• 4 commenti
  • 26/09/2026 20:12

Lucca è la città che amo

Lucca è la città che amo, ma oggi è diventata una città in vendita. Sfavillante e patinata, si offre senza riserve a orde di turisti "mordi e fuggi", mentre vacilla sotto i colpi di un turismo di massa che la rende sempre più omologata e simile a tante altre realtà. Non è più dei lucchesi, o forse sono stati gli stessi lucchesi ad averla messa all'asta.

Nel centro storico i prezzi dei prodotti sono ormai alle stelle, ma è varcando la soglia delle mura che emerge l'altra faccia della medaglia: per chi governa la città, tutto ciò che sta fuori è periferia e viene trattato come tale. Non c'è alcuna reale valorizzazione dei paesi del territorio lucchese, dove il trasporto pubblico resta scarso e inutilizzato, le scuole rischiano la chiusura e i servizi essenziali continuano a mancare di un vero decentramento. Può il centrosinistra proporre una nuova visione di città? Può farsi portavoce di una Lucca diversa? Ha il coraggio di presentare una proposta davvero forte e autonoma?

Io credo di sì, ma a una sola condizione: che accetti fino in fondo la sfida del cambiamento. Cambiare, cambiare, cambiare: questa deve essere l'unica bussola.

Non è il momento delle mezze misure, dei tatticismi o delle continue mediazioni al ribasso. Serve radicalità. Serve il coraggio di costruire e difendere un progetto alternativo, coraggioso e credibile. Senza se e senza ma.


Andrea Gioffredi

I commenti

Il turismo esiste. Se il turismo esiste potete proibirlo? No, non potete perché la nostra Costituzione, scritta anche dai liberali, sancisce la libertà di movimento delle persone. Potete proibire le attività economiche che offrono servizi ai turisti? No, non potete, perché la Costituzione e le regole europee sanciscono la libertà economica di intraprendere. Per cui il turismo VA GESTITO ed è perfettamente INUTILE illudersi che il turismo scompaia da Lucca. Oggi varie cose sono gestite male, ma cambiare è difficile.

Anonimo - 27/09/2026 02:05

Andrea Gioffredi Sindaco subito

Anonimo - 27/09/2026 00:17

Pezzo genericamente condivisibile (perché in realtà non dice proprio una sega nulla, come giustamente rimarca il commento sotto).
Ma è l'incipit, quel terrificante "Lucca è la città che amo", che me lo fa puzzare di pesce.
Identico all'inizio del discorso della "discesa in campo " di quel pattume di Berlusconi trenta e passa anni fa.
Coincidenza o ispirazione? In ogni caso, fa veramente schifo.

JD - 26/09/2026 22:22

Ancora la solita solfa dei proclami politici? Parlare di "città svenduta" e ripetere come un mantra "cambiare, cambiare, cambiare" fa sicuramente figura nei comizi, ma alla resa dei conti non dice assolutamente nulla di concreto.
È fin troppo facile puntare il dito contro il turismo di massa e stracciarsi le vesti per il centro storico "patinato", ignorando comodamente che quell'economia tiene in piedi centinaia di famiglie, commercianti e lavoratori locali. Parlate di periferie dimenticate, di scuole a rischio e di trasporti inefficienti — problemi reali, per carità — ma la ricetta pratica qual è? "Serve radicalità"? "Servono progetti coraggiosi"? E quali sarebbero, esattamente?
Se il centrosinistra vuole davvero proporre una visione alternativa, smettiamola con la retorica epica, i "senza se e senza ma" e le formule vuote da campagna elettorale. I cittadini non se ne fanno niente del "coraggio di cambiare" finché restano solo parole: servono numeri, progetti di mobilità fattibili, coperture finanziarie e soluzioni per i servizi essenziali. Continuare con questo tono moralista che colpevolizza i lucchesi e santifica la politica di turno stanca soltanto chi in questa città ci vive e lavora ogni giorno.

Paolo - 26/09/2026 22:07

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