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  • 16/10/2026 18:38

Il racconto intimo e intenso di Nadia Terranova per Campa Cavallo

Il racconto intimo e intenso di Nadia Terranova per Campa Cavallo, In tanti ad ascoltare in San Francesco il monologo tratto dal romanzo “Quello che so di te”


 


LUCCA. È stato un monologo intenso e intimo quello della scrittrice Nadia Terranova nella chiesa di San Francesco per la rassegna Campa Cavallo. A seguirlo più di 100 persone catturate dalla narrazione tratta da "Quello che so di te", romanzo autobiografico di Nadia Terranova pubblicato dalla casa editrice Guanda e finalista al Premio Strega 2025. Fuori dal San Francesco ha accolto i partecipanti il “Marco Cavallo”, opera in cartapesta realizzata nel 2024 dal maestro costruttore Carlo Lombardi alla Cittadella del Carnevale, allegoricamente ispirato all’opera realizzata nel 1973 dagli ospiti dell’ospedale psichiatrico di Trieste, allora diretto da Franco Basaglia, 


A introdurre il suo intervento sono state la presidente della Fondazione per la Coesione Sociale Lucia Corrieri Puliti e la direttrice della Zona Distretto della Piana di Lucca dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest Eluisa Lo Presti


“Una città diventa più giusta – ha detto Corrieri Puliti presentando Terranova e ripercorrendo gli obiettivi della rassegna Campa Cavallo – quando impara ad ascoltare anche le voci rimaste a lungo inascoltate. La nostra ambizione è semplice e grande insieme: accendere fuochi di comprensione e di relazione nella nostra comunità. E non potremmo farlo senza chi cammina insieme a noi”.


“Pensiamo che i diritti di benessere, salute e dignità delle persone – ha aggiunto Lo Presti –, in particolare di quelle che attraversano la sofferenza psichica e mentale, non possano iniziare e finire in un ambulatorio, nelle stanze di ospedale o nelle residenze sanitarie assistite con la fondamentale assistenza e il lavoro dei medici, degli infermieri e dei tecnici. Questi diritti iniziano e finiscono nelle comunità e con la cura delle comunità”.


La scrittrice racconta nel romanzo una storia di "follia" familiare: la bisnonna Venera che ha avuto sempre un posto speciale nei suoi sogni. Venera varcò la soglia del Mandalari, il manicomio di Messina, e la scrittrice si chiede quale sia stato l'evento che la condusse lì. Il monologo è ispirato a questo romanzo personale e intenso che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo. Questa storia ha attraversato la narrazione di Nadia Terranova che ha dialogato, finito il monologo, con i presenti.



La rassegna culturale Campa Cavallo è alla seconda edizione e continuerà fino a fine anno a offrire appuntamenti pubblici a ingresso libero per dialogare intorno ai temi complessi della salute mentale, della neurodivergenza, della disabilità e del caregiving. Viene organizzata da Fondazione per la Coesione Sociale, Azienda Usl Toscana Nord Ovest, Fondazione Mario Tobino, cooperativa sociale C.RE.A., Centro Studi e Ricerche Prof. Guglielmo Lippi Francesconi e Ufficio Scolastico Territoriale di Lucca e Massa Carrara, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e con il patrocinio delle Conferenze dei sindaci della Piana di Lucca, della Valle del Serchio e della Versilia. Il programma completo della rassegna è consultabile sul sito della Fondazione per la Coesione Sociale.

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