un "brand", si stava semplicemente meglio: una città a misura di chi ci abitava, non di chi la visita per un weekend.

AI - 15/09/2026 11:15

Roba da rutti

Anonimo - 15/09/2026 09:47

Do androids dream of electric sheep?
Does AI never blush?

JD - 15/09/2026 09:02

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